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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1555/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva un presunto errore di fatto: la Corte avrebbe erroneamente ritenuto che la signora Annunziata Di Mauro avesse eseguito il pagamento dei canoni di locazione agli eredi del debitore esecutato (pagamenti mai avvenuti). In sostanza si censurava l'assunto secondo cui il pagamento di un terzo di buona fede avrebbe avuto effetto liberatorio e l'orientamento della Corte territoriale che avrebbe evitato una duplicazione dell'obbligo di pagamento a carico della Di Mauro

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile. Motivi principali: (i) il motivo impugnato riguardava un punto sul quale la sentenza oggetto di revocazione si era già pronunciata (art. 395 c.p.c., n. 4), quindi non ammissibile in revocazione; (ii) l'esposizione del ricorrente non ha individuato né documentato l'errore di fatto presunto, non riportando ciò che il primo giudice aveva effettivamente dichiarato sui pagamenti e omettendo di dimostrare l'errore di percezione contestato. Sono state condannate le spese del giudizio di cassazione a carico del ricorrente: liquidati in favore della controricorrente euro 3.000,00 per compensi, oltre al 15% per spese forfetarie, esborsi euro 200,00 e accessori di legge. È stato inoltre dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.P.R. 115/2002 (come modificato)

Norme richiamate

  • decreto-legge n. 137 del 2020, comma 8-bis (convertito dalla legge n. 176 del 2020)

    Norma che consente, nelle condizioni previste, di procedere alla decisione senza discussione orale se nessuna parte ha chiesto la discussione; nel procedimento qui descritto la decisione è stata adottata senza udienza orale e con deposito di conclusioni scritte del Procuratore Generale

  • art. 395 c.p.c., n. 4

    Richiamato per rimarcare che la revocazione non è ammissibile quando concerne punti già decisi nella sentenza impugnata; la Corte ha ritenuto che il motivo di revocazione verteva su un punto controverso già esaminato e deciso dalla sentenza impugnata

  • art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per l'eventuale versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello eventualmente dovuto per il ricorso

  • Cass., sez. un., 20/02/2020, n. 4315 (giurisprudenza citata)

    Precedente richiamato in tema di contributo unificato e presupposti per il relativo versamento; utilizzato per fondare la statuizione sull'ulteriore importo dovuto

Massime di principio

  • La revocazione per errore di fatto è ammissibile solo se il ricorrente individua con precisione il fatto errato emergente dalla documentazione del giudizio di merito e dimostra che tale fatto era decisivo per la decisione.
  • Non è possibile ottenere la revocazione per censurare un punto che la sentenza impugnata ha già esaminato e deciso; tali censure devono essere svolte nei gradi ordinari di giudizio.
  • Nell'impugnazione per revocazione è essenziale riportare ciò che hanno detto i giudici del merito (prima e secondo grado) sul punto contestato; omissioni descrittive che impediscono l'individuazione dell'errore di fatto rendono il motivo inammissibile.
  • Se nessuna parte chiede la discussione orale, la Corte può decidere sulla base degli atti e delle conclusioni scritte (anche del Procuratore Generale) ai sensi delle disposizioni sopravvenute sulle modalità di trattazione.
  • La parte soccombente in cassazione può essere condannata alle spese e può sorgere l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato in presenza dei presupposti normativi; è importante prevedere il rischio economico dell'impugnazione.

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