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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5377/2023 del 07/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo su due profili principali: (1) contestazione della competenza territoriale per il reato di riciclaggio (sostiene che l'impiego di utilità si sarebbe consumato a Milano nella società DEKA); (2) carenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora, con specifiche censure riguardanti i capi 4-5-6 (atti societari, redazione di bilancio e messa in liquidazione) e il capo 10 (presunta truffa ex art. 640-bis, alternativamente da ricondurre ad indebita percezione ex art. 316-ter o alliceità della qualificazione). Si lamenta inoltre la mancata autonoma motivazione del GIP sui profili decisivi e l'errata individuazione del profitto del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In sintesi: (i) la competenza territoriale è correttamente attribuita a Modena per la prevalente operatività e le condotte del ricorrente, non essendo necessario che gli autori del reato mezzo coincidano con quelli del reato fine; (ii) il Tribunale del riesame ha fornito una motivazione sintetica ma autonoma e sufficiente, e le censure generiche del ricorrente non consentono il sindacato di legittimità; (iii) il sequestro dei crediti è legittimo perché le condotte (messa in liquidazione, redazione/deposito di bilanci omissivi, utilizzo di schermi societari) costituiscono atti dispositivi fraudolenti idonei a sottrarre garanzie patrimoniali e quindi rientrano nel profitto del reato; (iv) anche una diversa ricostruzione giuridica (es. indebita percezione di erogazioni pubbliche) non renderebbe illegittimo il sequestro, dato che è prevista confisca obbligatoria delle somme costituenti profitto/prezzo del reato; (v) il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. La Corte precisa altresì che l'inammissibilità esclude l'esame di eventuali questioni di prescrizione sopravvenuta.

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (artt. 10-bis, 10-ter e art. 11, comma 1)

    Le somme sequestrate sono ritenute profitto dei reati fiscali richiamati; la Corte conferma che atti dispositivi su crediti e risorse societarie rientrano nel novero dei profitti perseguibili con sequestro preventivo.

  • Codice Penale, art. 640-bis

    Il sequestro è stato disposto anche in relazione al profitto derivante dalla truffa contestata; la Corte ritiene che la qualificazione come truffa consenta la confisca del profitto e non inficia la legittimità del sequestro.

  • Codice Penale, art. 316-ter

    Richiamato dal ricorrente quale possibile diversa qualificazione (indebita percezione di erogazioni pubbliche); la Corte osserva che, anche riclassificando il fatto, sussiste comunque la previsione della confisca obbligatoria delle somme e quindi il sequestro rimane legittimo.

  • Codice di Procedura Penale, art. 12, comma 1, lett. c)

    Usata per giustificare la connessione teleologica che consente lo spostamento della competenza territoriale: non è richiesta l'identità degli autori fra reato mezzo e reato fine, ma l'oggettiva finalizzazione della condotta.

  • Codice di Procedura Penale, art. 309, comma 9

    Richiamato nel contesto del potere del tribunale del riesame di annullare il provvedimento se manca autonoma motivazione; la Corte però trova in questo caso motivazione sufficiente nel riesame.

  • Codice di Procedura Penale, art. 324, comma 7

    Consente il rinvio al disposto di cui all'art. 309 comma 9 per i provvedimenti di sequestro: la Corte applica la giurisprudenza che richiede autonoma valutazione, qui ritenuta presente.

  • Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 (art. 25, commi 11-14)

    Richiamato dal ricorrente per sostenere che le successive attività di controllo sulle erogazioni pubbliche sono differite; la Corte osserva che, comunque, la previsione normativa non esclude la confisca/sequestro del profitto qualora ricorrano i presupposti.

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Articolo invocato per la condanna alle spese e il pagamento alla Cassa delle Ammende; la Corte lo applica per liquidare le sanzioni pecuniarie accessorie derivanti dall'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La competenza territoriale può essere spostata per connessione teleologica anche se la sede formale della società è diversa: conta l'effettiva operatività e il ruolo centrale dell'agente nelle condotte rilevanti.
  • Nei procedimenti di riesame sul sequestro preventivo è necessaria un'autonoma motivazione del tribunale, ma tale motivazione può essere sintetica se contiene valutazioni concrete e pertinenti; censure generiche non sono sufficienti.
  • Atti societari (messa in liquidazione, bilanci omissivi, utilizzo di schermi societari) che abbiano l'effetto di disporre o rendere intrasmissibili crediti e risorse possono costituire atti dispositivi rientranti nel profitto del reato e legittimare il sequestro.
  • La diversa ricostruzione giuridica del fatto (es. truffa vs indebita percezione) non annulla automaticamente la legittimità del sequestro se la norma alternativa prevede comunque confisca del profitto/prezzo del reato.
  • Per impugnare efficacemente un provvedimento cautelare è necessario indicare in modo puntuale i passaggi motivazionali che si contestano; le critiche generiche alla motivazione sono spesso destinate a restare inammissibili.

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