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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32676/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna (Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Marano, sentenza del 17/12/2013) per il reato previsto dall'art.116, comma 1 e 13, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (fatto accertato in data 14/06/2009). Il ricorrente deduceva, in via principale, la violazione della legge penale per intervenuta depenalizzazione della fattispecie ascritta; in subordine, la prescrizione del reato ai sensi dell'art.157 cod.pen.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: nel periodo tra la pronuncia della sentenza e la notifica dell'avviso di deposito la fattispecie era stata depenalizzata dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n.8, che stabilisce che non costituiscono reato e sono assoggettate a sanzione amministrativa le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda. Perciò la sentenza impugnata (condanna a C 3.000,00 di ammenda) è stata annullata senza rinvio perché "il fatto non è previsto dalla legge come reato". Il motivo subordinato sulla prescrizione è stato assorbito.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della Strada), art.116, comma 1 e 13

    Norma sulla violazione contestata in origine, che prevedeva la sanzione penale (ammenda) per la fattispecie accertata il 14/06/2009

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n.8

    «Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda».

    Depenalizzazione delle contravvenzioni punite esclusivamente con multa o ammenda: tali fatti cessano di essere reato e diventano illecito amministrativo, con conseguente applicazione della norma più favorevole (effetto retroattivo della depenalizzazione/lex mitior) rispetto alla punibilità penale

  • art.157 cod.pen.

    Norma relativa alla prescrizione; evocata dal ricorrente in via subordinata ma ritenuta assorbita dalla decisione per depenalizzazione

  • art.548, comma 3, cod.proc.pen. (testo previgente)

    Richiamato quanto alla modalità di notifica dell'avviso di deposito e dell'estratto della sentenza al difensore, con riferimento alla procedura applicabile ratione temporis per l'imputato dichiarato contumace

Massime di principio

  • Se, dopo la commissione del fatto ma prima della definitiva impugnazione, la fattispecie viene depenalizzata trasformandola in illecito amministrativo (quando la pena prevista è solo multa/ammenda), il giudice penale deve annullare la condanna perché il fatto non è più previsto come reato (applicazione della norma più favorevole/lex mitior).
  • La depenalizzazione opera anche se la sentenza è stata pronunciata prima della modifica legislativa, purché la norma più favorevole sia intervenuta prima che la decisione diventi incontestabile in relazione al rimedio impugnatorio in corso.
  • Una volta che la fattispecie è convertita in sanzione amministrativa, la questione della prescrizione del reato diventa in genere irrilevante rispetto all'accertamento che il fatto non è più reato.
  • È necessario verificare caso per caso se la specifica violazione rientri effettivamente nell'ambito delle norme depenalizzate (non tutte le contravvenzioni sono automaticamente convertite).
  • L'annullamento senza rinvio esclude il poter mantenere la condanna penale, ma non impedisce l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla nuova disciplina; pertanto il soggetto può comunque essere sottoposto a procedimento amministrativo e a pagamento della somma dovuta.

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