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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32666/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la pronuncia della Corte d'appello che aveva assolto l'imputato dal reato di cui all'art. 589-bis c.p. (omicidio colposo), ritenendo esclusiva la causa dell'evento nella condotta imprudente della persona offesa. Il Procuratore Generale deduceva illogicità e contraddittorietà della motivazione della Corte territoriale, poiché essa aveva capovolto la valutazione del Tribunale di primo grado senza confutare analiticamente le argomentazioni probatorie (descrizione dello stato dei luoghi, visibilità, traffico, ingombro della corsia opposta, intersezione e violazione dell'art. 141 comma 3 del d.lgs. 285/1992) che avevano portato alla condanna per velocità non adeguata alle condizioni della strada.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio motivazionale. Ha richiamato il principio secondo cui il giudice d'appello che assolve riformando una condanna deve dare una motivazione rigorosa e confutare specificamente le argomentazioni del primo giudice. Avendo la Corte territoriale omesso di confrontarsi analiticamente con le deduzioni e le prove valutate dal Tribunale e avendo formulato affermazioni apodittiche circa la natura della strada e il traffico, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo; qui contestata per la cagione dell'evento con riferimento a negligenza, imprudenza e imperizia nell'uso del veicolo.

  • art. 141, comma 3, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    Richiama obblighi di cautela e regole sulla precedenza e sulla visibilità nelle intersezioni; la Corte ha richiamato che il semplice rispetto del limite di velocità non esaurisce l'obbligo di prudenza quando vi siano limiti di visibilità, intersezioni o edifici prospicienti la carreggiata.

  • Cass. Sez. U. n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)

    Principio giurisprudenziale secondo cui il giudice d'appello che assolve riformando una condanna ha l'obbligo di motivare in modo rigoroso e di confutare specificamente le argomentazioni del primo giudice; la mancanza di tale confronto costituisce vizio motivazionale.

  • Cass. Sez. U. n. 27620 del 28/04/2016 (Dasgupta)

    Richiama l'orientamento secondo cui la riforma in senso assolutorio richiede una motivazione puntuale e completa da parte del giudice d'appello.

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello assolve riformando una condanna, deve fornire una motivazione rigorosa che confuti punto per punto le ragioni della sentenza di primo grado; non sono sufficienti affermazioni generiche o apodittiche.
  • Il rispetto del limite di velocità non esonera automaticamente da responsabilità: occorre valutare se la velocità fosse adeguata alle condizioni concrete della strada, visibilità, intersezioni e traffico.
  • In giudizi per sinistri stradali la valutazione della dinamica e delle condizioni dei luoghi (traffico, ingombri, visibilità, tipo di strada) ha valore probatorio centrale e deve essere esaminata compiutamente dall'appello che intende sovvertire la decisione di primo grado.
  • Se la Corte d'appello non fornisce una confutazione analitica delle argomentazioni probatorie del primo grado, la sentenza può essere annullata per vizio motivazionale e la causa rinviata per nuovo esame.
  • Il Procuratore Generale può efficacemente impugnare una sentenza assolutoria per carenza o illogicità della motivazione; la Cassazione è orientata a tutelare il principio del necessario confronto argomentativo tra giudici di grado diverso.

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