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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37668/2024 del 14/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Kaltomi Abdilah impugna l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Salerno che lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 73, comma V, DPR 309/1990. La Corte d'appello aveva ritenuto che nell'atto di appello mancasse una valida dichiarazione/elezione di domicilio ai sensi dell'art. 581, comma 1‑quater c.p.p., poiché l'indirizzo indicato era generico ("Località Campolongo snc - Eboli") e dunque inidoneo. Il ricorrente sosteneva invece di aver rispettato il precetto normativo e che la valutazione dell'inidoneità non poteva essere puramente astratta, dovendosi verificare concretamente se l'indirizzo permettesse il reperimento dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Salerno per il prosieguo. La Cassazione ha stabilito che la verifica dell'idoneità dell'elezione di domicilio non può essere astratta ma deve essere concreta (si deve controllare se l'indirizzo consente effettivamente di rintracciare l'imputato). Non è ammissibile dichiarare a priori l'omissione o la mancanza della elezione di domicilio e, quindi, l'inammissibilità dell'appello, senza tale verifica. La Corte ha inoltre richiamato gli effetti delle successive modifiche legislative: il d.lgs. n.150/2022 aveva introdotto le prescrizioni contestate e la legge n.114/2024 ha abrogato il comma 1‑ter dell'art. 581 c.p.p. ma ha mantenuto l'adempimento del comma 1‑quater in modo diverso; comunque le impugnazioni proposte prima dell'entrata in vigore della legge vanno valutate secondo la normativa applicabile al momento dell'atto (principio del tempus regit actum).

Norme richiamate

  • art. 73, comma V, DPR 309/1990

    Norma penale richiamata quale titolo di reato per la condanna di primo grado (reato in materia di stupefacenti).

  • art. 581, comma 1‑quater, cod. proc. pen.

    nel caso di imputato rispetto al quale si è proceduto in assenza, con l'atto di impugnazione del difensore è depositato, a pena di inammissibilità, specifico mandato a impugnare, rilasciato dopo la pronuncia della sentenza e contenente la dichiarazione o l'elezione di domicilio dell'imputato, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio

    La norma impone un onere formale (mandato specifico con dichiarazione/elezione di domicilio) per le impugnazioni proposte dall'imputato assente; la Corte interpreta che l'elezione di domicilio deve essere concreta e idonea a permettere il reperimento dell'imputato, e la sua idoneità va verificata in concreto prima di dichiarare l'inammissibilità.

  • art. 161, cod. proc. pen.

    Richiamato nel principio relativo alle notifiche cd. sostitutive: l'elezione di domicilio è funzionale a un punto di riferimento per le comunicazioni, e la sua idoneità va verificata in concreto per legittimare notifiche effettuate in via mediata.

  • d.lgs. n.150/2022

    Atto normativo che ha introdotto le modifiche (tra cui il comma 1‑quater) concernenti gli adempimenti per le impugnazioni proposte dall'imputato assente, con finalità di responsabilizzazione dell'imputato e di regolarità delle notificazioni.

  • legge 9 agosto 2024, n.114

    Ha abrogato il comma 1‑ter dell'art. 581 c.p.p. e ha rimodulato gli adempimenti relativi al comma 1‑quater (mantenendoli comunque nei casi indicati dalla legge), ma non ha previsto norme transitorie: per le impugnazioni proposte prima dell'entrata in vigore si applica la disciplina allora vigente (principio del tempus regit actum).

  • principio del tempus regit actum

    Principio richiamato dalla Corte: gli atti processuali devono essere valutati secondo la normativa vigente al momento della loro instaurazione; perciò le impugnazioni proposte anteriormente a modifiche legislative vanno esaminate con la disciplina previgente.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio indicata nell'atto di impugnazione deve essere valutata in concreto: è valida se l'indirizzo consente effettivamente di reperire l'imputato, non può essere esclusa per mera genericità astratta.
  • Prima di dichiarare inammissibile un appello per presunta mancanza o inidoneità della elezione di domicilio, il giudice deve verificare se la notifica reale al domicilio indicato sia possibile; se la notifica risulta in concreto eseguibile, l'elezione è efficace.
  • Le impugnazioni proposte prima di un mutamento legislativo vanno giudicate secondo la legge vigente al momento della proposizione (tempus regit actum): le modifiche successive non si applicano retroattivamente in assenza di norma transitoria.
  • Le modifiche normative (es. d.lgs. n.150/2022 e legge n.114/2024) possono incidere sui soggetti tenuti agli adempimenti (difensore di ufficio vs difensore di fiducia); occorre verificare quale disciplina era applicabile al momento dell'impugnazione.
  • In caso di dubbio sull'idoneità dell'indirizzo, la prassi corretta è compiere accertamenti concreti (tentativi di reperimento, verifica anagrafica o contatti alternativi) prima di escludere l'ammissibilità dell'appello.

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