Sentenza del 10/07/2020 n. 3556 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Per l'anno 2013 l'Agenzia contestava a XXX srl l'utilizzo di fatture relative ad operazioni soggettivamente inesistenti per €2.077.973,00, negando il diritto alla detrazione IVA. Le fatture erano emesse da fornitori caratterizzati da anomalie (assenza di sede, irreperibilità dei rappresentanti, omessa presentazione delle dichiarazioni) e la verifica fiscale rilevava un meccanismo di frode (cd. frode carosello) e cessioni a prezzi evidentemente anomali/di sottocosto; l'atto di accertamento ha pertanto disconosciuto le detrazioni IVA operate dalla società.
La decisione
Il ricorso di primo grado era stato respinto dalla CTP di Napoli; in appello la Commissione Tributaria Regionale di Napoli ha rigettato l'appello della società, confermando l'accertamento. La CTR ha ritenuto che l'Amministrazione abbia fornito elementi univoci, precisi e concordanti (analisi dei bilanci dei fornitori e della società, indizi di depositi presso terzi, pratica di sottocosto alla prima cessione, squilibri patrimoniali rispetto ai ricavi) tali da dimostrare l'inserimento dell'operazione nella frode, e che la società non abbia fornito prove idonee a smentire tale quadro. Condanna della ricorrente alle spese processuali, liquidate in €11.344,00 oltre 15% per spese forfettarie e oneri accessori se dovuti.
Norme richiamate
D.Lgs. 74/2000 art. 1 lett. a)
"per fatture o altri documenti per operazioni inesistenti si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l'imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l'operazione a soggetti diversi da quelli effettivi"
Fornisce la definizione legale delle fatture per operazioni inesistenti e consente di distinguere inesistenza giuridica, oggettiva e soggettiva; nel caso concreto si è ritenuta sussistente l'inesistenza soggettiva (fornitore fittizio/ diverso da quello reale).
Rilevati dall'appellante come norme sulla detrazione IVA e fatturazione; la giurisprudenza applicata ha ritenuto non dovuta la detrazione per fatture riferite ad operazioni soggettivamente inesistenti.
Norma sulla motivazione degli atti di accertamento fiscale; l'appellante aveva dedotto carenza di motivazione ma la CTR ha ritenuto tale censura generica e inammissibile.
Regola la ripartizione dell'onere della prova: in materia di frodi carosello l'Amministrazione deve provare, anche per presunzioni gravi, precise e concordanti, la consapevolezza del contribuente; se tale onere è assolto, grava poi sul contribuente dimostrare di aver adottato la massima diligenza esigibile.
Giurisprudenza: Cass. civ., sez. tributaria, 9851/2018
Conferma il principio che l'Amministrazione deve provare la consapevolezza del destinatario della fattura circa l'evasione e che, una volta forniti elementi obiettivi e specifici, spetta al contribuente dimostrare la diligenza massima.
Giurisprudenza: Cass. civ., sez. tributaria, 12802/2011
Richiamata come principio che la regolare tenuta delle scritture contabili o la mera consegna della merce non sono di per sé idonee a escludere la partecipazione alla frode.
Costituzione artt. 24, 111, 3
Articoli invocati dall'appellante in relazione al diritto di difesa, giusto processo e parità; la CTR ha ritenuto le deduzioni generiche e prive della specificità necessaria per costituire un valido motivo di impugnazione.
Massime di principio
- Onere della prova: in caso di contestazione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti l'Amministrazione deve dimostrare, anche per presunzioni oggettive, la sostanziale inesistenza o l'inserimento dell'operazione in un meccanismo fraudolento; una volta forniti elementi precisi e concordanti, grava sul contribuente provare di aver adottato la diligenza massima.
- Elementi fattuali rilevanti a favore dell'Amministrazione: squilibri patrimoniali dei fornitori rispetto ai ricavi, assenza di sede o rappresentanti, omessa presentazione di dichiarazioni fiscali, pratiche di sottocosto alle prime cessioni e presenza di depositi presso terzi/logistica sono indicatori forti di partecipazione a frodi IVA.
- Prove del contribuente: la regolarità della contabilità, la mera consegna della merce o i pagamenti non sono sufficienti a dimostrare l'estraneità alla frode; il contribuente deve documentare le concrete attività di due diligence (es. verifiche societarie, bilanci, contratti, documenti di trasporto, tracciabilità dei pagamenti, ispezioni) che dimostrino la massima diligenza.
- Prevenzione e best practice commerciali: verificare la solidità e la storia commerciale del fornitore (visure, bilanci, referenze), ottenere documentazione contrattuale e logistica completa, conservare evidenze di prezzi di mercato e di condizioni commerciali ordinarie, richiedere e conservare originali e prove di pagamento tracciabili.
- Impugnazioni generiche: le censure di carenza di motivazione o violazione del diritto di difesa devono essere specifiche e circostanziate; deduzioni generiche rischiano di essere dichiarate inammissibili.
- Valutazione globale: i giudici valutano il quadro probatorio complessivo e la coerenza degli indizi; la presenza di molteplici indici concordanti può legittimare la presunzione di consapevolezza del contribuente.
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