Cassazione Penale, Sentenza n. 39514/2025 del 09/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto per violazione di legge e vizio di motivazione: la ricorrente denunciava che, in violazione dell'art. 558, comma 3, e dell'art. 195, comma 4, c.p.p., il Tribunale aveva autorizzato la relazione orale di un ufficiale di polizia giudiziaria non intervenuto all'arresto (avendo solo redatto un'informativa), configurando l'uso di un teste de relato a fondamento della convalida
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che, conformemente agli orientamenti giurisprudenziali citati, la convalida può fondarsi sul verbale di arresto e sulle relazioni scritte degli operanti regolarmente trasmesse quando gli agenti non possono rendere la relazione orale. Nel caso concreto il verbale di arresto era autosufficiente a sorreggere la decisione e la relazione orale dell'ufficiale intervenuto in udienza si è limitata a sintetizzare il contenuto del verbale senza introdurre elementi difformi; dunque la censura risultava infondata. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende (art. 616, comma 1, c.p.p.)
Norme richiamate
L'art. 558 c.p.p. non richiede l'oralità assoluta della relazione degli operanti per la convalida: se gli agenti non possono presenziare, il verbale di arresto e le relazioni scritte regolarmente trasmesse sono idonei a sostenere la convalida
La norma sul divieto di utilizzare dichiarazioni di terzi come prove dirette non è stata ritenuta violata quando la relazione orale non introduce fatti diversi dal verbale scritto già acquisito; l'uso di una relazione sintetica non integra per sé un 'teste de relato' decisivo
Richiamato dalla disciplina dell'art. 558 c.p.p. per legittimare l'utilizzo del verbale e delle relazioni scritte degli operanti come supporto alla convalida
Il procedimento di convalida deve consentire la rapida presentazione dell'arrestato prima della scadenza del termine di 24 ore; ciò giustifica l'ammissibilità di strumenti scritti quando l'oralità non sia possibile
Norma applicata per la condanna alle spese e alle sanzioni pecuniarie in caso di ricorso manifestamente inammissibile o infondato
art. 337 c.p. (resistenza) e norme sulle lesioni aggravate
Indicate come fattispecie per le quali era stato disposto l'arresto; non oggetto diretto del giudizio di ammissibilità del ricorso ma rilevanti nel contesto fattuale
Massime di principio
- La convalida dell'arresto può essere adeguatamente supportata da verbale di arresto e relazioni scritte degli operanti regolarmente trasmesse anche in assenza della loro presenza orale in udienza
- La presenza in udienza di un ufficiale che non ha eseguito l'arresto non è di per sé causa di nullità se la sua esposizione non introduce fatti diversi o contraddittori rispetto al verbale scritto
- Per contestare efficacemente la convalida sul punto occorre dimostrare una discordanza specifica tra il contenuto del verbale scritto e le dichiarazioni rese in udienza o l'insufficienza del verbale a sorreggere le conclusioni del giudice
- L'obiettivo della norma sulla convalida è la celere verifica dell'arresto: pertanto i mezzi scritti sono ammessi per garantire la tempestività procedurale quando l'oralità è impraticabile
- Un ricorso che non evidenzi in modo puntuale e concreto il pregiudizio derivante dall'uso di una relazione non operativa rischia di essere dichiarato inammissibile e di essere sanzionato
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