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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24301/2023 del 09/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (società)

La controversia

La controversia nasce da una domanda proposta da una società in liquidazione nei confronti di una controparte straniera per ottenere il pagamento di somme qualificate come indennità sostitutiva del preavviso e indennità di fine rapporto ex artt. 1750 e 1751 c.c. Il Tribunale di Treviso accolse la domanda e la Corte d'appello di Venezia confermò. La società condannata propose ricorso principale per cassazione con cinque motivi sul merito. La controparte propose ricorso incidentale con un unico motivo, denunciando violazione degli artt. 83 e 182 c.p.c. e sostenendo che l'appello della controparte avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile per difetto originario di procura: la procura di primo grado era limitata al solo giudizio davanti al Tribunale, e la successiva produzione di una nuova procura non sarebbe stata idonea a sanare il vizio perché conferita con modalità non consentite, mediante atto separato e non apposta in calce o a margine di un atto processuale idoneo, inoltre autenticata da difensori che non potevano avvalersi del meccanismo della nomina di "nuovi difensori" previsto dall'art. 83 c.p.c. riformato. La Corte di cassazione ha ritenuto preliminarmente fondato il ricorso incidentale: ha affermato che la procura originaria era inequivocamente limitata al primo grado; che il vizio non era stato validamente sanato; che l'atto denominato "Memoria autorizzata" non consentiva l'applicazione dell'art. 83, comma 3, c.p.c., perché i difensori non erano "nuovi difensori" aggiunti o sostituiti ad altri già nominati. Di conseguenza l'appello avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso incidentale, dichiarato inammissibile il ricorso principale, cassato la sentenza impugnata senza rinvio e dichiarato inammissibile l'appello, perché il processo non poteva essere proseguito in grado di appello per difetto non sanato di procura. Ha inoltre condannato la ricorrente principale alle spese del secondo grado e del giudizio di cassazione e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1750 c.c.

    Norma richiamata solo come base della domanda originaria di indennità sostitutiva del preavviso.

  • art. 1751 c.c.

    Norma richiamata solo come base della domanda originaria di indennità di fine rapporto.

  • art. 83 c.p.c.

    La procura alle liti deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata; la procura speciale può essere apposta in calce o a margine di specifici atti processuali, con autentica della sottoscrizione da parte del difensore; tale meccanismo non è utilizzabile quando l'atto non è idoneo o quando i difensori non siano "nuovi difensori" da aggiungere o sostituire.

  • art. 182 c.p.c.

    Il vizio relativo alla procura poteva essere sanato entro il termine/processo consentito, ma nel caso concreto la sanatoria non è stata ritenuta validamente intervenuta.

  • art. 350 c.p.c.

    Richiamato per il momento entro cui poteva essere estesa la procura al grado di appello.

  • art. 382 c.p.c.

    Applicato per cassare senza rinvio, perché il processo non avrebbe potuto essere proseguito in appello.

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    Usato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità dell'impugnazione.

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato quale parametro dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

  • l. n. 9 del 2009

    Citata quale modifica dell'art. 182, comma 2, c.p.c. applicabile ratione temporis.

  • l. 18 giugno 2009, n. 69

    art. 45, comma 9, lett. a

    Richiamata per la formulazione ratione temporis dell'art. 83 c.p.c. applicabile al caso.

  • l. n. 228 del 2012

    Richiamata per l'inserimento del comma 1-quater nell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • La procura alle liti conferita per il solo primo grado, quando il testo ne delimita univocamente l'ambito al procedimento davanti a un determinato giudice, non abilita automaticamente alla proposizione dell'impugnazione.
  • La sanatoria del difetto di procura è possibile solo se interviene nei modi e nei tempi consentiti dalla disciplina processuale applicabile; in difetto, l'impugnazione proposta senza valida procura è inammissibile.
  • La procura speciale apposta in calce o a margine di un atto processuale presuppone un atto idoneo a introdurre o incidere sul relativo processo; non basta un atto meramente denominato in modo processuale se i difensori non possono qualificarsi come nuovi difensori da aggiungere o sostituire ad altri già nominati.
  • Quando il difetto originario di procura all'appello non risulta validamente sanato, la corte di legittimità può cassare senza rinvio dichiarando l'inammissibilità dell'appello, poiché il processo non avrebbe potuto proseguire.
  • L'autenticazione della sottoscrizione della parte da parte del difensore è efficace solo nei casi espressamente previsti dall'art. 83 c.p.c. e nei limiti oggettivi della procura e dell'atto cui essa accede.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieAppelloRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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