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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03708/2026 del 29/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, lo aveva condannato per detenzione illecita di circa 210 grammi di cocaina destinata alla cessione, per violenza sulla sbarra posta a chiusura di una strada e per evasione dalla detenzione domiciliare. Con un unico motivo ha dedotto vizio di motivazione in relazione al trattamento sanzionatorio, lamentando in particolare che la circostanza attenuante prevista per la collaborazione prestata non fosse stata applicata nella massima estensione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura investisse profili di merito non deducibili in sede di legittimità, poiché la valutazione del grado di proficuità della collaborazione e del trattamento sanzionatorio era stata motivata in modo congruo dalla Corte territoriale. La sentenza impugnata aveva valorizzato la collaborazione dell'imputato, considerandola prevalente anche rispetto alla recidiva reiterata, e aveva poi applicato una sola riduzione di pena partendo dal minimo edittale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    norma incriminatrice relativa alla detenzione illecita di sostanza stupefacente a fine di cessione a terzi

  • art. 73, comma 7, d.P.R. 309/1990

    attenuante riconnessa alla collaborazione/ravvedimento operoso, valorizzata dalla Corte territoriale ma contestata dal ricorrente quanto alla sua massima estensione

  • art. 61 n. 11 c.p.

    circostanza aggravante contestata in relazione ai reati di stupefacenti e di violenza sulla sbarra

  • art. 61 n. 2 c.p.

    circostanza aggravante contestata in relazione al reato di violenza sulla sbarra

  • art. 337 quater c.p.

    norma indicata nel capo relativo alla condotta di sfondamento con violenza della sbarra posta a chiusura della strada

  • art. 385 c.p.

    reato di evasione dalla detenzione domiciliare

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende

  • art. 606 c.p.p.

    richiamato implicitamente dalla Corte nel ricordare che in cassazione sono deducibili solo motivi rientranti nel numerus clausus delle censure di legittimità

  • art. 186 Corte cost. 13/06/2000

    richiamata per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito censurare la valutazione di merito del giudice di appello sul trattamento sanzionatorio quando la motivazione sia congrua, esauriente e logicamente coerente.
  • La doglianza che mira soltanto a ottenere una diversa modulazione dell'attenuante già riconosciuta, senza evidenziare un vizio logico-giuridico della motivazione, è inammissibile perché estranea al sindacato della Corte di cassazione.
  • Quando il giudice di merito spiega le ragioni per cui attribuisce un determinato peso alla collaborazione dell'imputato e la bilancia con altre circostanze, la decisione sulla quantificazione della riduzione di pena non è riesaminabile in cassazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioFuga e omissione di soccorsoImpugnazioni
RamiStupefacentiReati stradaliProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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