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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6919/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello di Milano del 19/11/2021 che confermava la responsabilità per plurime fattispecie di bancarotta relative al fallimento della Copren s.r.l.: in particolare si discutevano la cessione frazionata e sottovalutata del complesso aziendale a Saiet (capo a), la cessione senza pagamento di due impianti acquistati da società svedese e consegnati a società terze (capo b), pagamenti a soci ritenuti preferenziali e poi riqualificati (capo c), e l'omissione sistematica dei versamenti tributari e previdenziali che avrebbe cagionato il fallimento (capo d). I ricorrenti deducevano vizi di motivazione e travisamento probatorio, contestavano la qualificazione come amministratori di fatto, la legittimità del sequestro conservativo e la tardiva comunicazione delle conclusioni della Procura generale; Beretta inoltre contestava la misura della pena e la qualificazione come procuratore/amministratore di fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili o infondati i ricorsi di Fabrizio Perego e di Filippo Crea, confermando le condanne e le valutazioni di merito in ordine ai capi ritenuti provati (conferma della natura fraudolenta della cessione frazionata a Saiet, della distrazione con mancata riscossione dei crediti e della sistematicità degli omessi versamenti fiscali e previdenziali). Quanto al capo c) la prescrizione era stata accertata in relazione a taluni pagamenti e questo ha prodotto l'estinzione del reato per alcuni imputati in sede di merito. Il ricorso di Mauro Beretta è stato invece parzialmente accolto: la Cassazione ha ritenuto fondata la censura relativa all'insufficiente motivazione della Corte territoriale sulla commisurazione della pena (mancata esplicita motivazione rispetto ai parametri dell'art. 133 c.p. e alla riduzione operata rispetto alla sentenza di primo grado) e ha disposto l'annullamento limitato della parte di sentenza inerente la determinazione della pena per Beretta con rinvio per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio; per il resto la condanna di Beretta (qualità di socio/procuratore e responsabilità per le condotte contestate) è stata confermata.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile richiedere una rivalutazione libera delle prove: le censure devono colpire vizi di motivazione manifesti o specifici travisamenti dimostrabili con la documentazione inserita nel ricorso
  • La cessione frazionata di un ramo d'azienda, effettuata a ridosso del fallimento e a valore evidente inferiore, costituisce indice di fraudolenza e può integrare la bancarotta per distrazione
  • La qualifica di "amministratore di fatto" si valuta sui fatti e sul ruolo concreto svolto (rapporti con dipendenti, fornitori, clienti, decisioni gestionali), non solo sulla formale qualifica societaria
  • L'omesso pagamento sistematico di imposte e contributi può costituire un'operazione dolosa rilevante ai fini della bancarotta aggravata quando aggrava o cagiona il dissesto societario
  • I provvedimenti di sequestro conservativo vanno impugnati con gli strumenti processuali specifici (riesame) e non possono essere sollevati tardivamente in appello se è decorso il termine per il riesame
  • La comunicazione tardiva delle conclusioni della Procura generale, nelle procedure emergenziali, non annulla automaticamente la decisione: occorre dimostrare il concreto pregiudizio per la difesa
  • La motivazione sulla determinazione della pena deve esplicitare il riferimento ai parametri dell'art. 133 c.p.; la mancanza di motivazione sulla riduzione rispetto al primo grado è motivo di annullamento e rinvio per ricalcolo
  • Quando in sede di merito vi sia una "doppia conforme" (tribunale e corte d'appello), il sindacato di legittimità sul travisamento della prova è più stringente: il ricorrente deve indicare con precisione e documentazione gli elementi omessi o falsamente rappresentati

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