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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01727/2026 del 15/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per rapina aggravata e deduce: 1) questione di costituzionalità dell'art. 628, comma quinto (presunta impossibilità di bilanciamento tra aggravanti "rigide" e attenuanti generiche); 2) omissione della Corte territoriale nel decidere sulla richiesta, tempestivamente avanzata in appello, di sostituzione della pena detentiva con la pena sostitutiva (lavori di pubblica utilità); 3) vizi di motivazione nella valutazione delle dichiarazioni della persona offesa, ritenute inattendibili dal ricorrente; 4) mancata motivazione sull'attenuante della lieve entità alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 86/2024, dedotta tardivamente in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo sulla presunta illegittimità costituzionale dell'aggravante "rigida" (art. 628) richiamando precedente giurisprudenza. Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte d'appello non ha pronunciato sulla richiesta di sostituzione della pena; alla luce della normativa vigente al momento del fatto (14/03/2022) e del principio di applicazione della norma più favorevole (art. 2, comma 4, cod. pen.), la Corte di cassazione ha annullato la sentenza limitatamente al profilo sanzionatorio e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Napoli perché rivaluti la richiesta di pena sostitutiva. I restanti motivi (valutazione della prova dichiarativa e mancata deduzione dell'attenuante lieve entità in appello) sono stati respinti o dichiarati inammissibili; è quindi irrevocabile l'accertamento di responsabilità, salvo il nuovo esame sulla sostituzione della pena.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen. (rapina) comma terzo, n. 3-bis e comma quinto

    La Corte ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale che impugna l'impossibilità di bilanciamento tra aggravanti "rigide" e attenuanti generiche, richiamando precedente giurisprudenza che giustifica la tutela rafforzata del domicilio esercitata dal legislatore.

  • art. 606, comma 1, lett. b ed e, cod. proc. pen.

    Richiamato come norma relativa ai vizi di motivazione denunciati in cassazione: la Corte ha valutato i motivi come aspecifici o già esaminati in sede di merito, rigettando le censure non fondate.

  • art. 59, legge 24 novembre 1981, n. 689

    Testo vigente alla data del fatto (14/03/2022) diverso da quello successivamente introdotto dalla riforma Cartabia; la novella del 30/12/2022 ha ampliato i casi ostativi

    Per la valutazione della sostituibilità della pena va applicata la disciplina più favorevole vigente al momento del fatto; la versione previgente non escludeva la sostituzione della pena per condanna per rapina aggravata.

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975, n. 354

    Il richiamo ai reati dell'art. 4-bis va inteso come riferimento all'intero contenuto dispositivo e alle condizioni ostative ivi previste (collegamenti con criminalità organizzata/terroristica), non come mero elenco letterale dei reati.

  • art. 2, comma quarto, cod. pen.

    Principio di applicazione della norma più favorevole: la modifica normativa sfavorevole non può essere applicata retroattivamente ai fatti anteriori al suo vigore; pertanto va valutata la sostituibilità della pena secondo la disciplina più favorevole al tempo del fatto.

  • art. 624, commi 1 e 2, cod. proc. pen.

    L'inammissibilità dei motivi relativi all'accertamento della responsabilità comporta la declaratoria di irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità; qui la condanna sul piano della responsabilità è stata confermata.

  • Sentenza Corte Cost. n. 86 del 2024

    Rilevata la regola che le questioni connesse all'attenuante della lieve entità devono essere tempestivamente prospettate in appello; l'omessa deduzione in appello rende inammissibile la nuova deduzione in cassazione.

Massime di principio

  • Le aggravanti cosiddette "rigide" (es. tutela rafforzata del domicilio) difficilmente si prestano a essere bilanciate con le attenuanti generiche: le questioni di costituzionalità su tale punto sono spesso ritenute manifestamente infondate alla luce della giurisprudenza consolidata.
  • Se in appello viene tempestivamente avanzata una richiesta di applicazione di una pena sostitutiva, la Corte d'appello è tenuta a pronunciarsi espressamente: la mancata pronuncia può giustificare annullamento limitato con rinvio sul profilo sanzionatorio.
  • Per determinare l'applicabilità di benefici o preclusioni introdotte da successive riforme va applicata la norma più favorevole al reo al momento del fatto (art. 2, comma 4, cod. pen.).
  • Il richiamo agli artt. che elencano reati ostativi (es. art. 4-bis) va interpretato in senso sostanziale: il divieto opera solo quando sussistono le condizioni ostative complessive (collegamenti mafiosi/terroristici), non per il solo fatto che il reato è indicato nel catalogo.
  • Questioni nuove di diritto (es. riconoscimento dell'attenuante della lieve entità a seguito di pronunce costituzionali) devono essere sollevate tempestivamente in appello (al più con motivi aggiunti) per poter essere esaminate in cassazione; altrimenti sono inammissibili.
  • La valutazione della prova dichiarativa è rimessa al giudice di merito: dichiarazioni coerenti nel nucleo essenziale e parzialmente riscontrate possono essere ritenute attendibili anche in assenza di tutti i riscontri richiesti dalla difesa.
  • L'omessa decisione su una domanda rilevante per la determinazione della sanzione costituisce un vizio di motivazione che può comportare annullamento limitato al profilo sanzionatorio con rinvio per nuovo esame.

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