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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33333/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa all'assoggettamento a TARSU (anno 2004) delle superfici acquee destinate all'ormeggio nel porto in concessione alla Porto di Lavagna spa. Il Comune aveva emesso avviso di accertamento per maggior imposta, sanzioni e interessi; la CTP aveva parzialmente accolto il ricorso della concessionaria annullando l'avviso per violazione del legittimo affidamento e altre censure; la CTR ha rigettato l'appello del Comune e parzialmente accolto l'appello incidentale della concessionaria limitando l'annullamento ai soli accessori e rideterminando le superfici tassabili escludendo moli, banchine e strade di accesso e ritenendo tassabili solo le superfici dei posti barca. Il Comune ha impugnato in Cassazione per vizio di motivazione e per errata applicazione dell'art.10 legge 212/2000 (legittimo affidamento); la Porto ha proposto ricorso incidentale sul punto della legittimazione passiva (soggettività passiva del concessionario).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale del Comune sia il ricorso incidentale della Porto. Ha ritenuto non fondata la censura sulla presunta contraddittorietà motivazionale poiché la motivazione chiarisce che l'annullamento è limitato agli accessori (sanzioni e interessi) mentre il tributo principale è stato rideterminato in base alle superfici effettivamente tassabili. Ha confermato che il riconoscimento del legittimo affidamento può escludere sanzioni e interessi ma non necessariamente la riscossione del tributo, salvo che vi sia un accordo vincolante tra amministrazione e contribuente sulla misura del tributo. Ha inoltre confermato che il concessionario di aree demaniali portuali è soggetto passivo (detentore) della TARSU anche quando concede l'uso a terzi, e ha ribadito i criteri per la determinazione delle superfici tassabili (solo i posti barca, escludendo moli, banchine, strade di accesso e spazi non pertinenti). Spese compensate; disposto quanto a contributi/versamenti procedurali ai sensi delle norme richiamate.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), art.10

    L'art.10 (principio del legittimo affidamento) è stato interpretato nella sua limitata efficacia: se l'amministrazione ha determinato un affidamento concreto e il contribuente si è conformato, ciò giustifica l'esclusione di sanzioni e interessi (art.10 co.2), ma non comporta automaticamente la non dovuta del tributo, salvo specifici accordi vincolanti tra amministrazione e contribuente.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art.63

    "la tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte"

    La tassa è dovuta dal soggetto che occupa o detiene l'area (anche liquida): il concessionario di aree portuali che detiene lo specchio acqueo è soggetto passivo per presunzione di legge, indipendentemente dall'individuazione dell'effettivo produttore del rifiuto.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art.62

    Norma richiamata per le ipotesi di esclusione dalla tassazione; la decisione esamina la compatibilità delle esclusioni con la qualifica di detenzione/occupazione.

  • Codice di procedura civile, art.360 co.1 n.3 e n.4

    Norme invocate per i motivi di cassazione (violazione di legge e motivazione assente o contraddittoria). La Corte ha applicato i criteri di ammissibilità e merito di tali censure, ritenendole infondate per mancata dimostrazione dell'insanabile contraddittorietà o della violazione di legge.

  • Costituzione, art.111 comma 6

    Richiamato in relazione al diritto ad una sentenza munita di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione per relationem contestata non sia stata adeguatamente specificata dal ricorrente e che, in ogni caso, non si sia realizzata una violazione rilevante.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n.115, art.13 comma 1-quater

    Richiamato in materia di contributo unificato e versamenti procedurali; la Corte ha disposto l'applicazione delle norme pertinenti in ordine agli obblighi di versamento a carico delle parti ricorrenti.

Massime di principio

  • Il riconoscimento del legittimo affidamento dell'amministrazione nei confronti del contribuente può escludere l'applicazione di sanzioni e interessi se il contribuente si è conformato, ma non necessariamente la pretesa del tributo principale, salvo che vi sia un accordo vincolante tra le parti sulla misura del tributo.
  • Il concessionario di aree demaniali portuali è normalmente soggetto passivo (detentore) della tassa sui rifiuti per le aree oggetto di concessione, anche se concede l'uso a terzi: la stipula di contratti di ormeggio o simili non estingue di per sé la detenzione ai fini tributari.
  • In materia di porti turistici, nella determinazione delle superfici tassabili per la TARSU vanno considerate primariamente le superfici dei posti barca; moli, banchine, strade di accesso e spazi coperti non pertinenti possono essere esclusi dalla base imponibile se non assoggettabili come posti barca.
  • Gli accordi amministrativi o le pratiche amministrative che definiscono in modo concorde la misura del tributo o i suoi elementi costitutivi sono vincolanti e impediscono all'amministrazione di modificarli unilateralmente; diversa è la situazione della mera prassi che genera affidamento, la quale incide sugli accessori ma non automaticamente sull'imposta.
  • Le doglianze in cassazione sulla motivazione per relationem richiedono specificazione: il ricorrente deve indicare il contenuto della motivazione del primo giudice e le critiche rivolte; altrimenti il motivo è inammissibile per insufficiente esposizione.
  • Un'apparente contraddizione tra parte motiva e dispositivo non determina nullità della sentenza quando dalla motivazione risulti chiaramente il contenuto del decisum; prevale l'interpretazione coerente con il percorso argomentativo complessivo del giudice.

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