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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29060/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

In primo grado, con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., l'imputato era stato condannato per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 309/1990 alla pena di anni 2 di reclusione ed euro 3.443 di multa, con confisca della somma di euro 6.750,00 e del veicolo targato GS385FT. Il ricorso per cassazione censurava esclusivamente la statuizione di confisca dell'autovettura, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. La Corte ha però ritenuto il motivo generico e non confrontato con la motivazione della decisione impugnata, che aveva valorizzato la sproporzione tra il valore del bene e la situazione economica dell'imputato, nonché l'assenza di redditi leciti a lui riferibili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la doglianza sulla confisca del veicolo era formulata in modo generico e aspecifico, senza misurarsi con le ragioni poste a base della sentenza impugnata. Ha inoltre precisato che, nel caso di specie, risultava applicabile l'art. 240-bis c.p. per effetto del rinvio dell'art. 85-bis d.P.R. 309/1990, sicché la confisca del bene era correttamente disposta in ragione della sproporzione rispetto al reddito e della mancata giustificazione della provenienza. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 c.p.p.

    norma sulla sentenza di patteggiamento, che nel caso ha definito il giudizio con applicazione della pena su richiesta delle parti

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma incriminatrice del reato in materia di stupefacenti per il quale è intervenuta condanna

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    disposizione richiamata per l'applicabilità, ai casi previsti, della confisca di cui all'art. 240-bis c.p.

  • art. 240-bis c.p.

    "è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito"

    configura una confisca obbligatoria dei beni sproporzionati rispetto al reddito quando il condannato non ne giustifichi la provenienza

  • art. 616 c.p.p.

    consente, in caso di inammissibilità del ricorso, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile per genericità quando non si confronta in modo puntuale con le ragioni della decisione impugnata e si limita a deduzioni astratte o congetturali.
  • La confisca ex art. 240-bis c.p. è legittimamente disposta quando il bene risulti sproporzionato rispetto al reddito del condannato e non sia fornita una giustificazione attendibile della sua provenienza.
  • Nel caso di reati per i quali opera il rinvio dell'art. 85-bis d.P.R. 309/1990, la confisca dei beni sproporzionati può essere applicata anche con riferimento a veicoli o altri beni di valore significativo.
  • La mera contestazione della confisca, se priva di specifiche censure alla motivazione del giudice di merito sulla sproporzione e sull'assenza di redditi leciti, non è idonea a superare il vaglio di ammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiConfisca

Testo integrale

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