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Sentenza

Sentenza del 30/10/2019 n. 27795 - Corte di Cassazione

Impresa - Registro delle imprese cancellazione della società dal registro delle imprese e sua conseguente estinzione - Notificazione dell'atto tributario al suo legale rappresentante - Principio di cui all'art. 1189 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti contestavano la validità degli atti tributari relativi all'anno 2002, deducendo principalmente che le società erano state cancellate dal Registro delle imprese ed erano quindi estinte quando gli atti furono notificati. Sostenevano che la notifica avrebbe dovuto essere effettuata ai soci e non al legale rappresentante della società estinta, escludendo l'applicazione del principio dell'apparenza del diritto ex art. 1189 c.c. Contestavano inoltre la valutazione della prova dell'esistenza e dell'attività delle società nel 2002, la mancanza di data certa della documentazione prodotta e il diniego del condono fiscale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dei contribuenti e li ha condannati al pagamento delle spese processuali, liquidate in 8.000 euro, oltre alle spese prenotate a debito, nonché dell'ulteriore contributo unificato. La Corte ha precisato che l'art. 1189 c.c. non è applicabile alla notifica di atti tributari, poiché riguarda i rapporti sostanziali e il pagamento al creditore apparente. Tuttavia, ha ritenuto valide le notifiche perché effettuate entro un anno dalla cancellazione, presso l'ultima sede della società, e ricevute da soggetti riconducibili agli ultimi soci. Nel merito, è stata confermata l'assenza di prova sufficiente dell'effettiva esistenza e operatività delle società nel 2002, nonché il conseguente diniego del condono.

Norme richiamate

  • Art. 1189 c.c.

    Il pagamento fatto a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche libera il debitore, se questi prova di essere stato in buona fede.

    Il principio dell'apparenza del diritto riguarda i rapporti sostanziali, in particolare il pagamento al creditore apparente, e non può essere utilizzato dall'Amministrazione finanziaria per giustificare la notifica a una società già estinta.

  • Art. 2193 c.c.

    L'ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l'iscrizione è avvenuta.

    La cancellazione dal Registro delle imprese è opponibile ai terzi dal momento dell'iscrizione; l'Amministrazione non può quindi invocare un legittimo affidamento sull'apparente permanenza in vita della società.

  • Art. 2495 c.c.

    La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l'ultima sede della società.

    Dopo l'estinzione della società, i soci subentrano nei rapporti giuridici della stessa. Entro un anno dalla cancellazione, gli atti possono essere notificati presso l'ultima sede sociale, purché la notifica raggiunga soggetti idonei, come gli ultimi soci.

  • Art. 2704 c.c.

    La data della scrittura privata non è opponibile ai terzi, incluso il Fisco, salvo che risulti da registrazione o da altri fatti equipollenti idonei a dimostrare con certezza l'anteriorità dell'atto.

  • Art. 9 della L. n. 289/2002

    Il condono fiscale presuppone l'effettiva esistenza del soggetto e dell'attività economica nel periodo d'imposta interessato; non può perfezionarsi validamente se la società non dimostra di essere realmente esistita e operativa.

  • Art. 2, comma 44, della L. n. 350/2003

    La possibilità di estendere la definizione agevolata al periodo d'imposta 2002 dipende dal previo e valido perfezionamento dei relativi presupposti sostanziali e procedurali.

  • Art. 65 del D.P.R. n. 600/1973

    La disciplina prevista per la notificazione agli eredi del contribuente deceduto è stata richiamata in via analogica per valorizzare il fenomeno successorio conseguente all'estinzione della società.

Massime di principio

  • La cancellazione della società dal Registro delle imprese determina l'estinzione dell'ente e rende tale situazione opponibile all'Amministrazione dal momento dell'iscrizione.
  • L'Amministrazione non può giustificare la notifica a una società estinta invocando il principio dell'apparenza del diritto o il proprio affidamento su dichiarazioni rese dall'ex rappresentante.
  • Per gli atti notificati entro un anno dalla cancellazione, la notifica può essere effettuata presso l'ultima sede della società, purché sia concretamente portata a conoscenza di almeno uno degli ultimi soci o di un soggetto idoneo a rappresentarli.
  • Dopo l'estinzione, i soci subentrano nei rapporti tributari e nelle obbligazioni della società nei limiti previsti dalla legge e dalla natura della responsabilità societaria.
  • In materia tributaria prevale l'accertamento dell'esistenza effettiva della società e dell'attività svolta, non essendo sufficiente una mera apparenza formale o documentazione priva di data certa.
  • Per opporre al Fisco la data anteriore di una scrittura privata occorrono registrazione o fatti equipollenti dotati di elevata capacità dimostrativa; semplici annotazioni contabili o richiami non documentati non sono sufficienti.
  • Il perfezionamento di un condono fiscale presuppone che il soggetto abbia effettivamente esistito e operato nel periodo d'imposta oggetto della definizione.

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