Cassazione Penale, Sentenza n. 30613/2022 del 03/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 19/10/2021 del Tribunale di Palermo che ha rigettato l'appello avverso il provvedimento del GIP del 22/07/2021. Oggetto del sequestro: vini contenuti nei serbatoi n.37 e n.83, sottoposti a sequestro preventivo per presunta violazione degli artt.5 e 6 della legge n.283/1962 (sophisticazione/alterazione degli alimenti). Il ricorrente deduce mancata o insufficiente motivazione: (a) omissione di pronuncia sul serbatoio n.83; (b) mancata considerazione della prova della non sofisticazione e della tracciabilità dei vini; (c) omesso esame delle produzioni difensive e della documentazione contabile che dimostrerebbe l'assenza di sofisticazione e giustificare l'eccedenza rilevata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: (i) per carenza di interesse concreto dell'odierno ricorrente, che non risulta proprietario dei beni (appartengono alla Cantina Primeluci S.r.l.s.) e dunque non è titolare di una situazione giuridica attiva lesa dal provvedimento ablatorio; (ii) per difetto di procura speciale del difensore laddove il ricorrente agisce come terzo/legale rappresentante della società; (iii) in subordine il ricorso è manifestamente infondato sul merito: il Tribunale del riesame ha fornito motivazione sufficiente sull'assenza di tracciabilità e sull'irrilevanza della presunta non sofisticazione rispetto al fumus del reato, posto che l'eccedenza rispetto alla giacenza contabile e la conseguente non tracciabilità sono ritenute idonee a sostenere il sequestro. Il ricorrente inoltre non ha allegato gli atti e le prove essenziali. Condanna alle spese e pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norme sostanziali in materia di tutela igienico-sanitaria degli alimenti, richiamate come fattispecie penalmente rilevanti rispetto alle quali si ipotizza la sofisticazione/alterazione dei vini.
Prevede il procedimento e le ordinanze in materia di misure cautelari reali; le ordinanze adottate ai sensi di tale articolo sono impugnabili in Cassazione solo per violazione di legge.
Richiamato dal ricorrente in tema di motivazione; la Corte valuta la sufficienza della motivazione del Tribunale del riesame ai fini della legittimità del sequestro.
Norma processuale citata in tema di motivazione e impugnazioni; usata nel contesto dell'argomentazione sulla mancanza di motivazione.
art. 322, comma 1 cod. proc. pen.
Individua i soggetti legittimati ad impugnare il decreto di sequestro; la Corte sottolinea distinzione tra legittimazione e interesse concreto ad impugnare.
art. 568, commi 3 e 4 cod. proc. pen.
Stabilisce che il diritto di impugnazione spetta soltanto a chi la legge espressamente conferisce e che l'impugnazione è ammessa solo se sussiste un interesse concreto; fondamento della declaratoria di carenza d'interesse nel caso concreto.
art. 591, comma 1, lett. a cod. proc. pen.
Prevede l'inammissibilità dell'impugnazione quando manca interesse; richiamata per sostenere che l'impugnazione è improponibile se priva di interesse concreto.
Regola la necessità di procura speciale nelle ipotesi di soggetti con interesse civilistico; la Corte ricorda che il terzo interessato deve conferire procura speciale al difensore per agire contro misure reali.
Richiamato per analogia: la disciplina del patrocinio e della procura speciale nel processo civile è applicata in via analogica ai terzi interessati nel processo penale.
Richiamato insieme all'art. 322-bis come riferimento alle ordinanze in materia di misure cautelari reali e ai limiti del controllo di legittimità in Cassazione.
art. 325, comma 1 cod. proc. pen.
Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia cautelare reali è ammesso solo per violazione di legge; criterio usato per delimitare gli aspetti censurabili in Cassazione.
art. 321, comma 1 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alle finalità cautelari: il sequestro preventivo può essere adottato anche per finalità cautelari e non richiede gravi indizi di colpevolezza, ma indizi idonei.
Prevede le conseguenze economiche della declaratoria di inammissibilità del ricorso, qui applicato per l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende.
Richiamato nei limiti della rimessione in Cassazione: la Corte distingue i rimedi e i motivi ammissibili (violazione di legge) dalle censure di merito o illogicità manifesta.
Massime di principio
- Per proporre impugnazione contro un sequestro di beni è necessario avere un interesse concreto e attuale: il mero interesse 'di fatto' di chi non è proprietario non è sufficiente.
- Il legale rappresentante di una società non proprietaria dei beni non ha automaticamente interesse concreto a impugnare il sequestro e, se agisce per la società, il difensore deve essere munito di procura speciale ai sensi dell'art.100 c.p.p.
- In Cassazione contro ordinanze cautelari reali il ricorso è ammesso solo per violazione di legge: non si possono rinnovare censure di merito o valutazioni di fatto se non riferite a specifiche violazioni di motivazione o omissioni di esame di atti decisivi.
- La mancanza di tracciabilità e l'eccedenza rispetto alla giacenza contabile possono costituire, di per sé, elemento sufficiente a fondare il fumus commissi delicti ai fini del sequestro preventivo di prodotti alimentari.
- Chi denuncia omesso esame di elementi decisivi deve allegare e dimostrare che detti elementi erano effettivamente agli atti del giudice del riesame o prodotti in udienza e spiegare la loro natura decisiva.
- La carenza di motivazione deve essere reale e non meramente teorica per essere censurata in Cassazione: mancanza fisica di motivazione o motivazione meramente apparente sono i profili rilevanti per la declaratoria di illegittimità.
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