Cassazione Penale, Sentenza n. 30578/2022 del 03/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Domenico Aureli, legale rappresentante della "Stilgroup s.r.l.", era stato condannato per omesso versamento dell'IVA relativo all'anno 2014 per euro 509.678,00. Impugnava la sentenza d'appello sollevando sette motivi: mancata motivazione e travisamento della prova (esclusione della forza maggiore e del dolo), vizio nella negata conversione della pena detentiva in pena pecuniaria (legge n.689/1981), contestazione della rilevanza dell'aver privilegiato il pagamento degli stipendi rispetto alle imposte, prova di sforzi compiuti (vendita autoveicolo, pagamenti in pendenza del procedimento), illegittimità della confisca su beni futuri, eccessiva entità della pena; ha poi prodotto tre motivi nuovi ricollegati alle stesse questioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi: ha confermato l'affermazione della responsabilità penale e la pena detentiva di sei mesi (minimo edittale) e ha ritenuto infondate le censure relative all'esclusione della forza maggiore o alla inesigibilità, constatando l'assenza di prova di mancati incassi dalle fatture o di una oggettiva impossibilità al versamento. Tuttavia il ricorso è stato accolto limitatamente alle censure riguardanti il diniego della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria: la sentenza impugnata è stata annullata soltanto su questo punto e il processo è stato rinviato alla Corte d'appello di Perugia perché valuti, ai sensi della legge n.689/1981 e con riferimento ai criteri dell'art.133 c.p., la possibile conversione tenendo conto anche dei pagamenti parziali effettuati dall'imputato (il debito residuo indicato è pari a euro 148.023,85). È stata inoltre dichiarata l'irrevocabilità della sentenza in ordine all'affermazione della responsabilità penale.
Norme richiamate
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10-ter
Il reato contestato è l'omesso versamento dell'IVA. La Corte richiama l'orientamento secondo cui l'inadempimento può essere escluso per forza maggiore solo se ricorre un'impossibilità obiettiva derivante da fatti non imputabili all'imprenditore e non rimediabili. Il dolo resta elemento richiesto, ma la giurisprudenza recente ammette che l'inesigibilità derivante da rilevanti insoluti da parte di clienti possa avere rilievo nell'ambito della valutazione soggettiva.
legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 53
Richiamata nelle censure relative alla conversione della pena: disciplina la possibilità di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria. Il giudice deve valutare i criteri pertinenti e considerare i fatti utili indicati dall'imputato.
legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 54
La Corte indica che, per la sostituzione della pena, vanno considerati i criteri dell'art.133 c.p.; la mancata valutazione di pagamenti post-offesa rilevanti ai fini della conversione costituisce insufficiente motivazione e motivo di annullamento limitato.
codice penale, art. 133
Fornisce i criteri per la determinazione della pena; ai fini della conversione devono essere considerati anche i comportamenti successivi al reato (es. pagamenti parziali) e gli elementi specifici segnalati dall'imputato.
codice penale, art. 51
E' richiamato il principio secondo cui il pagamento degli stipendi non costituisce di per sé una causa di giustificazione tale da escludere il dolo nell'omesso versamento dell'imposta; l'ordine di preferenza tra crediti (prededuzione) opera solo in procedure concorsuali e non come giustificazione penale.
codice penale, artt. 45 e 54
Articoli evocati nelle censure relative a inesistenza di illiceità o inconsapevolezza: la Corte non ha ritenuto provate circostanze tali da escludere l'elemento soggettivo della fattispecie in esame.
codice di procedura penale, art. 624
Utilizzato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza impugnata quanto all'affermazione della responsabilità penale.
Massime di principio
- In reati tributari di omesso versamento IVA la forza maggiore è ammessa solo se vi è una impossibilità oggettiva, non rimediabile e non imputabile all'imprenditore; difficoltà economiche generiche o scelte gestionali non sono sufficienti.
- La mera preferenza nel pagare stipendi o altre scadenze non vale, di per sé, come causa di giustificazione o come esimente del dolo per il reato di omesso versamento.
- Se l'imprenditore dimostra che le fatture non sono state incassate (insoluti rilevanti), questo fatto può assumere rilievo nella valutazione del dolo/inesigibilità; tali elementi devono essere allegati e documentati concretamente.
- Ai fini della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria (legge n.689/1981), il giudice deve considerare i criteri di cui all'art.133 c.p. e valutare specificamente i fatti indicati dall'imputato, compresi i comportamenti riparatori posti in essere dopo il reato (pagamenti parziali). La mancata considerazione di tali elementi può costituire motivo di annullamento limitato.
- La confisca per equivalente non colpisce in astratto beni futuri; occorre verificare la spettanza patrimoniale attuale e la concreta disponibilità di beni al momento dell'esecuzione.
- In sede di impugnazione, chi deduce la sussistenza di cause di inesigibilità o forza maggiore deve fornire prove specifiche (es. documentazione di mancati incassi, rapporti con committenti); argomentazioni generiche sulla crisi aziendale sono spesso insufficienti.
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