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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30574/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la condanna per opere edilizie abusive (art. 10, 31 e 44 D.P.R. 380/2001). Il ricorrente contestava la responsabilità a lui ascritta come committente, sostenendo carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione e travisamento delle prove: le testimonianze citate non avrebbero mai affermato che il committente fosse Mario Pisa ma solo che le chiavi della struttura erano in possesso della moglie; il possesso delle chiavi non sarebbe sufficiente a provare la committenza, e la condanna lede il principio di responsabilità personale (art. 27 Cost.) e le garanzie procedurali (art. 192 c.p.p.). Si invocava inoltre il limite di motivazione disposto dall'art. 173 disp. att. c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché per decidere sarebbe stata necessaria una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. Ha ritenuto adeguatamente motivate le decisioni di merito: dalle risultanze (la moglie del ricorrente aveva le chiavi della recinzione che impediva l'accesso se non aprendo il cancello) è stato legittimamente desunto il controllo dell'area e, di conseguenza, la riconducibilità delle opere abusive al ricorrente. Non è stato riscontrato travisamento delle testimonianze. In conseguenza dell'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001 (Testo unico edilizia), artt. 10, 31, 44

    Norme sostanziali relative alle opere edilizie abusive; utilizzate per definire la fattispecie penale contestata (realizzazione di opere senza titolo abilitativo). La corte di merito ha accertato la sussistenza degli elementi del reato in relazione alle opere indicate nell'imputazione.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione a presunto travisamento delle prove e vizio di motivazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che non fosse provato un travisamento tali da consentire la rinnovazione del giudizio di fatto in sede di legittimità.

  • art. 27 Costituzione

    Principio della responsabilità personale penale invocato dal ricorrente per sostenere che non si poteva ascrivere la responsabilità al solo possesso delle chiavi da parte della moglie; la Corte ha però ritenuto compatibile l'accertamento della responsabilità sulla base di circostanze probatorie adeguate che indicano il controllo dell'area.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Richiamato per segnalare i limiti della motivazione impugnabile: il ricorso è stato proposto nei limiti strettamente necessari e la Corte ha applicato il principio secondo cui la cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione dei fatti adeguatamente motivati.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che consente la condanna al pagamento di somme a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per imporre il pagamento di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti già accertati e motivati in sede di merito: se le decisioni di primo e secondo grado sono adeguatamente motivate, il ricorso per cassazione è spesso inammissibile.
  • La committenza di opere abusive può essere ricavata anche da elementi indiziari e circumstanziali (es. possesso delle chiavi, controllo esclusivo di un'area recintata e accessibile solo mediante apertura del cancello) quando non esistono giustificazioni plausibili per tale possesso.
  • Il possesso delle chiavi da parte di un congiunto puo' costituire elemento probatorio significativo se connesso ad altri elementi che dimostrino il controllo dell'area; non è automaticamente insufficiente, ma la sua valutazione richiede un esame complessivo del quadro probatorio.
  • Per contestare efficacemente una motivazione di merito in cassazione è necessario indicare puntualmente dove e come si sarebbe verificato il travisamento delle prove, evitando censure generiche o ripetitive già esaminate in appello.
  • Anche se la responsabilità penale è personale, la prova può fondarsi su elementi indiretti purché offrano un convincimento logico e non contradditorio; la Corte vigila su eccessive astrazioni ma non impedisce affermazioni di responsabilità basate su prove indiziarie ben motivate.

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