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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22974/2026 del 22/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Grazioli ha proposto incidente di esecuzione chiedendo la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione a cui era stata condannata con sentenza irrevocabile del 18 febbraio 2016. Denuncia violazione di legge (art. 36‑bis, comma 4, d.P.R. 380/2001) e vizio di motivazione: sostiene di non essere più legittimata perché l'acquisizione del bene al patrimonio comunale sarebbe di natura dichiarativa e, secondo la giurisprudenza richiamata (Adunanza Plenaria Consiglio di Stato e TAR Campania), l'effetto acquisitivo non sarebbe immediato o sarebbe viziato per mancanza di adeguata individuazione catastale; inoltre contesta la regolarità della procedura esecutiva denunciando che il Comune avrebbe affidato la demolizione a una ditta privata in violazione dell'art. 665 c.p.p. e del d.P.R. 30 maggio 2002.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse e manifestamente infondato. Richiama l'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001: l'ingiustificata inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni determina l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale ope legis; l'accertamento formale dell'inottemperanza ha natura dichiarativa e serve solo per iscrizione nei registri immobiliari e per l'immissione nel possesso. Pertanto la ricorrente ha perso l'interesse ad ottenere la revoca/sospensione dell'ordine di demolizione. La censura relativa all'affidamento dei lavori è ritenuta irrilevante, poiché il soggetto condannato che promuove l'incidente di esecuzione non ha interesse a dedurre vizi della procedura amministrativa se l'accoglimento non produrrebbe un beneficio pratico. La Corte condanna la ricorrente alle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, art. 31, comma 3

    L'ingiustificata inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni determina l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale ope legis; l'accertamento formale dell'inottemperanza è atto dichiarativo finalizzato all'iscrizione nei registri immobiliari e all'immissione in possesso.

  • d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, art. 36‑bis, comma 4

    Norma richiamata dalla ricorrente come presunta violata; dalla motivazione della Corte non emerge un'applicazione decisiva di tale disposizione, che non ha modificato la soluzione fondata sull'art. 31.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Fondamento delle censure in Cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione) proposte dalla ricorrente.

  • codice di procedura penale, art. 665

    Invocato dalla ricorrente per contestare l'affidamento delle demolizioni a soggetto privato; la Corte ha ritenuto la questione irrilevante per la mancanza di interesse dell'istante.

  • d.P.R. 30 maggio 2002 (T.U. spese di giustizia)

    Citato dalla ricorrente in relazione alla competenza per l'esecuzione; la Corte non ha ritenuto decisiva tale norma ai fini dell'esito del ricorso, per assenza di interesse concreto.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per la pronuncia sul pagamento delle spese e per la sanzione a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, art. 181

    Richiamato fra i reati per cui la ricorrente è stata condannata; non incide sulla decisione di inammissibilità del ricorso di esecuzione.

Massime di principio

  • L'inottemperanza ingiustificata all'ingiunzione amministrativa a demolire entro 90 giorni produce l'acquisizione gratuita dell'opera e dell'area al patrimonio comunale ope legis; la formale notifica dell'accertamento dell'inottemperanza è meramente dichiarativa e non condiziona l'effetto acquisitivo.
  • Una volta intervenuta l'acquisizione al patrimonio comunale, il precedente proprietario perde interesse a impugnare l'ordine di demolizione, salvo dimostrare un vantaggio concreto e specifico derivante dall'annullamento.
  • I vizi procedurali relativi all'affidamento e all'esecuzione delle demolizioni non sono rilevanti se il ricorrente non mostra un interesse attuale e concreto a che tali vizi producano un risultato favorevole (es. la revoca dell'ordine).
  • Se al condannato è stato concesso un beneficio (es. sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione), può sussistere un interesse qualificato ad impugnare l'ordine anche se non è più proprietario; tale interesse deve però essere dedotto in modo specifico.
  • Per impugnare con successo decisioni in materia di esecuzione forzata su abusi edilizi è necessario articolare censure precise e dimostrare in che modo l'annullamento o la sospensione dell'atto impugnato produca un vantaggio giuridico concreto.

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