Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39829/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione degli artt. 444 e 448 c.p.p.: nel patteggiamento era stata concordata la trasformazione della pena (4 mesi di arresto e €1.000 di ammenda) in lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 20‑bis c.p., ma il giudice ha sostituito solo la pena detentiva e ha confermato la pena pecuniaria, applicando quindi una pena difforme rispetto all'accordo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Catanzaro per il prosieguo, affinché le parti possano rinegoziare l'accordo o procedere nel rito ordinario. La Corte ha sottolineato che il giudice non può modificare l'accordo delle parti (accogliendolo solo parzialmente) ma soltanto accettarlo o respingerlo, ed ha richiamato la disciplina che esclude la sostituzione con lavori di pubblica utilità quando opera l'aggravante di cui all'art. 186, co. 2‑bis c.d.s.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Regola il procedimento per l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento). La Corte afferma che, nel procedimento ex art. 444, il giudice deve rispettare l'accordo per qualità e quantità della pena: può accoglierlo o respingerlo, ma non modificarlo.

  • art. 448, co. 2‑bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione agli effetti del patteggiamento e al controllo giudiziale; la violazione di tale previsione è stata dedotta in quanto il giudice ha applicato una pena difforme rispetto a quella oggetto dell'accordo.

  • art. 20‑bis cod. pen.

    il lavoro di pubblica utilità sostitutivo può essere applicato dal giudice in caso di condanna alla reclusione o all'arresto non superiori a tre anni

    Disposizione che disciplina la sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità; tuttavia opera una clausola di riserva che rinvia alle disposizioni speciali (es. art. 186 c.d.s.) che possono escludere tale sostituzione.

  • art. 186, co. 1, co. 2 lett. c) e co. 2‑bis e co. 9‑bis Codice della Strada

    La coesistenza della circostanza aggravante prevista dal co. 2‑bis esclude la possibilità di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità (comma 9‑bis). Inoltre, il riconoscimento delle attenuanti in termini di equivalenza non cancella la sussistenza dell'aggravante ai fini dell'esclusione della sostituzione.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, Capo III

    Quadro normativo generale per le sanzioni sostitutive della reclusione e dell'arresto; l'art. 20‑bis rinvia a questo Capo III salvo deroghe speciali.

Massime di principio

  • Nel patteggiamento (art. 444 c.p.p.) il giudice deve accettare o respingere integralmente l'accordo delle parti; non è consentito modificarne i termini per qualità o quantità della pena.
  • Se la legge speciale esclude la sostituzione della pena (es. art. 186 co. 9‑bis c.d.s. in presenza dell'aggravante del co. 2‑bis), il giudice non può applicare una sostituzione diversa da quella consentita: in presenza di tale divieto il corretto comportamento del giudice è respingere l'accordo che richiede la sostituzione, non accoglierlo parzialmente.
  • Il riconoscimento delle attenuanti 'in termini di equivalenza' rispetto a un'aggravante neutralizza l'effetto sanzionatorio ma non elimina la sussistenza dell'aggravante ai fini di eventuali preclusioni normative; pertanto la preclusione alla sostituzione permane anche se l'aggravante è neutralizzata quoad poenam.
  • Prima di concordare la sostituzione di una pena con lavoro di pubblica utilità, difesa e PM devono verificare la compatibilità dell'accordo con eventuali norme speciali che escludono tale sostituzione; in caso contrario il rischio è l'annullamento della sentenza per difformità rispetto all'accordo.
  • Se il giudice applica una pena difforme dall'accordo le parti hanno diritto all'annullamento della sentenza in Cassazione e alla rimessione degli atti per la ripresa del procedimento o per rinegoziare l'accordo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.