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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10284/2026 del 18/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il delitto previsto dall'art. 2, L. 23/12/1986, n. 898, per aver presentato domande per ottenere contributi FEAGA/FEASR senza dichiarare provvedimenti ostativi a causa di precedenti misure di prevenzione. Il ricorrente deduceva che, sebbene le domande fossero state presentate in precedenza, la reale erogazione dei finanziamenti è avvenuta dopo che egli aveva ottenuto la riabilitazione, che per effetto dell'art. 70 d.lgs. 159/2011 elimina i divieti dell'art. 67; quindi il reato, essendo di evento, si sarebbe consumato solo con l'effettivo conseguimento della somma e la riabilitazione anteriore all'erogazione avrebbe reso irrilevante la mancata indicazione

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha affermato che l'art. 2 L. 898/1986 configura un reato di evento la cui consumazione richiede l'effettivo conseguimento dell'indebito contributo. Poiché il Comparetto aveva ottenuto la riabilitazione prima dell'effettiva erogazione dei finanziamenti, la sopravvenuta cessazione dei divieti prevista dall'art. 70 d.lgs. 159/2011 può incidere sulla configurabilità del reato. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo; il motivo relativo alla riqualificazione della condotta (art. 316-ter c.p.) è stato dichiarato assorbito

Norme richiamate

  • art. 2, L. 23 dicembre 1986, n. 898

    Ove il fatto non configuri il più grave reato previsto dall'articolo 640-bis del codice penale, chiunque, mediante l'esposizione di dati o notizie falsi, consegue indebitamente, per sé o per altri, aiuti, premi, indennità, restituzioni, contributi o altre erogazioni a carico totale o parziale del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni

    La norma è stata interpretata come reato di evento: la consumazione richiede non solo la prospettazione consapevole di dati falsi nella domanda, ma anche il successivo ed effettivo conseguimento del contributo

  • art. 67, comma 1, lett. g), d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    le persone alle quali sia stata applicata con provvedimento definitivo una delle misure di prevenzione previste dal libro I, titolo I, capo II non possono ottenere (tra l'altro, n.d.r.) contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali

    Stabilisce il divieto di ottenere erogazioni comunitarie per soggetti cui sia stata applicata una misura di prevenzione; il divieto è riferito alla situazione soggettiva preesistente alla domanda/erogazione

  • art. 70, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    La riabilitazione comporta la cessazione degli effetti pregiudizievoli connessi allo stato di sottoposizione a misure di prevenzione e la cessazione dei divieti previsti dall'art. 67; ne consegue che, se la riabilitazione interviene prima dell'erogazione del contributo, il divieto non opera al momento dell'evento (percezione)

  • art. 316-ter c.p.

    Norma citata dalla difesa come possibile fattispecie di reato per omissione nella rappresentazione di una condizione soggettiva ostativa; la Corte ha ritenuto assorbita la censura relativa alla riqualificazione

  • art. 640-bis c.p.

    Richiamato dal testo di legge come reato più grave rispetto a quello di cui all'art. 2 L. 898/1986; non è centrale nella decisione ma utilizzato per delimitare l'ambito della fattispecie

  • artt. 179, 521, 522 e 604 c.p.p.

    Norme di diritto processuale menzionate dal ricorrente in ordine alla valutazione della prova e alla riqualificazione della domanda; non sono state determinate nella decisione essendo il motivo assorbito

Massime di principio

  • L'art. 2 L. 898/1986 è un reato di evento: per la consumazione è necessario l'effettivo conseguimento dell'indebito contributo, non basta la sola presentazione della domanda con dati falsi
  • La sequenza temporale (presentazione della domanda, eventuale riabilitazione, erogazione del contributo) è determinante: una riabilitazione intervenuta prima dell'erogazione può eliminare il divieto previsto dall'art. 67 e incidere sulla configurabilità del reato
  • Se non si è verificato l'evento (erogazione), la condotta può al più costituire tentativo; il giudice deve verificare l'effettivo conseguimento del vantaggio patrimoniale
  • Distinguere fra mendacio (esposizione di dati falsi) e omissione di informazioni rilevanti: se l'elemento è una semplice omissione potrebbe rendersi necessaria diversa qualificazione giuridica (es. art. 316-ter), da valutare caso per caso
  • In giudizi su aiuti comunitari, il giudice deve esaminare non solo il contenuto della domanda ma anche gli atti successivi (decisione di erogazione) e gli eventi intervenuti che incidono sulle condizioni soggettive del richiedente
  • In caso di decisioni divergenti sul punto fondamentale (natura del reato come di evento vs di mera condotta), la Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo esame applicando i principi di diritto richiamati

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