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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27361/2025 del 13/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dall’opposizione allo stato passivo proposta da una società di revisione per ottenere l’ammissione di crediti professionali per complessivi euro 74.310,20, relativi alla revisione legale dei conti per gli anni 2013 e 2014, a un’attestazione sul rispetto di covenants finanziari e a una nuova relazione sul bilancio 2014 richiesta dopo la presentazione di una domanda di concordato in bianco. Il tribunale ha ammesso solo in parte il credito, per euro 53.220,20 in chirografo, escludendo il resto. In cassazione la ricorrente ha dedotto tre motivi: 1) nullità del decreto per ultrapetizione/extrapetizione, sostenendo che il tribunale avesse valorizzato fatti di inadempimento non tempestivamente allegati e autonomamente sviluppati dal CTU; 2) violazione dell’art. 1460 c.c., perché l’eccezione di inadempimento sarebbe stata utilizzata per paralizzare integralmente il credito in una situazione di rapporto esaurito e di preteso scioglimento contrattuale; 3) violazione degli artt. 1460 c.c. e 14 d.lgs. 39/2010, perché i fatti qualificati come inadempimenti non sarebbero tali e, comunque, non sarebbe stata adeguatamente scrutinata la gravità dell’inadempimento né la sua decisività.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la ricorrente non aveva descritto con sufficiente specificità il contenuto dell’eccezione di inadempimento e degli atti rilevanti, impedendo il sindacato diretto sugli atti; ha inoltre osservato che le circostanze valorizzate dal CTU e dal tribunale erano fatti secondari e profili tecnici apprezzabili in consulenza. Ha rigettato anche il secondo motivo, affermando che, pur dopo lo scioglimento del rapporto per effetto della procedura concorsuale, resta possibile opporre l’inadempimento relativo a prestazioni non eseguite o non eseguite a regola d’arte, con finalità di negare il pagamento delle prestazioni non correttamente rese. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché, sotto la veste della violazione di legge, la ricorrente sollecitava un nuovo esame del fatto e della gravità dell’inadempimento, attività riservata al giudice di merito. Nessuna statuizione sulle spese per la mancata difesa dell’intimata; è stato inoltre dato atto dell’obbligo di versare l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    il vizio di ultrapetizione richiede che il motivo individui in modo specifico il fatto processuale dedotto e non può essere scrutinato in modo generico

  • art. 99, comma 7, l. fall.

    richiamato quale parametro della dedotta nullità del decreto in opposizione allo stato passivo

  • art. 98 l. fall.

    norma che regola l’opposizione allo stato passivo proposta dal creditore escluso

  • art. 1460 c.c.

    può essere opposto anche quando il rapporto contrattuale sia esaurito o si sia sciolto per effetto della procedura concorsuale, per negare il pagamento di prestazioni non eseguite o non eseguite a regola d’arte

  • art. 2697 c.c.

    il creditore opponente allo stato passivo resta onerato della prova del credito e, ove sia sollevata eccezione di inadempimento, deve dimostrare di avere esattamente adempiuto

  • art. 2751 bis, n. 2, c.c.

    richiamato dalla ricorrente quale fondamento del privilegio invocato per i crediti professionali

  • art. 111 l. fall.

    richiamato dalla ricorrente per la pretesa prededuzione dell’ultimo credito insinuato

  • art. 14 d.lgs. 39/2010

    richiamato per delimitare contenuto e doveri del revisore legale nella relazione di revisione

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    fonte dell’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    norma che ha inserito il comma 1 quater dell’art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione per error in procedendo, il potere di esame diretto degli atti è attivabile solo se il ricorso è autosufficiente e indica con precisione gli elementi del fatto processuale da riesaminare.
  • L’eccezione di inadempimento può essere validamente opposta anche dopo lo scioglimento del rapporto per effetto della procedura concorsuale, quando sia diretta a negare il pagamento di prestazioni non eseguite o non eseguite a regola d’arte.
  • Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il creditore opponente conserva l’onere di provare l’esistenza del credito e, se il debitore eccepisce l’inadempimento, deve provare di avere esattamente adempiuto la prestazione professionale.
  • La deduzione di violazione di legge non può essere usata per ottenere in cassazione un nuovo accertamento della fattispecie concreta o della gravità dell’inadempimento, che resta riservato al giudice di merito.
  • In materia di revisione legale, i profili tecnici valutabili dal CTU possono comprendere fatti secondari e circostanze accessorie necessarie a verificare la correttezza della prestazione, senza che ciò integri supplenza all’onere di allegazione sui fatti primari.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoImpugnazioniInadempimentoMandato
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civileObbligazioniContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaRisoluzione del contratto

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