Cassazione Penale, Sentenza n. 47039/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha proposto tre motivi di cassazione: 1) violazione dell'art.152 comma 2 c.p. per non aver riconosciuto la remissione tacita della querela in ragione del silenzio della persona offesa rispetto a missive difensive; 2) mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art.131‑bis c.p., considerando il limitato valore del danno e il recupero dei beni (furto tentato); 3) errata valutazione della validita' dell'offerta reale ai fini dell'art.162‑ter c.p., per aver ritenuto invalida l'offerta di risarcimento inviata all'unità locale invece che alla sede legale della Coop e per non aver applicato le forme degli artt.1208 ss. c.c.
La decisione
Il ricorso e' stato dichiarato infondato e respinto. Sul primo motivo la Corte ha confermato che la remissione tacita richiede il previo e formale avvertimento del querelante da parte dell'autorita' giudiziaria e non puo' essere desunta dal mero silenzio a seguito di missive difensive; sul secondo la Corte ha ritenuto corretta la valutazione negativa della particolare tenuità, richiamando i criteri dell'art.133 c.p. e concludendo che l'entita' del danno tentato, la natura voluttuaria degli acquisti e le circostanze del caso non consentivano l'applicazione di art.131‑bis; sul terzo motivo la Corte ha escluso l'operativita' dell'art.162‑ter perche' mancavano i requisiti formali previsti dagli artt.1208 e ss. c.c. (intimazione, prova di ricezione e deposito in caso di inerzia), così che le missive prodotte non costituivano un'offerta reale valida. Conseguentemente e' confermata la pena ridotta in sede di appello (mesi 2 di reclusione e euro 100 di multa) e il ricorrente e' stato condannato alle spese ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
Richiamato per la rilevanza del tentativo: il reato tentato ha cornice edittale ridotta rispetto al consumato ai fini dell'applicazione di istituti come la particolare tenuità
Norma sul furto; indicata la fattispecie di reato attribuita all'imputata
Aggravante contestata originariamente per l'uso di destrezza/strumento (salva tempo); in parte valutata e poi disconosciuta in sede di revisione
Ulteriore aggravante che la Corte di appello doveva verificare in seguito al rinvio della Cassazione; poi esclusa
Norma relativa alla remissione della querela; la Corte ha interpretato che la remissione tacita richiede il formale avvertimento giudiziale e non puo' essere desunta dal mero silenzio della persona offesa
Causa di non punibilita' per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto applicabili i criteri di art.133 c.p. e ha escluso la non punibilità sulla base degli elementi di fatto (valore, natura dei beni, contesto)
art. 133 comma primo cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e per valutare la tenuità dell'offesa richiamati come riferimento per l'applicazione di art.131‑bis
Regola l'estinzione del reato per condotte riparatorie con offerta reale ai sensi degli artt.1208 ss. c.c.; la Corte ha ritenuto che l'offerta debba rispettare i requisiti formali richiamati e che le missive difensive non soddisfacevano tali requisiti
Richiamati in quanto disciplinano la forma dell'offerta reale; interpretati come condizioni necessarie per considerare valida l'offerta ai fini dell'art.162‑ter c.p. (intimazione, prova di ricezione, possibilita' di deposito)
Norma che dispone l'obbligo di rifondere le spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare la ricorrente alle spese
Giurisprudenza: Sez. Unite sent. n.31668/2016
Principio richiamato secondo cui la remissione tacita puo' derivare dalla mancata comparizione del querelante solo se il giudice lo abbia previamente avvertito che l'assenza sarebbe stata interpretata come rinuncia; utilizzata per escludere la remissione nel caso concreto
Massime di principio
- La remissione tacita della querela non puo' essere desunta dal solo silenzio della persona offesa a seguito di missive difensive: e' necessario il previo e formale avvertimento da parte dell'autorita' giudiziaria perché l'assenza o l'inerzia assumano valore di remissione
- Per ottenere l'esclusione della punibilita' per particolare tenuità (art.131‑bis c.p.) il giudice applica i criteri di valutazione di art.133 c.p.; rilevano non solo il valore economico ma anche la natura dei beni, le modalita' del fatto, le condizioni personali e sociali dell'autore, e il fatto che il reato sia tentato non garantisce automaticamente la tenuità
- L'offerta reale ai fini dell'art.162‑ter c.p. deve rispettare le formalita' richiamate dagli artt.1208 e ss. c.c. (intimazione valida, prova di ricezione, e, in caso di inerzia del creditore, il deposito secondo le forme di legge): missive informali o senza prova di ricezione rischiano di essere considerate prive di efficacia
- In situazioni analoghe e' utile seguire procedure formali: inviare l'intimazione e l'offerta tramite mezzi che forniscano prova certa di ricezione (raccomandata A/R, PEC), specificare tempi e modalita' di consegna e, se necessario, procedere al deposito secondo le norme civili per rendere l'offerta irreprensibile ai fini penali
- La rilevanza economica per la societa' offesa (es. alto fatturato) non annulla automaticamente il danno: il giudice valuta l'entita' economica relativa al singolo fatto e la rilevanza sociale dei beni sottratti per decidere sulla tenuità
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