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Sentenza

Sentenza n. 6099/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania (Sezione Terza) n. 04074/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202501281

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego del permesso di costruire per la realizzazione di un nuovo fabbricato con destinazione commerciale/ufficio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il proprietario aveva impugnato il diniego comunale del permesso di costruire, deducendo, in primo grado, la violazione degli artt. 1, 3, 10 e 10-bis l. 241/1990, dell’art. 97 Cost. e dell’art. 20 d.P.R. 380/2001, nonché difetto di istruttoria, illogicità manifesta e mancato soccorso istruttorio. Contestava che il Comune avesse richiesto, con la comunicazione dei motivi ostativi, integrazioni documentali ulteriori e non pertinenti, concernenti, tra l’altro, stalli di sosta, destinazione d’uso, recinzioni, rampe e scale, sistemazione delle aree esterne e contenitori per rifiuti. Deduceva inoltre l’applicazione illegittima del regolamento edilizio del 2013 anziché del RUEC del 2019, sostenendo che l’annullamento giudiziale del PUC non avesse travolto automaticamente il regolamento edilizio; lamentava la formazione del silenzio-assenso sull’istanza, il mancato esercizio dell’autotutela e il carattere pretestuoso e meramente formale delle contestazioni comunali. In appello ha censurato la sentenza del TAR per illogicità, errore di fatto, difetto di motivazione e omessa pronuncia sui motivi non esaminati, riproponendo le doglianze relative al regime urbanistico applicabile, al silenzio-assenso e al mancato soccorso istruttorio.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello nei limiti indicati in motivazione e ha annullato il diniego, riformando la sentenza del TAR. Ha respinto la censura relativa alla formazione del silenzio-assenso: l’istanza non era completa e, comunque, l’immobile ricadeva in area vincolata paesaggisticamente, sicché, ai sensi dell’art. 20, comma 8, d.P.R. 380/2001 nel testo vigente all’epoca, il silenzio-assenso non poteva formarsi. Ha invece accolto il motivo concernente la violazione del giusto procedimento e del dovere di soccorso istruttorio. La molteplicità delle difformità contestate avrebbe richiesto un maggiore approfondimento istruttorio e un effettivo confronto dialettico tra amministrazione e istante; le precedenti richieste di integrazione documentale non erano sufficienti ad adempiere tali obblighi. Le ulteriori doglianze sono state dichiarate assorbite. Il Comune dovrà riesercitare il potere nel rispetto dei principi affermati. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 20 d.P.R. 380/2001

    Nel testo vigente al momento della domanda e dell’azione amministrativa, il silenzio-assenso sul permesso di costruire non si forma quando l’immobile ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico; inoltre, la completezza documentale dell’istanza costituisce presupposto per la formazione del silenzio-assenso.

  • art. 6 l. 241/1990

    Il dovere di soccorso istruttorio del responsabile del procedimento impone all’amministrazione di favorire l’integrazione e la chiarificazione degli elementi necessari alla decisione, soprattutto quando le contestazioni ostative siano molteplici e richiedano un confronto con l’istante.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La comunicazione dei motivi ostativi deve inserirsi in un effettivo confronto procedimentale e non può sostituire l’adeguata istruttoria né il dialogo dialettico sulle circostanze concretamente ostative al rilascio del titolo.

  • art. 101 c.p.a.

    La parte appellante può riproporre le censure non esaminate dal giudice di primo grado; nel caso concreto, le ulteriori doglianze sono rimaste assorbite dopo l’accoglimento del motivo relativo al giusto procedimento e al soccorso istruttorio.

Massime di principio

  • La formazione del silenzio-assenso sul permesso di costruire presuppone che l’istanza sia completa e, secondo il testo dell’art. 20, comma 8, d.P.R. 380/2001 vigente al momento dell’azione amministrativa, è esclusa quando l’intervento ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico.
  • Quando l’amministrazione formula una pluralità di rilievi ostativi al rilascio del permesso di costruire, deve svolgere un’istruttoria effettiva e approfondita, verificando la concreta rilevanza di ciascuna contestazione rispetto al progetto.
  • Il dovere di soccorso istruttorio, quale espressione del principio di buona amministrazione, impone all’amministrazione di consentire all’istante di chiarire o integrare gli elementi rilevanti prima dell’adozione del diniego, quando le circostanze ostative richiedano un confronto dialettico.
  • Le richieste di integrazione documentale già rivolte al privato non esauriscono necessariamente gli obblighi di giusto procedimento e soccorso istruttorio: occorre valutare se esse abbiano consentito un effettivo contraddittorio sulle specifiche ragioni ostative.
  • L’annullamento del diniego per violazione del giusto procedimento comporta la riedizione del potere da parte dell’amministrazione, vincolata ai principi affermati dal giudice, senza che ciò implichi il riconoscimento del titolo edilizio per silentium.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimentoAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleSoccorso istruttorioEffetto conformativo e riedizione del potere

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