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Sentenza

Sentenza n. 1658/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione cautelare del provvedimento prot. n.-OMISSIS- del 9 ottobre 2025 con il quale lo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura di -OMISSIS- ha disposto la revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato il 3 maggio 2023 in favore del ricorrente;

Giustizia amministrativa202600036

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato stagionale rilasciato al ricorrente, motivata dalla condanna del datore di lavoro per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva ottenuto il nulla osta nell’ambito della procedura semplificata prevista per il decreto flussi 2022, era entrato regolarmente in Italia munito di visto ed era stato assunto dal datore di lavoro richiedente. Il nulla osta veniva successivamente revocato perché il datore di lavoro era stato condannato, dopo il rilascio del nulla osta, per il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina. Il ricorrente deduceva che la causa della revoca era esclusivamente imputabile al datore di lavoro e non a lui, che era estraneo alla condotta delittuosa e poteva esserne all’oscuro. Contestava inoltre l’omessa considerazione del proprio legittimo affidamento, maturato in ragione dell’ingresso regolare, dell’assunzione e dello svolgimento dell’attività lavorativa. Lamentava, infine, che l’Amministrazione non avesse valutato la possibilità di consentire il subentro di un nuovo datore di lavoro o il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, secondo la circolare ministeriale richiamata nel ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca, fermo restando il potere dell’Amministrazione di procedere a una nuova valutazione. Il Collegio ha distinto la posizione del datore di lavoro da quella del lavoratore. Nei confronti del datore condannato, la revoca del nulla osta può configurarsi come revoca sanzionatoria e atto vincolato, quale conseguenza della causa ostativa prevista dagli artt. 22, comma 5-bis, e 24, comma 12, d.lgs. n. 286/1998. Nei confronti del lavoratore estraneo alla condotta illecita, invece, la revoca non può operare automaticamente: l’Amministrazione deve comunicargli l’avvio del procedimento, consentirgli di dimostrare la propria estraneità, valutare gli elementi da lui forniti e ponderare il legittimo affidamento derivante dall’ingresso regolare e dall’instaurazione del rapporto di lavoro. Il TAR ha ritenuto che il provvedimento impugnato non avesse considerato gli effetti della revoca sulla posizione del ricorrente né il suo affidamento, allo stato degli atti non risultando che egli avesse beneficiato del reato o ne fosse a conoscenza. L’annullamento non preclude una nuova determinazione qualora emerga che il lavoratore abbia consapevolmente beneficiato della condotta delittuosa o ne fosse a conoscenza, circostanze che escluderebbero l’affidamento meritevole di tutela. Le spese sono state integralmente compensate per la complessità della questione e il contrasto giurisprudenziale.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in camera di consiglio, previo avviso alle parti, quando ricorrono i relativi presupposti.

  • art. 42, comma 2, d.l. n. 73/2022, convertito dalla l. n. 122/2022

    Il nulla osta è rilasciato anche nel caso in cui, nel termine indicato al comma 1, non siano state acquisite informazioni relative agli elementi ostativi di cui agli articoli 22 e 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e consente lo svolgimento dell’attività lavorativa sul territorio nazionale. Al sopravvenuto accertamento dei predetti elementi ostativi, consegue la revoca del nulla osta e del visto di ingresso

    La disposizione deve essere interpretata conformemente ai principi costituzionali: la revoca è automatica e sanzionatoria nei confronti del datore di lavoro responsabile della condotta ostativa, ma assume natura discrezionale nei confronti del lavoratore estraneo, imponendo la valutazione dell’estraneità e del legittimo affidamento.

  • art. 24, comma 12, d.lgs. n. 286/1998

    può essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, può essere revocato

    Attribuisce in via generale un potere discrezionale di rifiuto o revoca del nulla osta al lavoro stagionale, salvo i casi richiamati dagli artt. 22, commi 5-bis e 5-ter, nei quali la revoca può assumere natura sanzionatoria.

  • art. 22, comma 5-bis, d.lgs. n. 286/1998

    Il nulla osta al lavoro è rifiutato se il datore di lavoro risulti condannato negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per: a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati ...

    La causa ostativa riguarda il datore di lavoro condannato; non può essere automaticamente estesa al lavoratore se non sia provato che questi abbia beneficiato della condotta delittuosa o ne fosse consapevole.

  • art. 3 Cost.

    Impone di non equiparare, ai fini della revoca, la posizione del datore di lavoro condannato con quella del lavoratore estraneo e inconsapevole, secondo un’interpretazione conforme della disciplina.

  • art. 24, comma 10, d.lgs. n. 286/1998

    È richiamato per la possibilità di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato dopo lo svolgimento di regolare attività lavorativa per almeno tre mesi e l’offerta di un contratto di lavoro subordinato.

  • circolare Ministero dell’Interno n. 3836 del 20 agosto 2007

    È stata richiamata dal ricorrente a sostegno della possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione quando il rapporto di lavoro non possa formalizzarsi per cause non imputabili al lavoratore.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro stagionale rilasciato nell’ambito della procedura semplificata prevista dall’art. 42, comma 2, d.l. n. 73/2022 non opera automaticamente nei confronti del lavoratore che sia estraneo alla condotta ostativa del datore di lavoro.
  • Quando la causa ostativa deriva dalla condanna del datore di lavoro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la revoca può avere natura sanzionatoria e vincolata nei confronti del datore, ma deve essere esercitata con valutazione discrezionale nei confronti del lavoratore beneficiario del nulla osta.
  • Prima di revocare il nulla osta con effetti sulla posizione del lavoratore, l’Amministrazione deve comunicargli l’avvio del procedimento e consentirgli di dimostrare la propria estraneità alla condotta delittuosa del datore di lavoro.
  • L’Amministrazione deve ponderare il legittimo affidamento del lavoratore che sia entrato regolarmente in Italia, abbia ottenuto il nulla osta e abbia instaurato un rapporto di lavoro, salvo che risulti la sua consapevole partecipazione o conoscenza della condotta illecita del datore.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiLegittimo affidamentoPartecipazione procedimentaleProporzionalità e ragionevolezzaPrimato del diritto UE e disapplicazione

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