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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1194/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva un vizio di motivazione relativo alla confisca della somma di denaro sequestrata, sostenendo che il giudice non avesse adeguatamente argomentato il nesso di pertinenzialità tra il denaro e il reato (art. 73 d.P.R. 309/1990).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la confisca fosse legittimamente disposta ai sensi dell'art. 240 cod. pen. e adeguatamente motivata: la sentenza di patteggiamento riportava le ammissioni dell'imputata secondo cui aveva già ricevuto 5.000 euro per un trasporto di stupefacenti, che il compenso pattuito per l'episodio era lo stesso e che aveva percepito un anticipo di 1.000 euro, elementi da cui la Corte ha ritenuto desumibile il nesso pertinenziale tra la somma e l'illecito. Confermati altresì la pena concordata (3 anni di reclusione e 12.000 euro di multa), la confisca e distruzione dello stupefacente e la confisca della somma sequestrata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    Norma che sanziona i delitti in materia di stupefacenti; qui costituisce il reato per cui l'imputata è stata condannata mediante patteggiamento.

  • art. 240 cod. pen.

    Prevede la confisca per le cose utilizzate per commettere il reato o che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo; richiede prova del nesso di pertinenzialità (strumentalità o derivazione) tra bene e illecito.

  • art. 240-bis cod. pen. (richiamo a art. 12-sexies d.l. 306/1992)

    Norma speciale sulle misure patrimoniali antimafia/antiriciclaggio; nel caso di specie la Corte specifica che la confisca non è stata disposta su tale base ma su art. 240 cod. pen.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Riferimento alla ricorribilità per cassazione di decisioni di patteggiamento limitatamente al vizio di motivazione in ordine alla confisca; la Corte conferma la ricorribilità ma dichiara il ricorso inammissibile per difetto di merito argomentativo.

  • art. 445, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede espressamente la possibilità di applicare misure ablative (confisca) anche in caso di patteggiamento.

Massime di principio

  • La confisca del denaro in procedimenti per stupefacenti può essere disposta anche in sede di patteggiamento, ma il giudice deve motivare adeguatamente il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato (strumentalità o derivazione come prodotto/profitto/prezzo).
  • Le ammissioni dell'imputato (per esempio dichiarazioni su compensi ricevuti o anticipi percepiti) possono costituire prova sufficiente del nesso pertinenziale se sono coerenti e specifiche.
  • In caso di confisca disposta ai sensi dell'art. 240 cod. pen. il giudice deve esplicitare perché il bene è qualificabile come strumentale o profitto/prezzo del reato; l'assenza di tale argomentazione può costituire motivo di censura in cassazione.
  • La disciplina speciale sugli illeciti patrimoniali (art. 240-bis e norme antimafia/anticorruzione) è distinta dall'art. 240; va chiarito quale norma si applica e perché nella motivazione.
  • Le pronunce di patteggiamento sono impugnabili in Cassazione per vizio di motivazione ai sensi dell'art. 448 c.p.p.; tuttavia la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile se ritiene la motivazione sufficiente.
  • Chi propone ricorso manifestamente infondato o redatto con colpa nella scelta dei motivi può essere condannato a versare somme alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.

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