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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13045/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per detenzione/cessione di stupefacenti di lieve entità. In appello era stata riconosciuta la continuazione della pena con attenuanti generiche equivalenti alla recidiva specifica reiterata infraquinquennale, con pena finale di sei mesi di reclusione e 2.000 euro di multa, in rito abbreviato. Con il ricorso ha dedotto vizio di motivazione, lamentando: a) la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., alla luce della riforma del d.lgs. n. 150/2022; b) la mancanza di adeguata motivazione sulla richiesta di esclusione della recidiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il ricorrente aveva sostanzialmente riproposto in sede di legittimità le medesime doglianze già formulate in appello, senza confrontarsi con le specifiche risposte della Corte territoriale. Nel merito, ha ritenuto corretta l'esclusione della particolare tenuità del fatto per la presenza di un comportamento abituale desunto da quattro condanne per reati della stessa specie, e ha reputato congrua la motivazione sull'applicazione della recidiva, fondata sulla maggiore pericolosità dell'imputato e sul suo stabile inserimento nel traffico di stupefacenti quale abituale fonte di sostentamento. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La fattispecie base è quella della detenzione e cessione di stupefacenti di lieve entità.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è ritenuta non applicabile quando il comportamento sia abituale, come desumibile da plurimi precedenti specifici.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    La riforma è richiamata come fonte della disciplina ritenuta applicabile all'art. 131-bis c.p.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre le stesse doglianze già formulate in appello senza confrontarsi con le specifiche risposte della decisione impugnata.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non è applicabile se il giudice accerta un comportamento abituale, desumibile da ripetuti precedenti specifici in un arco temporale ravvicinato.
  • La motivazione sull'applicazione della recidiva è sufficiente quando valorizza la maggiore pericolosità dell'imputato e i precedenti penali specifici, collegandoli a una stabile attività delittuosa.
  • In caso di ricorso inammissibile, il giudice di legittimità deve condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, ove non ricorrano ragioni di esonero.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniParticolare tenuità del fattoRecidiva
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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