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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36950/2024 del 04/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli che ha confermato la condanna inflitta in primo grado per concorso in rapina aggravata (art. 628, commi 1 e 3, n.1 c.p.) e lesioni aggravate (artt. 582-585 in relazione all'art. 61 n.2 c.p.), con applicazione della recidiva reiterata e specifica. Le censure principali sono: (i) per Esposito, carenza di motivazione sulla richiesta di disapplicazione della recidiva (motivi aggiunti) e vizio nella esclusione dell'attenuante per riparazione del danno/danno patrimoniale di speciale tenuità; (ii) per Schinardi, vizio nella configurazione della recidiva (contestata come automatica e non valutata nella maggiore pericolosità), omissione nel riconoscere l'attenuante della tenuità del danno patrimoniale, mancato riconoscimento dell'attenuante di ravvedimento/riparazione (art. 62 n.6 c.p.) nonostante risarcimento, e rigetto delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivazioni principali: (a) i "motivi aggiunti" relativi alla recidiva di Esposito non potevano essere accolti perché la decisione sulla recidiva era un punto autonomo non impugnato nell'appello originario; la circostanza della recidiva è personale e non trasferibile tra coimputati; (b) tutti i rilievi circa le attenuanti (tenuità del danno patrimoniale, riparazione/risarcimento e attenuanti generiche) sono stati ritenuti manifestamente infondati o generici: la Corte territoriale ha adeguatamente motivato che per il reato di rapina non è sufficiente il modesto valore economico della cosa sottratta, dovendosi valutare anche gli effetti lesivi sulla persona, e ha fatto riferimento ai precedenti penali e al giudizio sulla personalità dell'imputato ai fini della recidiva; (c) la valutazione di merito sulle circostanze e sulla gravità della condotta è insindacabile in sede di legittimità se non viziata da illogicità o errori di diritto. Conseguenze pratiche: ricorsi dichiarati inammissibili, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa per le ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    Definisce la rapina e le circostanze aggravanti; la Corte ha confermato che il fatto integrava rapina aggravata dalle persone riunite, con particolare attenzione alle modalità della condotta.

  • artt. 582-585 c.p.

    nessuna citazione testuale oltre ai numeri

    Norme sulle lesioni personali: la Corte ha dato rilievo alla certificazione medica che attesta le lesioni, rilevando la gravità idonea ad escludere attenuanti per tenuità.

  • art. 61 n.2 c.p.

    nessuna citazione testuale oltre al numero

    Circostanza aggravante collegata alle lesioni; la Corte d'appello l'ha ritenuta sussistente e tale valutazione non è stata efficacemente impugnata.

  • art. 62 n.4 c.p.

    nessuna citazione testuale oltre al numero

    Attenuante della riparazione del danno: la Corte ha ritenuto che il risarcimento parziale/non esaustivo non valesse a riconoscere automaticamente l'attenuante, dovendosi valutare l'esaustività e l'entità del danno complessivo.

  • art. 62 n.6 c.p.

    nessuna citazione testuale oltre al numero

    Attenuante del ravvedimento o della riparazione successiva: la Corte ha ritenuto la censura generica e ha ricordato che il risarcimento post factum non comporta automaticamente il riconoscimento dell'attenuante se la restituzione/risarcimento non è esaustivo rispetto al pregiudizio complessivo.

  • art. 133 c.p.

    nessuna citazione testuale oltre al numero

    Criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha richiamato che il giudice di merito valuta e seleziona gli elementi ritenuti decisivi e non è obbligato a esaminare tutti gli elementi favorevoli dedotti dalle parti.

  • art. 616 c.p.p.

    nessuna citazione testuale oltre al numero

    Prevede la condanna per i ricorrenti in caso di inammissibilità dei ricorsi; applicata per la condanna alle spese e alla somma alla Cassa per le ammende.

  • art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020; art. 8 D.L. 198/2022 conv. L. 14/2023

    art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020; art. 8 D.L. 198/2022

    Norme procedurali che consentono il trattamento dei ricorsi con contraddittorio scritto; la Corte ha proceduto con tali modalità.

Massime di principio

  • La recidiva costituisce un punto autonomo della decisione e deve essere specificamente impugnata nell'appello originario; non può essere efficacemente contestata tramite motivi aggiunti se l'appello originario non l'ha interessata.
  • Nel delitto di rapina il criterio per riconoscere l'attenuante della tenuità del danno patrimoniale non è il solo valore economico della cosa sottratta: va valutato l'effetto complessivo sulla vittima (lesioni, offesa alla libertà e integrità), per cui un modesto danno economico può non comportare l'attenuante.
  • Il risarcimento post factum non determina automaticamente il riconoscimento dell'attenuante di ravvedimento o dell'esaustività: il giudice valuta se il risarcimento sia stato realmente esaustivo rispetto al danno complessivo e alla gravità della condotta.
  • Le valutazioni di fatto e di personalità effettuate dal giudice di merito (es.: giudizio sulla pericolosità e sui precedenti) sono insindacabili in Cassazione se non affette da vizi logico-giuridici evidenti; le censure meramente valutative sono spesso inammissibili o manifestamente infondate.
  • I motivi generici o che non confrontano puntualmente le argomentazioni contenute nella decisione impugnata sono normalmente inammissibili; le allegazioni devono essere specifiche e riferite alle ragioni decisionali del giudice di merito.

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