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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11256/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (locatore)

La controversia

La lite nasce da un rapporto di locazione commerciale relativo a un immobile destinato ad attività di bar. Il locatore intimò sfratto per morosità per il mancato pagamento dei canoni di alcuni mesi del 2014, chiedendo la convalida e poi la risoluzione del contratto. Il conduttore oppose la convalida sostenendo che il locale fosse inidoneo all’uso convenuto per irregolarità edilizie, sospensione comunale dell’attività, otturazione degli scarichi con allagamenti, irregolarità dell’impianto elettrico e impossibilità di sublocazione; in riconvenzionale domandò riduzione del canone, restituzioni, rimborso di spese sostenute per ripristini e, in subordine, compensazione giudiziale. I giudici di merito confermarono la morosità, ritennero risolto il contratto per inadempimento del conduttore e rigettarono le riconvenzionali. In cassazione il conduttore dedusse: 1) omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la documentazione amministrativa provasse l’inutilizzabilità del locale; 2) violazione degli artt. 2697 c.c. e 116 e 132 c.p.c., lamentando il rigetto delle istanze istruttorie e la valutazione di genericità delle prove orali, oltre alla mancata integrazione officiosa dell’istruzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato, per il primo motivo, la presenza di una "doppia conforme" e la mancata indicazione, richiesta dall’art. 348-ter c.p.c. e dall’art. 366, n. 6, c.p.c., dei diversi fatti posti a base delle due decisioni di merito, oltre al difetto di specifica indicazione e trascrizione dei documenti richiamati e alla mancata considerazione dell’intera motivazione d’appello, che aveva escluso una effettiva sospensione dell’attività e la decisività dei fatti allegati. Quanto al secondo motivo, lo ha ritenuto inammissibile perché non censurava efficacemente la ratio della sentenza, basata sulla genericità dei capitoli di prova non trascritti nel ricorso, con conseguente inosservanza dell’art. 366, n. 6, c.p.c.; la Corte ha inoltre osservato che le norme richiamate in rubrica non erano pertinenti rispetto al contenuto della doglianza. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa dell’intimato; disposto l’onere del contributo unificato aggiuntivo ex art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 665 c.p.c.

    il Tribunale ordinò ... l’immediato rilascio dell’immobile ai sensi dell’art. 665 c.p.c.

    norma richiamata per la convalida/sfratto e l’ordine di rilascio immediato nella fase sommaria

  • art. 348-ter c.p.c.

    in relazione alla previsione dell’art. 348 ter, 5° c.p.c.

    in presenza di doppia conforme limita l’ammissibilità del vizio di cui all’art. 360, n. 5 c.p.c., imponendo l’indicazione delle diverse ragioni di fatto tra primo e secondo grado

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio ai sensi dell’articolo 360, numero 5, codice di procedura civile

    il vizio è scrutinabile solo nei limiti rigorosi previsti dalla norma, e non se il ricorso non supera gli ulteriori oneri di specificità e autosufficienza

  • art. 366, n. 6, c.p.c.

    non ottempera ndo pertanto alla prescrizione dell’art. 366, n. 6 c.p.c.

    il ricorso deve indicare e riprodurre specificamente i documenti e i capitoli di prova sui quali si fonda, altrimenti la censura è inammissibile

  • art. 2697 c.c.

    denuncia, in relazione all’art. 360, n. 3 c.p.c., la violazione degli artt. 2697 c.c. e 116 e 132 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente, ma ritenuto non decisivo rispetto alla reale ratio della censura, che verteva sulla genericità delle prove e non sul riparto dell’onere probatorio

  • art. 116 c.p.c.

    denuncia ... la violazione degli artt. 2697 c.c. e 116 e 132 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente, ma non idoneo a superare il rilievo di genericità e l’inammissibilità delle prove non trascritte

  • art. 132 c.p.c.

    denuncia ... la violazione degli artt. 2697 c.c. e 116 e 132 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente, ma la doglianza non si confronta con la motivazione effettiva della sentenza impugnata

  • art. 421 c.p.c.

    se del caso integrata a mente dell’art. 421 c.p.c. con i poteri officiosi del Giudice

    evocato dal ricorrente in tema di poteri istruttori officiosi, ma la Corte non lo ritiene risolutivo perché la prova era stata giudicata generica e inammissibile

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    sussistono le condizioni per l’applicazione dell’art. 13, comma 1 quater del D.P.R. n. 115/2002

    a seguito dell’inammissibilità del ricorso, la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato

Massime di principio

  • In presenza di doppia conforme di merito, il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non indica specificamente che le ragioni di fatto poste a base della sentenza di appello sono diverse da quelle della decisione di primo grado.
  • Il ricorso per cassazione deve rispettare l’onere di specificità e autosufficienza: i documenti e i capitoli di prova su cui si fonda la censura vanno trascritti o riprodotti in modo sufficiente a consentirne l’esame, altrimenti il motivo è inammissibile.
  • Una censura non è ammissibile se non si confronta con l’intera ratio decidendi della sentenza impugnata; il ricorrente deve attaccare tutte le autonome ragioni poste a fondamento della decisione.
  • La deduzione di violazione di norme processuali o sostanziali non è sufficiente se, nella sostanza, la doglianza mira solo a una rivalutazione del merito o delle prove senza superare il rilievo di genericità formulato dal giudice di merito.
  • La sospensione del pagamento del canone per inadempimento del locatore non può essere automaticamente invocata sulla base di mere irregolarità del bene; la doglianza deve essere sorretta da allegazioni e prove specifiche sull’effettiva, totale inutilizzabilità della prestazione del locatore, quando questo sia il presupposto valorizzato dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieLocazione commercialeSfratto per morositàImpugnazioni
RamiLocazioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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