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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04044/2024 del 14/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso del Comune, ha dichiarato assorbiti gli altri motivi, ha cassato la sentenza impugnata e ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo, davanti al quale la causa potrà essere riassunta nel termine di legge. Le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate, in ragione dell'evoluzione giurisprudenziale sulla questione di giurisdizione.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia trae origine dall'occupazione di un terreno privato, poi utilizzato per la realizzazione di una palestra comunale. I proprietari avevano chiesto il risarcimento del danno per perdita del bene, deducendo che l'opera era stata avviata in assenza di una valida conclusione della procedura espropriativa e che la dichiarazione di pubblica utilità era comunque divenuta inefficace per decorso del termine fissato. Il Tribunale aveva accolto la domanda; la Corte d'appello aveva parzialmente riformato la decisione, aumentando il risarcimento e rigettando le eccezioni del Comune. Nel ricorso per cassazione il Comune ha dedotto: 1) difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che la domanda rientrasse nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo perché l'occupazione, pur realizzata di fatto, era comunque riconducibile a una dichiarazione di pubblica utilità; 2) violazione del ne bis in idem/litispendenza; 3) erronea esclusione di un accordo di cessione volontaria ex art. 1326 c.c.; 4) prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento; 5) erronea qualificazione della fattispecie, del bene occupato e dei criteri di liquidazione del danno e degli interessi. La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo, assorbendo gli altri: poiché l'occupazione era stata comunque eseguita in forza di una dichiarazione di pubblica utilità, la controversia era devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, anche se il titolo era poi divenuto inefficace e l'apprensione del bene era avvenuta per vie di fatto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di occupazione di beni privati per opere pubbliche, la giurisdizione va devoluta al giudice amministrativo quando l'illecito sia riconducibile, anche solo mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere manifestatosi attraverso una dichiarazione di pubblica utilità, a prescindere dalla successiva inefficacia o caducazione del titolo.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione non è निर्णisivo che l'apprensione o la trasformazione del bene siano avvenute senza titolo efficace o per vie di fatto, se l'operazione si colloca nell'ambito di un procedimento espropriativo riconoscibile come esercizio del potere amministrativo.
  • Le vicende successive della procedura, come l'abbandono e la ripresa dei lavori o il superamento dei termini fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità, rilevano sul piano del merito e non incidono, di regola, sulla giurisdizione.
  • L'eccezione di giudicato esterno sulla giurisdizione richiede identità soggettiva tra le parti del precedente giudizio e quelle del processo attuale; in difetto, non può operare.
  • Quando il ricorso per cassazione è accolto per difetto di giurisdizione del giudice adito, la Corte può dichiarare la giurisdizione del giudice munito di potestas iudicandi e regolare le spese dei precedenti gradi anche in via compensativa, in considerazione dell'evoluzione dell'orientamento giurisprudenziale.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileEsecuzioniImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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