Cassazione Penale, Sentenza n. 8344/2025 del 28/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato le condanne per: capo A) reato originariamente contestato come ricettazione e poi riclassificato in relazione agli artt. 624 e 625 c.p. (furto/reato equivalente) e capo B) reato previsto dall'art. 55, comma 9, D.Lgs. n. 231/2007. La difesa ha dedotto l'estinzione del reato di cui al capo A) per intervenuta remissione di querela e ha chiesto la rideterminazione della pena per il residuo capo B).
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto fondato il motivo relativo all'estinzione del reato del capo A) per intervenuta remissione di querela (remissione formalizzata da Deroma Mario Antonello il 04/09/2024 e ritualmente accettata), alla luce della "riforma Cartabia" che ha reso procedibile a querela il delitto di furto aggravato su cose esposte alla pubblica fede. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo A). Ha altresì annullato con rinvio la parte relativa al trattamento sanzionatorio collegato alla fattispecie satellite nell'ambito del reato continuato indicato al capo B), disponendo il rinvio alla Corte d'appello di Cagliari per la nuova determinazione della pena. Ha posto le spese del procedimento a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
art. 624 c.p. (ricettazione) e art. 625 c.p. (circostanze aggravanti)
La fattispecie originaria di ricettazione è stata ricondotta/riqualificata nell'ambito di reati contro il patrimonio trattati nel capo A); il rilievo principale è che, in relazione a tali fattispecie (come il furto aggravato su cose esposte alla pubblica fede), la procedibilità è diventata a querela della persona offesa dopo la riforma citata.
art. 55, comma 9, D.Lgs. n. 231/2007
Norma richiamata per il capo B) (profili di responsabilità amministrativa/penale collegata all'illecito); la decisione non ha annullato il capo B) ma ha disposto rinvio per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio relativo a fattispecie satellite.
Riforma Cartabia (modifiche alla procedibilità dei reati)
Ha modificato il regime di procedibilità per il delitto di furto aggravato su cose esposte alla pubblica fede, rendendolo procedibile a querela della persona offesa: di conseguenza la remissione di querela estingue il reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità quando il ricorso è tempestivo.
Richiamato per escludere un proscioglimento nel merito ai sensi di tale disposizione: nel caso non sussistono i presupposti per un proscioglimento di merito che faccia decadere la necessità di dichiarare l'estinzione per remissione.
Norma usata per porre le spese del processo a carico del querelato (ossia dell'imputato), come disposto dalla Corte.
Massime di principio
- Se una norma successiva (es. la "riforma Cartabia") rende un reato procedibile a querela della persona offesa, la remissione di querela estingue il reato e questa estinzione deve essere rilevata anche dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.
- La remissione di querela, correttamente formalizzata e accettata, prevale su eventuali questioni di inammissibilità e determina l'estinzione del reato salvo che non vi siano i presupposti per un proscioglimento nel merito invocato dalle parti.
- Quando l'estinzione riguarda solo uno dei capi di imputazione che fanno parte di un complesso di reati (es. fattispecie satellite in un reato continuato), il giudice della cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per il capo estinto e rinviare al giudice del merito per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio residuo.
- La formalità della remissione (data, luogo, accettazione rituale) e la tempestività del ricorso sono requisiti pratici rilevanti per ottenere la declaratoria di estinzione in sede di legittimità.
- Le spese processuali possono essere poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p., anche quando la sentenza viene annullata per estinzione del reato.
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