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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17434/2025 del 08/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello per: 1) nullità dell'avviso di conclusione indagini e degli atti successivi per omesso tempestivo deposito di un'annotazione di P.G. acquisita ex art. 430 c.p.p., ritenuta decisiva per l'identificazione; 2) censura della prova di identificazione del ricorrente come concorrente nelle cessioni di stupefacente verso Moron Delgado (valutazione della cd. prova di resistenza e riconoscimento fotografico); 3) richiesta di riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità ex art. 73, co. 5, D.P.R. 309/90; 4) contestazione del trattamento sanzionatorio e della determinazione della pena (anche in ragione dell'assoluzione da uno dei capi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la doglianza sulla nullità dell'avviso e sull'inutilizzabilità degli atti, perché il PM aveva correttamente utilizzato il meccanismo previsto dall'art. 430 c.p.p. e l'eccezione difensiva è stata considerata intempestiva e priva di pregiudizio difensivo. Ha confermato la possibilità di valorizzare la testimonianza dell'agente di P.G. che ha effettuato il riconoscimento fotografico, trattandosi di prova atipica la cui attendibilità dipende dalla credibilità del dichiarante, e dunque la prova di resistenza è stata ritenuta idonea anche senza il supporto fotografico depositato. Ha escluso la configurabilità della lieve entità ai sensi dell'art. 73 D.P.R. 309/90 sulla base del numero delle cessioni, delle modalità professionali e della divisione dei ruoli; ha ritenuto inammissibili o generiche alcune doglianze (es. mancata indicazione di quali elementi avrebbero reso inefficace la prova di resistenza) e non ha accolto la richiesta di ricalcolo complessivo della pena. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; confermata la decisione di merito (con l'assoluzione dal capo C) già disposta in appello).

Norme richiamate

  • art. 430 cod. proc. pen.

    Regola l'acquisizione di atti e documenti da parte del giudice; la Corte ha ritenuto corretto l'utilizzo di tale procedura da parte del PM e ha escluso che il deposito ex art. 430 costituisse motivo di nullità o di inutilizzabilità degli atti se non è stato dimostrato un concreto pregiudizio difensivo.

  • art. 189 cod. proc. pen.

    Norma sulle modalità di riconoscimento; la Corte ha ammesso che il riconoscimento informale operato dalla polizia giudiziaria su fotografie rientra nell'alveo dell'art. 189 e costituisce prova atipica valutabile dal giudice in base alla credibilità del dichiarante.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b, c, e)

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge, vizio di motivazione, inosservanza norme processuali); la Corte ha esaminato i motivi dedotti e li ha dichiarati infondati o inammissibili quando generici o non prospettati in sede di appello.

  • artt. 81 e 110 cod. pen.

    Articoli concernenti la continuazione e la concorso di reati; richiamati in rapporto alla determinazione delle aumentazioni di pena e al conteggio delle azioni criminose, con osservazione che questioni sulla individuazione del reato più grave non prospettate in appello non possono essere sollevate in cassazione.

  • art. 73 D.P.R. 309/1990 (comma 1 e comma 5)

    Disciplina le pene per i reati di stupefacenti e la possibilità di applicare la fattispecie di lieve entità; la Corte ha richiamato il principio che la lieve entità richiede valutazione complessiva di azione, modalità, quantità e qualità della sostanza: elementi oggettivi (numero di cessioni, modalità professionali, suddivisione dei ruoli) hanno escluso la lieve entità nel caso concreto.

  • art. 81 cod. pen. (comma finale)

    Norma sulle circostanze dell'aumento per reati in continuazione; la Corte ha osservato che il calcolo delle maggiorazioni deve essere opportunamente contestato in appello per poter essere riesaminato in cassazione.

Massime di principio

  • Il riconoscimento fotografico operato dalla polizia giudiziaria costituisce prova atipica ammissibile: il suo valore dipende dalla credibilità e dalla precisione della testimonianza dell'operatore, non dalla mera presenza delle immagini agli atti.
  • L'eccezione di nullità per tardivo deposito di atti ex art. 430 c.p.p. può essere inefficace se non è tempestivamente sollevata o se non è dimostrato un concreto pregiudizio per la difesa; l'uso di tale procedimento non determina automaticamente l'inutilizzabilità degli atti.
  • Per ottenere la riqualificazione nella fattispecie di lieve entità ai sensi dell'art. 73 DPR 309/90 è necessario documentare in modo specifico e complessivo elementi come limitata quantità, sporadicità delle cessioni, assenza di modalità professionali o organizzative e prova che l'acquirente agisse per uso personale.
  • I motivi di cassazione devono essere specifici e valorizzare con precisione gli elementi di fatto o di diritto che si ritengono errati; censure generiche o semplici rimandi ad atti di merito sono spesso inammissibili.
  • Questioni relative all'individuazione del reato 'più grave' e al computo delle maggiorazioni in continuazione devono essere dibattute e prospettate già in sede di merito/appello per poter essere riconsiderate in sede di cassazione.

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