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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41590/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza che ha rigettato la restituzione di beni sottoposti a sequestro (in particolare i "Fogli Fideuram" e altri beni), sostenendo di essere terza estranea ai reati e di aver diritto alla restituzione della sua quota. Ha contestato la qualificazione dei "Fogli Fideuram" come beni indivisibili, l'assenza di adeguata istruttoria (non acquisizione di informazioni da Fideuram/relazioni) e ha richiamato la divisibilità pro quota, la presunzione di uguaglianza delle quote (art. 1854 c.c.), pronunce della Corte di Giustizia (C-505/2020) e principi costituzionali/CEDU sulla proprietà e proporzionalità delle misure di congelamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come infondato e ha condannato la ricorrente alle spese processuali. Il Collegio ha ritenuto che: (1) il ricorso in cassazione contro provvedimenti di sequestro è consentito solo per violazione di legge o per vizi della motivazione così gravi da renderla inesistente; (2) nella specie non è stata dimostrata una violazione di legge né una carenza motivazionale radicale; (3) l'ordinanza impugnata conteneva motivazione adeguata, non contraddittoria e coerente; (4) i "Fogli Fideuram" sono stati qualificati come servizio di gestione del portafoglio (contratto quadro) caratterizzato da indivisibilità nella gestione, per cui la regola applicabile ai conti correnti cointestati (art. 1854 c.c.) non è pertinente; (5) il terzo che dichiara di essere titolare di una quota deve provare la propria titolarità esclusiva con elementi certi (versamenti, documenti bancari ecc.), prova che la ricorrente non ha fornito.

Norme richiamate

  • art. 322 ter cod. pen.

    Richiamato dalla ricorrente come norma rilevante per la contestazione del sequestro di beni di terzi; la Corte non ha ravvisato violazione di legge rispetto a quanto deciso.

  • art. 125, terzo comma

    Citato fra le norme richiamate nel ricorso (testo non specificato nel provvedimento); non è stata riconosciuta dalla Corte una violazione normativa sotto questo capo.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato nel ricorso come parametro di legge; la Corte non ha ritenuto violato il relativo regime procedurale rispetto al sequestro impugnato.

  • art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    Interpretato dalla Corte come limite alla cognizione della Cassazione: i ricorsi contro provvedimenti di sequestro sono ammissibili solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; i motivi meramente critici sulla valutazione delle prove e della motivazione non sono accoglibili.

  • art. 1854 cod. civ.

    "Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto"

    La Corte ha escluso l'applicazione analogica della presunzione prevista dall'art. 1854 c.c. ai "Fogli Fideuram", ritenendo che la disciplina dei conti correnti cointestati non è sovrapponibile alla gestione patrimoniale indivisibile offerta dal servizio Fideuram; pertanto la presunzione di uguaglianza non opera automaticamente in sede cautelare per tali strumenti.

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente per profili di tutela della proprietà; la Corte non ha ritenuto che la misura in concreto violasse il principio costituzionale, non emergendo profili tali da annullare l'ordinanza impugnata.

  • art. 1 Protocollo n. 1 CEDU

    Invocato dalla ricorrente per la tutela della proprietà; la Corte non ha ritenuto sussistere una lesione che giustificasse l'annullamento del provvedimento cautelare impugnato.

  • Direttiva 2014/42/UE (considerando 21)

    Richiamata dalla difesa per sostenere l'obbligo di verifica della necessità delle misure di congelamento; la Corte non ha basato il suo pronunciamento su un diverso bilanciamento che annullasse l'ordinanza impugnata.

  • Causa C-505/2020 Corte di Giustizia UE

    Menziolata dalla ricorrente per supportare rilievi europei sulla gestione patrimoniale; la Corte di Cassazione non ha ritenuto che il citato arresto imponesse in questa fattispecie una diversa conclusione rispetto alla valutazione probatoria richiesta al terzo.

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo/probatorio il ricorso in Cassazione è ammesso prevalentemente per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere la motivazione inesistente: censure meramente critiche sulla valutazione della prova sono inammissibili.
  • Il terzo che reclama la restituzione di beni sottoposti a sequestro deve fornire prova concreta, precisa e documentale della propria titolarità esclusiva o della quota rivendicata (versamenti, documentazione bancaria, contratti), non bastano deduzioni generiche.
  • Strumenti di gestione patrimoniale (es. "Fogli Fideuram" intesi come servizio di gestione del portafoglio) possono essere qualificati come indivisibili nella loro gestione, e non sono automaticamente assoggettabili alla regola civilistica dei conti correnti cointestati (art. 1854 c.c.).
  • La distinzione tra indivisibilità del rapporto contrattuale e divisibilità della titolarità sostanziale è cruciale: anche se il servizio gestisce il patrimonio in modo unitario, un terzo può comunque dimostrare una titolarità esclusiva su quote mediante documentazione.
  • Le autorità giudiziarie devono motivare con completezza e coerenza le ragioni del mantenimento del sequestro; tuttavia, la sussistenza di motivazione adeguata rende inammissibile il ricorso in Cassazione fondato su mere valutazioni alternative delle prove.
  • Quando si impugnano sequestri su strumenti finanziari, è strategico richiedere o produrre documentazione da parte dell'intermediario finanziario (dati sui sottoscrittori, flussi di versamento, clausole del servizio) per dimostrare la divisibilità e la titolarità pro quota.

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