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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21693/2026 del 25/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda proposta da una proprietaria confinante che chiedeva di accertare l'intervenuto acquisto per usucapione di una porzione di area ritenuta appartenente al demanio idrico, situata sul lungolago e inserita nella recinzione della sua proprietà. L'attrice sosteneva che il fondo fosse stato in passato concesso per coltivazione di pioppi ai propri danti causa, che il possesso fosse poi proseguito in modo esclusivo, pacifico e continuativo per oltre vent'anni dopo la cessazione del rapporto concessorio, e che il protratto disinteresse dell'amministrazione, insieme a trasformazioni fisiche dell'area e alla sua inclusione nella recinzione privata, avesse determinato una sdemanializzazione tacita con conseguente passaggio del bene al patrimonio disponibile e sua usucapibilità. Il tribunale rigettava la domanda; la corte d'appello confermava il rigetto, escludendo la sdemanializzazione tacita e ritenendo insussistenti atti o fatti inequivoci di rinuncia pubblica alla destinazione demaniale. Con il ricorso per cassazione la soccombente deduceva, con due motivi, da un lato la violazione dell'art. 2697 c.c. e dell'art. 24 Cost. per il mancato esame complessivo delle prove testimoniali e per il diniego della c.t.u., che assumeva necessaria e percipiente; dall'altro la violazione dell'art. 947 c.c. ante l. n. 37 del 1994 e dell'art. 1158 c.c., censurando la negata sdemanializzazione tacita sulla base del protratto disuso, dell'inerzia dell'amministrazione, della mancata opposizione all'occupazione e delle trasformazioni del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile o comunque manifestamente infondato il primo motivo perché carente di specificità nella critica al mancato esame delle prove testimoniali, non essendo stati riportati in modo adeguato i capitoli di prova né illustrata la loro decisività; quanto alla c.t.u., ha osservato che la censura non si confrontava con la motivazione della corte d'appello, secondo cui gli accertamenti richiesti erano superflui perché agevolmente verificabili in via documentale. Ha ritenuto altresì infondato il secondo motivo, ribadendo che, per i beni demaniali idrici nel regime anteriore alla l. n. 37 del 1994, la sdemanializzazione tacita può desumersi solo da atti o fatti inequivoci di volontà abdicativa della pubblica amministrazione, non bastando il mero disuso, l'inerzia o la tolleranza, e che la doglianza mirava in realtà a una rivalutazione del materiale fattuale non consentita in sede di legittimità. Non sono state poste spese in capo all'amministrazione resistente, non avendo svolto attività difensiva; la ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento della somma di € 4.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 96, comma 4, c.p.c., oltre all'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato come parametro sulla distribuzione dell'onere probatorio; la censura della ricorrente è stata dichiarata inammissibile per difetto di specificità e mancata dimostrazione della decisività delle prove non ammesse.

  • art. 24 Cost.

    Invocato a sostegno della doglianza sul diritto di difesa e sul diritto alla prova, ma senza esito favorevole per la ricorrente.

  • art. 947 c.c.

    Richiamato con riferimento al regime anteriore alla legge n. 37 del 1994 in tema di beni demaniali e sdemanializzazione tacita.

  • art. 1158 c.c.

    Richiamato quale norma sull'usucapione, subordinata però alla previa riconducibilità del bene a regime privatistico a seguito di sdemanializzazione.

  • l. n. 37 del 1994

    Considerata come discrimine temporale rispetto al regime anteriore della sdemanializzazione tacita dei beni demaniali idrici.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato in relazione al procedimento accelerato di definizione dei ricorsi inammissibili o manifestamente infondati.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per escludere l'incompatibilità del consigliere delegato che aveva formulato la proposta di definizione.

  • artt. 51, comma primo, num. 4), e 52 c.p.c.

    Richiamati per affermare che il consigliere delegato non versava in situazione di incompatibilità.

  • art. 96, comma quarto, c.p.c.

    Applicato per la condanna della ricorrente al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende in funzione deterrente e sanzionatoria.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la censura della mancata ammissione di prove testimoniali è inammissibile se non specifica il contenuto dei capitoli di prova e non spiega in modo puntuale la loro decisività rispetto al thema decidendum.
  • Il diniego di consulenza tecnica d'ufficio non è utilmente censurabile se la parte si limita a qualificarla come percipiente, senza confrontarsi con la ratio della decisione di merito che abbia ritenuto gli accertamenti richiesti superflui o documentalmente verificabili.
  • Per i beni demaniali idrici, nel regime anteriore alla l. n. 37 del 1994, la sdemanializzazione tacita richiede elementi univoci e inequivoci incompatibili con la volontà della pubblica amministrazione di mantenere la destinazione pubblica; non bastano il mero disuso, l'inerzia, la tolleranza o la mancata opposizione all'occupazione.
  • Una volta esclusa la sdemanializzazione, non è configurabile l'usucapione del bene, poiché il requisito dell'usucapibilità presuppone la sottrazione del bene al regime demaniale e la sua ricaduta nel patrimonio disponibile.
  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del quadro fattuale quando la doglianza mira soltanto a sostituire all'accertamento di merito una diversa lettura degli indizi e delle circostanze di fatto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPossesso
RamiProcesso civileDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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