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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11114/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 641 c.p.: il ricorrente contestava l'erronea applicazione della norma in relazione all'elemento materiale, sostenendo che l'inadempimento fosse imputabile alla debitrice principale Crema Club Srl e non al fideiussore (ricorrente), richiedendo inoltre che, in mancanza di escussione del debitore principale e considerati i contatti negoziali, non si fosse realizzata la fattispecie penale. Con secondo motivo si denunciava vizio di motivazione per presunta contraddittorietà tra il fatto che non siano state mosse iniziative giudiziarie per l'incapienza patrimoniale e l'affermazione che il ricorrente avesse dissimulato il proprio stato di insolvenza.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto che l'oggetto della responsabilità fosse la fideiussione personale prestata dal ricorrente a favore di Eurobevande e che, non essendo previsto il beneficio di escussione, il fideiussore fosse obbligato solidalmente con il debitore principale; pertanto l'inadempimento si è verificato alla scadenza del termine contrattuale e con successivi solleciti si è consumata l'ultima fase della condotta penalmente rilevante (insolvenza fraudolenta). La Corte ha altresì ritenuto coerente la motivazione circa la dissimulazione dello stato di insolvenza (anche per il silenzio) e ha escluso la prescrizione, tenuto conto della recidiva; conseguentemente il ricorso è stato rigettato, il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in euro 3.700,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 641 cod. pen.

    Norma relativa all'ipotesi di 'insolvenza fraudolenta'; è stata ritenuta applicabile alla condotta del fideiussore che, prestando garanzia personale e poi non adempiendo, ha concretizzato l'ultima fase del reato attraverso l'inadempimento e la dissimulazione dello stato patrimoniale.

  • art. 1944 cod. civ.

    Richiamata in relazione al ruolo del fideiussore: il contratto di fideiussione, senza beneficio di escussione, implica l'obbligazione solidale del fideiussore rispetto al debitore principale.

  • art. 1219, comma 2, n. 3, cod. civ.

    Applicato il principio 'dies interpellat pro homine' per ritenere i debitori solidali costituiti in mora alla scadenza del termine, con conseguente decorso dell'inadempimento.

  • artt. 1182 e ss. cod. civ.

    Richiamate per definire le modalità e il termine dell'adempimento dell'obbligazione pecuniaria (debito portabile) e per delimitare il momento in cui si realizza l'inadempimento.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Richiamato in relazione alla recidiva; incide sul calcolo del termine di prescrizione della pena applicabile.

  • artt. 157 e 161 cod. proc. pen.

    Norme richiamate per il conteggio del termine di prescrizione in presenza di recidiva: la Corte ha ritenuto che il termine utile (dieci anni) non fosse spirato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione.

  • Giurisprudenza richiamata (Cass. Civ., Sez. 3, n. 26042 del 29/11/2005 Banca Roma/Pagano)

    Precedente utilizzato per sostenere che la fideiussione senza beneficio di escussione rende l'obbligazione del garante solidale e non sussidiaria.

  • Giurisprudenza penale (Sez. 2, n. 37909 del 28/10/2020 Sorrentino; Sez. 6, n. 28117 del 26/03/2015 Ricci)

    Precedenti che definiscono i criteri di consumazione del reato di insolvenza fraudolenta e l'ultimo momento dell'iter criminoso (mancato adempimento).

  • Giurisprudenza penale su dissimulazione (Sez. 5, n. 30718 del 18/06/2021 Di Gennaro; Sez. 2, n. 8893 del 03/02/2017 Ferri)

    Sostengono che la condotta di dissimulazione dello stato di insolvenza, anche tramite omissione/silenzio, può costituire elemento probatorio della volontà di non adempiere e integrare il dolo necessario per il reato.

Massime di principio

  • Se la fideiussione è prestata senza beneficio di escussione, il fideiussore risponde in via solidale insieme al debitore principale e può essere ritenuto immediatamente inadempiente alla scadenza del termine contrattuale.
  • La dissimulazione dello stato di insolvenza (anche mediante silenzio) può concorrere a configurare il dolo richiesto per l'ipotesi di insolvenza fraudolenta quando non sia stata manifestata alla controparte la reale condizione patrimoniale e il comportamento successivo dimostri l'intento di non adempiere.
  • La mera mancata escussione del debitore principale non esclude automaticamente la responsabilità del fideiussore quando il contratto non preveda il beneficio di escussione.
  • Solleciti formali e la scadenza del termine contrattuale sono elementi fattuali rilevanti per dimostrare l'ultimo atto dell'iter criminoso (l'inadempimento definitivo).
  • In casi analoghi è essenziale verificare il contenuto del contratto di garanzia (presenza o meno del beneficio di escussione) e raccogliere elementi sul patrimonio e sui comportamenti del fideiussore anteriori e successivi alla stipula.
  • Nel calcolo della prescrizione occorre considerare eventuali aggravanti come la recidiva che possono estendere il termine utile alla estinzione del reato.

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