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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30642/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Fodde ha impugnato la sentenza della Corte di Appello di Genova che lo aveva condannato per 36 episodi di truffa, autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) e abusivismo finanziario (art. 166 d.lgs. 58/1998). I principali motivi di ricorso contestavano: l'erronea interpretazione dell'art. 648-ter.1 rispetto al reinvestimento di proventi illeciti nel gioco d'azzardo ritenuto autoriciclaggio; la mancanza del dolo specifico e l'inidoneita delle condotte a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa; la qualificazione e sussistenza del reato di abusivismo finanziario; vizi motivazionali e contraddittorieta' sulla ricostruzione dei fatti; la mancata concessione delle attenuanti generiche; l'errata applicazione della diminuzione di pena per il rito abbreviato prevista dall'art. 442 c.p.p.; e, infine, la sopravvenuta improcedibilita' di due capi (L17 e L18) per remissione di querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha confermato la maggior parte delle statuizioni di merito: ha riconosciuto la sussistenza dell'autoriciclaggio anche quando i proventi sono reinvestiti nel gioco d'azzardo, aderendo all'orientamento di legittimita' che considera il gioco come attivita' speculativa idonea a ostacolare la tracciabilita' dei proventi. Ha altresi' confermato la qualificazione di abusivismo finanziario con motivazione congrua e la possibilita' di concorso con i reati di truffa. Tuttavia la Corte ha accolto due rilievi del ricorrente: (i) ha dichiarato estinti per remissione della querela i reati contestati ai capi L17 e L18 e ha annullato la sentenza limitatamente a questi capi senza rinvio; (ii) ha rilevato un errore nella riduzione della pena per il rito abbreviato e ha ricalcolato direttamente la pena complessiva. Dopo l'espunzione dei due capi e la conseguente ricalcolazione, la pena definitiva e' stata rideterminata in tre anni, undici mesi e tre giorni di reclusione e euro 13.592 di multa. La Cassazione ha rigettato gli altri motivi e non ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali delle parti civili in sede di legittimita', perche' queste non hanno fornito un contributo processuale utile a confutare i punti del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    La Corte ha interpretato la nozione di "attivita' speculativa" comprendendo anche il gioco d'azzardo e le scommesse: il reinvestimento di proventi illeciti nel gioco d'azzardo puo' integrare l'autoriciclaggio quando renda concreta l'ostacolazione dell'identificazione della provenienza delittuosa.

  • art. 166 d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF)

    Il reato di abusivismo finanziario e' reato di pericolo presunto che sanziona lo svolgimento sistematico e professionale di attivita' di investimento o gestione di risparmi senza autorizzazione; puo' concorrere con la truffa e si configura anche quando vi sia raccolta di capitale da un pubblico non predeterminato con proposta di operazioni finanziarie non autorizzate.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Prevede la diminuzione di pena per la scelta del rito abbreviato pari a un terzo; la Corte ha rilevato una applicazione difforme in appello e ha disposto la riduzione corretta in sede di cassazione.

  • art. 2, comma 1, lett. o), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Prevede la sopravvenuta improcedibilita' di reati in seguito a remissione della querela da parte della persona offesa; applicata per dichiarare estinti i capi L17 e L18.

  • art. 620, lett. I) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di determinare direttamente le conseguenze di ordine penale (compensi e quantificazione della pena) mediante operazioni aritmetiche quando l'annullamento e' limitato a profili di calcolo, come qui per la riduzione e la ricalcolazione della pena.

  • artt. 192 e 533 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate nel ricorso in relazione ai vizi della motivazione; la Corte le ha considerate nella verifica della correttezza della motivazione di appello e le ha ritenute non sussistenti sui punti definitivi respinti.

  • art. 132 cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto non sussistenti elementi tali da giustificare il riconoscimento delle generiche alla luce della tardiva confessione e della parzialita' dei risarcimenti.

Massime di principio

  • Il reinvestimento di proventi illeciti nel gioco d'azzardo puo' integrare il reato di autoriciclaggio quando renda difficoltosa o ostacoli la ricostruzione della provenienza delle somme: il gioco d'azzardo puo' essere considerato attivita' speculativa ai fini dell'art. 648-ter.1 c.p.
  • L'elemento soggettivo per l'autoriciclaggio e' il dolo generico: e' sufficiente la consapevolezza e volonta' di compiere condotte che concretamente ostacolano gli accertamenti sulla provenienza dei beni, non e' richiesto un fine specifico piu grave.
  • Il reato di abusivismo finanziario e' un reato di pericolo presunto che sussiste quando vi e' una serie coordinata di atti compiuti con professionalita' in favore di un pubblico non predeterminato; puo' coesistere con reati di truffa quando vi sono aspetti diversi di pericolo e danno.
  • La remissione della querela da parte della persona offesa comporta, ove prevista dalla normativa vigente, l'estinzione della procedibilita' per i reati consentiti dalla figura della querela e la conseguente espunzione delle relative condanne.
  • La diminuzione di pena per il rito abbreviato prevista dall'art. 442 c.p.p. e' pari a un terzo salvo specifiche ragioni di fatto, e la sua applicazione deve essere calcolata correttamente; in caso di errore la Cassazione puo' rideterminare la pena mediante operazioni aritmetiche ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • In sede di legittimita' le interpretazioni alternative dei fatti proposte dalla difesa (es. ludopatia, uso personale dei proventi) non sono valutabili come fondate se la motivazione di merito e' congrua; la Corte di Cassazione verifica vincoli di diritto e correttezza logico-giuridica ma non riconsidera apprezzamenti di fatto ben motivati.

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