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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26569/2022 del 09/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (consorzio)

La controversia

Il contribuente ha impugnato una cartella esattoriale con cui gli era stato richiesto il pagamento di euro 5.443,00 per quote consortili di bonifica relative agli anni 2003 e 2004. Il ricorso era stato accolto in primo grado, ma la commissione tributaria regionale lo aveva respinto ritenendo la cartella adeguatamente motivata con richiamo al piano di classifica e presumendo, per effetto dell'inclusione del fondo nel comprensorio consortile, l'esistenza del vantaggio diretto derivante dalle opere di bonifica. In cassazione il contribuente ha dedotto due motivi: (1) omesso esame di un fatto decisivo, perché la sentenza d'appello avrebbe affermato circostanze non vere, cioè l'esistenza e il richiamo a un piano di classifica che, secondo il ricorrente, era in realtà assente; (2) violazione dell'art. 23 della legge regionale Calabria n. 11 del 2003, norma poi dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. La censura sostanziale mirava a contestare la debenza del contributo e la presunzione del vantaggio diretto dell'immobile.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile o comunque infondata la doglianza ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., perché non vi era stato omesso esame di un fatto storico decisivo, ma una presa di posizione della CTR sulle questioni controverse, con adesione alla tesi del consorzio; ha inoltre escluso la fondatezza del secondo motivo, osservando che la sentenza impugnata non aveva applicato l'art. 23 della legge regionale Calabria n. 11 del 2003, dichiarato incostituzionale, e che dunque era superfluo ogni esame della relativa questione. La Corte ha poi ribadito l'orientamento secondo cui, nelle opposizioni a cartella per contributi di bonifica, il vantaggio diretto e immediato per l'immobile si presume quando il piano di classifica sia approvato e il bene sia incluso nel perimetro consortile, gravando sul contribuente l'onere di provare l'inadempimento del consorzio rispetto alle indicazioni del piano; in assenza di tali presupposti, l'onere probatorio si sposta sul consorzio. Nessuna pronuncia sulle spese per mancanza di attività difensiva dell'intimato. È stato inoltre disposto l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio

    Il vizio denunciabile riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico, preciso e decisivo, non di questioni o argomentazioni; se il giudice di merito ha preso posizione sui temi controversi, la censura è inammissibile o comunque infondata.

  • art. 860 c.c.

    In materia di contributi di bonifica indica, insieme alla normativa speciale, il presupposto del vantaggio diretto e immediato per l'immobile come base del contributo.

  • art. 10 del r.d. n. 215 del 1933

    Il contributo di bonifica presuppone il vantaggio diretto e immediato per l'immobile; tale presupposto può operare in via presuntiva secondo i criteri del piano di classifica e del perimetro consortile.

  • art. 23 della legge della Regione Calabria n. 11 del 2003

    La Corte rileva che la sentenza impugnata non ha applicato questa disposizione, poi dichiarata incostituzionale, rendendo superfluo l'esame delle questioni ad essa relative.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    In caso di rigetto del ricorso va dato atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    Costituisce il parametro dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato richiamato dal comma 1-quater.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Ha introdotto l'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. è configurabile solo se il giudice di merito ha completamente omesso l'esame di un fatto storico decisivo oggetto di discussione, non quando abbia semplicemente valutato i fatti e aderito a una delle tesi contrapposte.
  • Le questioni o le argomentazioni difensive non coincidono con il "fatto decisivo" rilevante ai fini del n. 5 dell'art. 360 c.p.c.; una censura che investa solo la motivazione giuridica o il ragionamento decisorio, senza un omesso esame storico, non è ammissibile sotto tale profilo.
  • In tema di contributi di bonifica, il vantaggio diretto e immediato dell'immobile può presumersi quando sia stato approvato il piano di classifica e il bene rientri nel perimetro di intervento consortile; in tal caso il contribuente deve dimostrare che il consorzio non abbia rispettato le indicazioni del piano o che il vantaggio manchi in concreto.
  • Se non risultano approvato il piano di classifica o la ricorrenza dei presupposti presuntivi, l'onere di provare la proprietà dell'immobile nel comprensorio e il concreto beneficio derivante dalle opere consortili grava sul consorzio.
  • La declaratoria di incostituzionalità di una norma regionale è irrilevante se la decisione impugnata non ha effettivamente applicato quella norma, potendo la Corte escludere l'esame di questioni che ne presuppongano l'applicazione.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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