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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32879/2024 del 16/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il contenzioso riguarda la daziabilità delle royalties pagate dalla contribuente e la conseguente irrogazione di sanzioni doganali: l'Agenzia impugnava la decisione di secondo grado che aveva annullato l'atto di irrogazione delle sanzioni per omissione di includere le royalties nel valore in dogana. L'Agenzia sosteneva fra l'altro l'assenza delle condizioni di incertezza normativa che giustificassero la disapplicazione delle sanzioni; Perletti ha resistito e ha proposto ricorso incidentale deducendo (i) errata applicazione da parte del giudice di rinvio dei principi contenuti nella sentenza di legittimità (soprattutto sulla verifica dell'esistenza di un potere di controllo/orientamento della licenziante e sul carattere condizionale delle royalties rispetto alla vendita) e (ii) violazione dello Statuto del contribuente per non aver ritenuto rilevante la prassi comunitaria cui la società aveva fatto riferimento

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso incidentale proposto da Perletti, ha dichiarato assorbiti il ricorso principale dell'Agenzia e l'altro motivo incidentale e ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. La causa è rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, perché verifichi, alla luce delle indicazioni contenute nella sentenza di cassazione n. 10685/2020, se sussista un potere di controllo (anche indiretto) da parte del beneficiario delle royalties che renda le royalties condizione della vendita e quindi da computare nel valore in dogana; decisione sulle spese demandata al giudice di rinvio

Norme richiamate

  • art. 8, decreto legislativo n. 546/1992

    Rilevata in relazione alla corretta applicazione delle norme processuali in sede di impugnazione; la Corte ha esaminato se il giudice del rinvio abbia rispettato i limiti imposti dalla sentenza di legittimità

  • art. 10, comma 3, Statuto del Contribuente (legge n. 212/2000)

    Richiamato in relazione alla tutela del contribuente (legittimo affidamento); la Corte ha osservato che l'onere di dimostrare l'incertezza normativa grava sul contribuente

  • art. 6, comma 2, decreto legislativo n. 472/1997

    Rilevato in tema di condizioni per la disapplicazione di sanzioni per incertezza normativa; la Corte ha valutato se ricorressero tali condizioni

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale invocata per vizio di diritto (violazione e falsa applicazione di norme di diritto) nel ricorso per cassazione e nel ricorso incidentale

  • art. 366, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Citato in relazione all'eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione (forma e contenuto del ricorso)

  • art. 63, decreto legislativo n. 546/1992

    Invocato nel ricorso incidentale contro la condotta del giudice di rinvio e per i limiti del giudizio di rinvio

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (art. 32 e segg.)

    Normativa comunitaria sul codice doganale citata come fonte normativa per la delimitazione della nozione di valore in dogana e delle condizioni per includere royalties

  • Regolamento (CEE) n. 2454/93 (art. 157 e segg.)

    Richiamato in relazione alle disposizioni di applicazione del codice doganale circa la valutazione del valore in dogana e i collegamenti contrattuali

  • art. 303 Testo unico 23 gennaio 1973, n. 43

    Richiamato con riferimento alla disciplina doganale e all'eventuale rettifica delle dichiarazioni doganali

  • art. 70, d.P.R. 26 settembre 1972, n. 633

    Norma correlata alle questioni Iva menzionate nel contesto del contenzioso; la sua violazione era stata oggetto di motivi di impugnazione precedenti

  • art. 267 Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFEU)

    Evocato nella prospettazione di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia per interpretare norme comunitarie relative alla daziabilità delle royalties

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio il giudice di merito deve attenersi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione: non può riformulare o ampliare il thema decidendum oltre i limiti stabiliti dalla sentenza di legittimità
  • La verifica della daziabilità delle royalties è fattuale e richiede accertamento sulla sussistenza di un potere di controllo/orientamento (anche indiretto) del beneficiario delle royalties sul produttore o sull'acquirente, nonché se il pagamento della royalty costituisce condizione della vendita
  • La formazione del giudicato (anche implicito) è circoscritta: non ogni richiamo alla sentenza di cassazione equivale all'enunciazione di un principio applicabile automaticamente senza che il giudice di rinvio compia le verifiche di fatto richieste
  • L'onere di provare l'esistenza di un'oggettiva incertezza normativa, idonea a giustificare la disapplicazione di sanzioni, grava sul contribuente che la invoca
  • La prassi e i documenti interpretativi comunitari possono essere utili per la formazione dell'affidamento del contribuente, ma la loro rilevanza va valutata nel contesto dell'interpretazione e dell'applicazione delle norme comunitarie e nazionali vigenti al momento dell'operazione
  • Quando il beneficiario delle royalties è diverso dal venditore (rapporto trilaterale), occorre specificamente accertare se esista un legame o un controllo tale da far partecipare quel beneficiario alla condizione di vendita che vincola l'operazione doganale

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