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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32707/2024 del 16/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa a un appalto per manutenzione straordinaria delle facciate e aree esterne: la ditta appaltatrice (Contini) chiedeva il pagamento dei SAL e di ulteriori somme; il Condominio oppose per vizi dell'opera e mancato collaudo; i condomini Terzani proposero domanda riconvenzionale per danni e per l'illegittima occupazione del loro giardino che avrebbe impedito l'uso della proprietà. In appello e in cassazione si sono discusse anche questioni procedurali (notifiche tardive dell'appello), penali per ritardo, e la liquidazione di indennità per occupazione temporanea del fondo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della Costruzioni Generali Contini S.r.l. (inammissibile l'appello principale per tardiva notifica verso il Condominio), ha dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato del Condominio e ha accolto, in parte, il primo motivo del ricorso incidentale proposto da Terzani Diego e Dario: la Corte ha affermato il principio secondo cui l'art. 843 c.c. configura un'obbligazione propter rem e legittima il riconoscimento di un'adeguata indennità, liquidabile equitativamente, in presenza di prova dell'occupazione temporanea dell'area anche per la sola preclusione della potenziale facoltà di uso. La sentenza d'appello è stata cassata limitatamente al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione, per la quantificazione e le determinazioni conseguenti; le altre censure del ricorso principale sono state respinte o dichiarate inammissibili.

Norme richiamate

  • art. 843 c.c.

    se l'accesso cagiona danno, è dovuta una adeguata indennità

    La Corte ha interpretato l'art. 843 c.c. come fonte di un'obbligazione propter rem: la prova dell'occupazione temporanea dell'area legittima il riconoscimento di un'adeguata indennità liquidabile equitativamente, anche quando l'occupazione preclude solo la potenziale facoltà di uso (danno-evento), senza che sia sempre necessaria la prova puntuale dell'entità del danno (danno-conseguenza).

  • art. 331 c.p.c.

    Richiamato per precisare i casi in cui l'inosservanza dell'integrazione del contraddittorio può determinare inammissibilità dell'appello; la Corte ha ritenuto però che, essendo le cause scindibili, non sussisteva litisconsorzio necessario che impedisse l'impugnazione autonoma.

  • art. 325 c.p.c.

    Usato per il principio secondo cui, ai fini della tempestività, la proposizione del primo appello produce conoscenza legale della sentenza e il termine breve decorre da tale proposizione; la rinnovazione notificatoria effettuata dopo il termine breve non è idonea a sanare la tardività.

  • art. 334 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'effetto travolgente dell'inammissibilità dell'appello principale sull'appello incidentale tardivo; la Corte ha confermato che l'inammissibilità del principale può rendere inefficace l'incidentale tardivo.

  • art. 2697 c.c.

    Rilevato in tema di onere della prova; la Corte ha richiamato i principi sulla prova del danno e sulla distinzione tra danno-evento e danno-conseguenza, precisando limiti alla sindacabilità della valutazione probatoria in sede di legittimità.

  • artt. 1661, 1665, 1667 c.c. (disciplina dell'appalto)

    Richiamati dalle parti in ordine a obblighi dell'appaltatore, collaudo e trattenute; la Cassazione ha però escluso la revisione delle relative statuizioni di merito ritenute non tempestivamente impugnate o insindacabili in sede di legittimità nel presente giudizio.

  • art. 91 e art. 92 c.p.c.

    Richiamati con riferimento alla liquidazione delle spese processuali e ai criteri di soccombenza; la Corte ha ritenuto infondata la censura relativa a omessa o errata compensazione delle spese, nei limiti esaminati.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato solo in ordine all'eventuale pagamento di un contributo unificato aggiuntivo dovuto dalla ricorrente principale in caso di sua condanna alle spese di cassazione.

Massime di principio

  • In cause derivanti da più decreti ingiuntivi e opposizioni riunite, le controversie possono risultare scindibili: ogni capo dotato di autonoma portata decisionale genera giudicati separati e deve essere impugnato tempestivamente nei confronti delle specifiche parti coinvolte; la tempestiva notifica dell'appello rispetto a ogni parte è essenziale.
  • Un vizio di notificazione (notifica tentata ma non perfezionata) può rendere l'appello inammissibile se la rinnovazione valida avviene dopo il decorso del termine breve: la nuova notifica non sana la tardività rispetto al termine breve decorrente dalla prima impugnazione.
  • Art. 843 c.c.: l'occupazione temporanea di un fondo altrui per l'esecuzione di lavori può dare diritto a un'adeguata indennità anche senza prova dettagliata del quantum del danno; è sufficiente provare l'occupazione significativa (danno-evento) e la quantificazione può essere fatta equitativamente.
  • Distinguere sempre tra danno-evento (l'evento lesivo provato, es. l'occupazione) e danno-conseguenza (la misura del pregiudizio): per il primo è richiesto l'accertamento dell'evento, per il secondo la quantificazione può essere presuntiva o equitativa quando manchino elementi oggettivi concreti.
  • In sede di cassazione la valutazione del merito probatorio è limitata: le critiche generiche all'attendibilità di testimoni o alla valutazione della prova sono spesso inammissibili se non offerte con specificità e se non tempestivamente sollevate in grado di merito.
  • L'inammissibilità dell'appello principale può compromettere la posizione degli appelli incidentali tardivi: quando il principale è dichiarato inammissibile per tardività, l'incidentale collegato può essere inefficace ai sensi dell'art. 334 c.p.c.

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