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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37830/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il vincolo cautelare sulla somma di euro 49.353,00 ritenuta pertinente al reato di autoriciclaggio e all'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il difensore ha dedotto: (i) illegittima duplicazione del vincolo poiché parte della stessa somma sarebbe già stata oggetto di sequestro/confisca nel procedimento per il reato previsto dall'art. 74 d.P.R. 309/90; (ii) violazione del divieto del ne bis in idem processuale ai sensi dell'art. 649 c.p.p., per mancato esame adeguato della coincidenza dei fatti tra i procedimenti.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato che, secondo l'orientamento più recente, il "prodotto"/profitto del reato di autoriciclaggio coincide con l'intero valore delle somme oggetto di condotte dissimulatorie (e quindi è assoggettabile a vincolo ai sensi dell'art. 648‑quater c.p.). Tuttavia è illegittima la duplicazione del vincolo sugli stessi beni se questi sono già stati acquisiti come profitto del reato presupposto; nel caso concreto il Tribunale di Potenza ha motivato in modo coerente che non risultava dimostrata corrispondenza tra i profitti confiscati nel procedimento per associazione e quelli oggetto del vincolo impugnato, per cui il provvedimento cautelare è legittimo. Quanto al ne bis in idem processuale, la Corte ha richiamato la triade condotta‑nesso causale‑evento naturalistico per l'accertamento dell'idem factum e ha osservato che, trattandosi di procedimenti pendenti e non definitivi e di reati in concorso formale perseguiti simultaneamente, non opera il divieto di doppia persecuzione. Il ricorrente è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648‑quater cod. pen.

    La Corte interpreta il "prodotto"/profitto del reato di riciclaggio/autoriciclaggio come l'intero valore delle somme oggetto di condotte dissimulatorie; tali somme sono assoggettabili al vincolo. Tuttavia non è consentita la duplicazione del vincolo sugli stessi beni già acquisiti come profitto del reato presupposto, salvo che non risulti che i beni non siano già stati assorbiti nel precedente vincolo.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Norma sul traffico di sostanze stupefacenti indicata come reato presupposto; nel caso ha dato origine al procedimento separato per associazione finalizzata al narcotraffico, dal quale sono derivati sequestri di proventi.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Strumento processuale collegato al divieto del ne bis in idem; la Corte richiama che per attivarlo occorre l'idem factum accertabile attraverso la coincidenza della triade condotta‑nesso causale‑evento. Non opera quando i procedimenti, pur concernendo fatti collegati, sono pendenti simultaneamente e concerne reati autonomi in concorso formale.

  • art. 321, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato per la funzione "ripristinatoria" della confisca; tale funzione giustifica l'estensione delle misure cautelari reali che anticipano la confisca per impedire l'inquinamento dell'economia legale con beni illeciti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese del procedimento a carico della parte che ha proposto il ricorso, applicata nella pronuncia che rigetta il ricorso.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 200/2016

    Richiamata per il principio secondo cui l'accertamento dell'idem factum richiede il confronto basato sulla triade condotta‑nesso causale‑evento; la Corte costituzionale autorizza la punizione di più reati derivanti da un'unica condotta quando la normativa li contempla come autonoma scelta incriminatrice.

  • art. 7 Protocollo n. 4 Convenzione EDU

    Principio sovranazionale citato (divieto di essere perseguiti più volte per lo stesso fatto) usato per sostenere il criterio applicativo dell'idem factum anche in fase di procedimenti non definitivi.

  • art. 50 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

    Richiamato come presidio sui diritti fondamentali afferenti al divieto di doppia persecuzione; contribuisce al parametro interpretativo sull'ambito di applicazione del ne bis in idem processuale.

Massime di principio

  • Il "profitto" di riciclaggio/autoriciclaggio è l'intero valore delle somme/beni oggetto di operazioni dissimulatorie: in generale si possono vincolare tali importi, non solo un "quid pluris" rispetto al reato presupposto.
  • Non è legittima la duplicazione del vincolo sugli stessi beni: se gli stessi beni sono già stati acquisiti come profitto del reato presupposto, la difesa può ottenere la rimozione del duplicato vincolo dimostrando la corrispondenza patrimoniale.
  • Per sostenere il ne bis in idem processuale occorre dimostrare l'idem factum secondo la triade condotta‑nesso causale‑evento; la mera sovrapposizione soggettiva (stessa persona) non è sufficiente.
  • La prosecuzione simultanea di procedimenti distinti che riguardano reati autonomi commessi con la stessa condotta (concorso formale) è ammissibile; il divieto processuale del bis opera soprattutto quando esista una pronuncia definitiva su quei fatti.
  • In controversie su vincoli patrimoniali è cruciale chiedere e ottenere un'analisi documentale e contabile che metta a confronto gli atti di sequestro/confisca nei diversi procedimenti per dimostrare eventuali sovrapposizioni di asset.
  • In sede di impugnazione dei provvedimenti cautelari reali, il giudice verifica sia il fumus commissi delicti sia il periculum in mora; la mancata prova dell'identità degli oggetti del vincolo rispetto ad altri sequestri rende più difficile ottenere l'annullamento cautelare.

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