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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17861/2026 del 18/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell'autovettura Volkswagen Tiguan. I ricorrenti hanno dedotto: (i) violazione del giudicato cautelare per un precedente provvedimento di annullamento relativo alla stessa auto; (ii) carenza e contraddittorietà della motivazione e mancanza di indizi della disponibilità dell'auto da parte dell'indagato; (iii) violazione dei presupposti per il sequestro (mancanza di fumus commissi delicti e di periculum in mora, violazione del principio di proporzione); (iv) omessa valutazione degli elementi difensivi e della buona fede del terzo proprietario (il padre).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondato il primo motivo: il precedente annullamento non preclude la reiterazione del sequestro se fondato su nuovi elementi istruttori. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva correttamente valutato il fumus (auto acquistata con somme sproporzionate rispetto ai redditi e riconducibili a illeciti) e il periculum (necessità della anticipazione dell'effetto ablativo, carattere fittizio dell'intestazione), nonché la disponibilità effettiva del bene in capo all'indagato. Ha inoltre richiamato i limiti del ricorso per cassazione ex art. 325 c.p.p. e le ragioni di inammissibilità per i restanti motivi attinenti alla motivazione. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 ciascuno alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma sostanziale che incrimina il traffico di stupefacenti; utilizzata per qualificare il fatto ascritto all'indagato e come riferimento per l'accertamento del "fumus" necessario al sequestro preventivo.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina della confisca per sproporzione (beni di valore ingiustificato); la Corte osserva che questa confisca ha presupposti diversi dalla confisca ordinaria e richiede accertamenti su sproporzione e mancata giustificazione della provenienza dei beni.

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309 del 1990

    art. 85-bis d.P.R. n. 309 del 1990

    Rinvio alla disciplina della confisca speciale nel quadro della normativa sugli stupefacenti; il sequestro preventivo è finalizzato alla confisca di cui a tale normativa.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede motivazione, in particolare sul periculum in mora, quando si anticipa l'effetto ablativo rispetto al giudizio.

  • artt. 322-bis e 324 cod. proc. pen.

    artt. 322-bis e 324 cod. proc. pen.

    Richiamati come tipologie di ordinanze cui si applicano le regole di impugnazione via art. 325 c.p.p.; rilevano per la delimitazione del rimedio di cassazione.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per Cassazione contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322-bis e 324, limitando il rimedio alle ipotesi di violazione di legge.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione avverso le sentenze di condanna; la Corte ne richiama i principi interpretativi per distinguere i vizi di motivazione radicali (ammissibili ex art. 325) dalle mere illogicità manifeste (rimediabili con art. 606 lett. e) nel diverso ambito).

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca ordinaria; citata per distinguere la confisca ordinaria dalla confisca per sproporzione disciplinata dall'art. 240-bis.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente l'irrogazione della somma a favore della Cassa delle Ammende in caso di responsabilità nella proposizione del ricorso; applicata per l'obbligo di versamento di €3.000,00 da parte di ciascun ricorrente.

Massime di principio

  • Un precedente annullamento cautelare non impedisce la reiterazione di un sequestro sugli stessi beni se emergono nuovi elementi o approfondimenti istruttori che giustificano la nuova misura.
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione (art. 240-bis) richiede accertamenti sia sul "fumus" (astratta configurabilità del reato pertinente) sia sul "periculum" (indizi seri di sproporzione e mancata giustificazione della provenienza dei beni); la motivazione su questi punti deve essere concisa ma adeguata.
  • La titolarità formale del bene può essere disconosciuta se risultano prove che ne attestano la disponibilità effettiva dell'indagato e la fittizietà dell'intestazione.
  • In sede di cassazione avverso ordinanze cautelari (art. 325 c.p.p.) la valutazione è limitata a vizi di legge o a vizi della motivazione così gravi da renderla del tutto inidonea; le censure di mera illogicità della motivazione hanno limiti procedurali diversi.
  • La parte che impugna in Cassazione deve sollevare motivi corrispondenti a quelli già prospettati nei gradi precedenti; nuove doglianze non sollevate o non sviluppate nei gradi antecedenti rischiano l'inammissibilità.
  • In presenza di indizi di spaccio e di somme sproporzionate rispetto ai redditi denunciati, l'autorità può legittimamente ritenere la provenienza illecita e disporre il sequestro preventivo del patrimonio ritenuto correlato all'attività delittuosa.

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