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Ordinanza

Ordinanza n. 543/2026 - Roma, Sezione 1T

Ricorso per l’efficienza della pubblica amministrazione ai sensi degli artt. 1 e 3 D. Lgs. n. 198/2009 e per l’accertamento della lesione diretta, concreta e attuale dei diritti e degli interessi dei ricorrenti per mancata conclusione dei procedimenti amministrativi di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno per stranieri disciplinato dagli artt. 5 e ss. D: Lgs. n. 286/1998 nonché per la condanna delle amministrazioni resistenti al ripristino della funzione amministrativa attribuita, attraverso tutte le azioni ritenute anche medio tempore idonee a risolvere in modo sistematico e generale il disservizio prodotto

Giustizia amministrativa202510018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza istruttoriaaltro

Atto impugnato: Gestione della fase compresa tra l'invio del kit postale e la convocazione del primo appuntamento presso la Questura di Roma nelle procedure di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno promosso una ricorso per l'efficienza della pubblica amministrazione ai sensi degli artt. 1 e 3 del d.lgs. n. 198/2009, chiedendo l'accertamento della lesione diretta, concreta e attuale dei propri diritti e interessi derivante dalla mancata conclusione, nei termini, della fase iniziale dei procedimenti di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno. La contestazione riguarda esclusivamente il periodo tra l'invio del kit postale da parte dello straniero e la convocazione del primo appuntamento presso la Questura di Roma, rispetto al quale è stata dedotta una sistematica violazione del termine di conclusione del procedimento. È stato inoltre chiesto di ordinare alle amministrazioni il ripristino della funzione amministrativa mediante le azioni idonee a rimuovere in modo sistematico e generale il disservizio, nei limiti delle risorse già assegnate e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

La decisione

Il TAR non ha ancora definito la domanda principale e ha disposto un adempimento istruttorio ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a. a carico del Ministero dell'Interno e della Questura di Roma, per il tramite dell'Avvocatura Generale dello Stato, con termine di novanta giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza o dalla notifica se anteriore. La relazione dovrà fornire dati sulle risorse umane, strumentali e finanziarie dell'ufficio immigrazione; sul personale previsto ed effettivamente in servizio; sull'impiego di lavoratori interinali; sui sistemi informatici; sul numero dei kit ricevuti e sui tempi medi di fissazione degli appuntamenti prima e dopo la diffida del 10 aprile 2025; sulle eventuali misure organizzative correttive e sull'incremento degli appuntamenti giornalieri; sulle cause del disservizio; sulla durata degli adempimenti a carico dei privati; nonché su dati comparativi relativi alle altre Questure del Lazio e alle Questure di Milano, Napoli e Palermo. Dovranno essere chiariti anche i margini per eventuali trasferimenti di personale e le mansioni non delegabili ai lavoratori interinali. Il giudice ha fissato per il prosieguo l'udienza pubblica del 29 settembre 2026.

Norme richiamate

  • artt. 1 e 3 d.lgs. n. 198/2009

    class action per l'efficienza della pubblica amministrazione

    Consentono di accertare l'inefficienza dell'azione amministrativa in relazione a funzioni pubbliche attribuite dalla legge e di imporne la rimozione nei limiti delle risorse già assegnate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  • artt. 5 e ss. d.lgs. n. 286/1998

    procedimenti amministrativi di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno per stranieri

    Costituiscono il quadro normativo di riferimento dei procedimenti amministrativi oggetto della contestata gestione.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Costituiscono la base processuale per disporre l'acquisizione di una relazione e degli elementi istruttori necessari alla decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio per l'efficienza della pubblica amministrazione ai sensi del d.lgs. n. 198/2009, il giudice può acquisire dati puntuali sulle risorse disponibili, sui carichi di lavoro, sui tempi medi di trattazione e sulle misure organizzative adottate, al fine di verificare concretamente l'esistenza e la persistenza di una disfunzione amministrativa sistemica.
  • Quando la contestazione riguarda una procedura amministrativa articolata in più fasi, l'oggetto del giudizio può essere circoscritto alla specifica fase nella quale viene dedotta la violazione sistematica dei termini, senza estendersi alle fasi successive non comprese nella domanda.
  • Per accertare l'inefficienza di una funzione pubblica non è sufficiente considerare astrattamente il ritardo: occorre acquisire elementi comparativi e organizzativi relativi a risorse umane e strumentali, volumi delle pratiche, tempi di lavorazione, adempimenti imputabili ai privati e possibili interventi correttivi compatibili con le risorse assegnate.
  • Nell'ambito di un'azione per l'efficienza amministrativa, l'istruttoria può riguardare anche la possibilità di riorganizzare le risorse interne o trasferire personale, purché siano valutati i limiti derivanti dalla normativa di settore e dall'esigenza di non compromettere le altre funzioni pubbliche affidate all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAzione collettiva contro la PAPermesso di soggiorno
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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