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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24025/2023 del 05/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa a un periodo di un mese e 18 giorni di custodia cautelare (carcere e arresti domiciliari). Il ricorrente censura la qualificazione iniziale del fatto ai sensi dell'art. 416-ter c.p. (scambio elettorale politico-mafioso) nonostante, secondo la difesa, non vi fosse materiale erogazione di denaro e non fosse pacifico un orientamento giurisprudenziale che consentisse applicare l'art. 416-ter senza la materialità del pagamento; perciò la misura cautelare sarebbe stata illegittima e andrebbe riparata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la misura cautelare fosse fondata su elementi indiziari concreti (intercettazioni ambientali in cui Battaglia prometteva la dazione di euro 20.000 a un esponente della 'ndrangheta per procurare voti) e che, al momento dell'adozione della misura, la qualificazione del fatto come 416-ter era sorretta da orientamenti di legittimità consolidati (es. Sez.1, n.32820/2012) che ritenevano sufficiente la promessa per la consumazione del reato. Anche la successiva riqualificazione in art.96 DPR 361/1957 non legittima la riparazione se la qualificazione cautelare era plausibile ex ante; inoltre la normativa e la giurisprudenza (art.314 c.p.p.) escludono il diritto alla riparazione per gli effetti di mutamenti successivi nella disciplina o nell'interpretazione della norma. La Corte ha quindi rigettato il ricorso e condannato gli eredi al pagamento delle spese processuali; non ha invece disposto la condanna del Ministero dell'Economia e delle Finanze alle spese sulla base della memoria generica depositata.

Norme richiamate

  • art. 416-ter cod. pen.

    introdotto e poi modificato dalla legge 17 aprile 2014, n.62; disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso

    La Corte rileva che, secondo un orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, anche nella formulazione precedente alla modifica del 2014 il reato poteva consumarsi con la mera promessa (scambio di promesse), rendendo plausibile la qualificazione cautelare all'epoca del provvedimento

  • art. 96 d.P.R. 30 marzo 1957, n.361

    corruzione in materia elettorale

    Norma con cui il fatto è stato successivamente riqualificato dalla Corte di Cassazione per il caso concreto quando si è ritenuto necessario richiedere la concreta erogazione del denaro per integrare la fattispecie più grave

  • art. 7 d.l. 13 maggio 1991, n.152

    c.d. aggravante di collegamento con organizzazioni mafiose (richiamata in ordinanza)

    La presenza dell'aggravante è stata ritenuta idonea a mantenere la sussistenza delle condizioni per l'applicazione della misura cautelare anche dopo la derubricazione del fatto

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Stabilisce i presupposti del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione: il mutamento successivo della legge o dell'interpretazione giurisprudenziale non produce automaticamente il diritto alla riparazione per la parte di custodia precedente al cambiamento; il giudizio è fondato sugli elementi disponibili al giudice della cautela al momento dell'adozione del provvedimento

  • art. 616 cod. proc. pen.

    richiamato per la condanna alle spese in cassazione

    Norma procedurale che consente la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione occorre dimostrare che, al momento dell'adozione della misura cautelare, la stessa era illegittima sulla base degli elementi ex ante a disposizione del giudice della cautela; cambiamenti successivi di legge o di interpretazione non bastano di per sé a fondare il diritto alla riparazione
  • Quando esiste un orientamento giurisprudenziale di legittimità che rende plausibile una certa qualificazione del fatto (anche se poi la giurisprudenza muta), la misura cautelare basata su quella qualificazione è difficilmente riconoscibile come ingiusta ai fini della riparazione
  • Nel reato di scambio elettorale politico-mafioso (art.416-ter), la consumazione può essere interpretata, a seconda dell'orientamento giurisprudenziale vigente al momento del fatto, sia con riferimento alla sola promessa sia come collegata alla materiale erogazione: pertanto è cruciale valutare quale fosse l'orientamento prevalente all'epoca della misura
  • La condotta dell'indagato (es. promesse esplicite, comportamento ambiguo o gravemente colposo) può rendere legittima la misura cautelare anche se successivamente la fattispecie viene derubricata
  • Gli eredi possono essere tenuti al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso presentato dal de cuius; la memoria generica del Ministero non comporta automaticamente la condanna per le spese nei suoi confronti

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