Cassazione Penale, Sentenza n. 9671/2024 del 06/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Vizzini chiedeva l'ammissione alla liberazione condizionale ai sensi dell'art. 16-nonies d.l. n. 8/1991 (conv. L. n. 82/1991), sostenendo che la sua collaborazione con la giustizia e il comportamento carcerario dimostravano il ravvedimento e la recisione dei legami criminali. Denunciava l'inosservanza e la erronea applicazione degli artt. 176 cod. pen. e 16-nonies nonché la contraddittorietà della motivazione del Tribunale di sorveglianza che aveva respinto l'istanza ritenendo insufficiente il grado di ravvedimento e la mancanza di elementi positivi di impegno riparativo (assenza di attività di volontariato, lavoro o studio e una violazione del 18/12/2019).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza. Ha ritenuto conforme la motivazione del Tribunale, richiamando la giurisprudenza che stabilisce come la collaborazione non determini di per sé la presunzione di ravvedimento: è necessario che sussistano ulteriori elementi positivi, anche in termini di ragionevole probabilità, che dimostrino il superamento definitivo della condotta deviata e l'impegno riparativo. La Corte ha ritenuto legittimo il richiamo al principio di progressività nella sperimentazione dei benefici penitenziari e la richiesta di un supplemento di osservazione, alla luce della gravità dei reati e dell'entità delle condanne. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 16-nonies d.l. n. 8 del 1991, conv. dalla L. n. 82 del 1991
Il requisito del ravvedimento non è presunto per i collaboratori di giustizia: la collaborazione e la mancanza di collegamenti persistenti con la criminalità non bastano. È necessario che emergano ulteriori elementi positivi, di qualsiasi natura, che attestino in termini di ragionevole probabilità l'effettiva sussistenza del ravvedimento
Norma che disciplina la liberazione condizionale; interpretata insieme all'art. 16-nonies nel senso che l'ammissione al beneficio richiede valutazione prognostica sul ravvedimento e sulla diminuzione della pericolosità sociale
Base normativa per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- La collaborazione con la giustizia è un elemento rilevante ma non automaticamente sufficiente per ottenere la liberazione condizionale: occorrono ulteriori prove di ravvedimento concreto.
- Il giudice di sorveglianza deve motivare autonomamente la valutazione prognostica sul ravvedimento, considerando sia il trattamento penitenziario sia la complessiva condotta (rapporti familiari, lavoro, studio, attività riparative/volontariato).
- Deve rispettarsi il principio di progressività: per benefici più ampi è legittimo richiedere una fase di sperimentazione e un supplemento di osservazione, specie se i reati sono gravi o denotano elevata capacità a delinquere.
- Il richiedente ha l'onere di documentare comportamenti positivi e azioni riparative successive a precedenti dinieghi per convincere della persistenza del ravvedimento.
- Violazioni anche isolate del regime detentivo o la mancanza di impegni riparativi possono giustificare il diniego e non sono necessariamente preclusivi, ma incidono sul giudizio prognostico.
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