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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18717/2025 del 09/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione; contribuente)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2009 con cui l'Ufficio, ritenuta inattendibile la contabilità e valorizzata l'antieconomicità della gestione di impresa, ha recuperato a tassazione maggiori ricavi. Il contribuente ha impugnato l'atto, ottenendo in appello l'accoglimento. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione delle norme sull'accertamento induttivo e lamentando che la CTR non avrebbe valutato complessivamente gli elementi fattuali posti a base della pretesa, in particolare il comportamento antieconomico dell'attività. Parallelamente, il contribuente ha impugnato il diniego di definizione agevolata della lite ex art. 6 d.l. n. 119/2018, fondato dall'Ufficio sulla pendenza di un procedimento penale relativo alla presunta falsità della sentenza di merito e al rischio di futura revocazione: il contribuente ha dedotto che la definizione agevolata non attribuisce discrezionalità all'Amministrazione, che il diniego si fonda su una mera ipotesi accusatoria e su una motivazione insufficiente, e che la sentenza della CTR conserva efficacia fino a eventuale revocazione.

La decisione

La Corte esamina prioritariamente il ricorso avverso il diniego di definizione agevolata, lo accoglie ritenendo illegittimo il provvedimento perché non può essere negata la definibilità della lite solo per la pendenza di un procedimento penale non definito con giudicato. Richiama il principio per cui, fino a eventuale revocazione della sentenza ai sensi dell'art. 395, n. 6, c.p.c., la decisione di merito continua a spiegare effetti e la lite resta pendente e definibile. Poiché il contribuente aveva presentato tempestiva istanza e versato la prima rata, la Corte dichiara estinto il giudizio relativo alla definizione agevolata. Quanto al ricorso dell'Agenzia contro la sentenza della CTR, il testo fornito non consente di ricostruire una pronuncia finale espressa su tale impugnazione all'interno del dispositivo trascritto; l'esito complessivo ricavabile è che il ricorso del contribuente sul diniego è accolto e la controversia agevolata è definita, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nella disciplina della definizione agevolata delle liti, la pendenza della controversia va valutata con riferimento all'esistenza di un'iniziativa giudiziaria non ancora definitivamente dichiarata inammissibile, non alla preventiva verifica della sua ritualità o fondatezza.
  • Il diniego di definizione agevolata non può essere fondato sulla sola pendenza di un procedimento penale relativo alla sentenza impugnata, se tale procedimento non sia ancora definito con provvedimento passato in giudicato.
  • Fino a eventuale revocazione, la sentenza di merito conserva efficacia e può costituire base per la definizione agevolata della lite; l'Amministrazione, se del caso, potrà agire in revocazione solo dopo l'accertamento definitivo dei presupposti di cui all'art. 395, n. 6, c.p.c.
  • La definizione agevolata si perfeziona con la domanda e con il tempestivo pagamento della prima rata o dell'importo dovuto; in tal caso il giudizio relativo alla definizione viene dichiarato estinto.
  • La mera antieconomicità della gestione, ove contestata in sede di accertamento, deve essere valutata insieme agli altri elementi istruttori per verificare la gravità, precisione e concordanza delle presunzioni poste a base della pretesa tributaria.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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