Cassazione Penale, Sentenza n. 9119/2025 del 04/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di condanna per lesioni stradali sostenendo: 1) insussistenza della colpa specifica per omessa visione dello specchietto e travisamento della sua dichiarazione; 2) inesistenza della colpa per presunto trasferimento di corsia in area vietata (linea continua), poiché secondo testi l\'auto sarebbe stata già nella corsia di svolta; 3) decisione basata su mere congetture contrarie al principio del giudizio oltre ogni ragionevole dubbio; 4) mancata valutazione di circostanze rilevanti e degli elementi probatori, in particolare della consulenza tecnica della difesa; 5) vizio di motivazione nella determinazione della sanzione e mancata applicazione della diminuzione prevista dal comma 7 dell\'art. 590-bis cod. pen., per una concause attribuite alla condotta della vittima (eccessiva velocità e sorpasso).
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto congrua e logicamente motivata la ricostruzione del merito che, supportata dalla consulenza del P.M. e dalla testimonianza oculare, ha accertato lo spostamento dell\'autovettura nella corsia di sinistra in prossimità dell\'incrocio dove la striscia longitudinale era continua, manovra vietata ai sensi dell\'art. 40 C.d.S. e idonea a provocare l\'urto con il motociclo. Perciò la censura sull\'omessa visione dello specchietto perde rilevanza: anche ove fosse stata osservata, non andava effettuato il trasferimento di corsia in zona vietata. I motivi che chiedevano rivalutazione del compendio probatorio sono stati dichiarati inammissibili per genericità e per non consentita riesamina dei fatti in sede di legittimità. La censura relativa all\'applicazione della diminuente ex art. 590-bis, comma 7, è inammissibile perché non proposta in sede d\'appello. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali.
Norme richiamate
le strisce longitudinali continue indicano "il limite invalicabile di una corsia di marcia o della carreggiata" e "non devono essere oltrepassate"
Le strisce continue delimitano un divieto di cambio di corsia; l\'oltrepassamento integra una violazione delle norme di circolazione che può essere idonea a causare responsabilità in caso di incidente
art. 590-bis cod. pen., comma 7
Prevede una diminuzione di pena se l\'evento è stato determinato anche dalla colpa della persona offesa; nel caso in esame la relativa richiesta è stata considerata inammissibile perché non sollevata in appello
disp. att. art. 173, comma 1, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata dalla ricorrente per sintetizzare i motivi di impugnazione; utilizzata a fini di formalizzazione del ricorso per cassazione
Massime di principio
- La violazione delle segnalazioni stradali orizzontali (es. striscia continua) costituisce di per sé un forte indice di responsabilità se collegabile temporalmente e causalmente all\'evento; è difficile per la difesa neutralizzare la responsabilità sostenendo solo l\'omessa visione dello specchietto quando la manovra era vietata
- La Corte di Cassazione non riesamina il merito probatorio: le censure che chiedono una diversa valutazione delle prove o la riqualificazione fattuale sono inammissibili o destinate al rigetto se il giudice di merito ha motivato logicamente la sua decisione
- Questioni nuove o attenuanti non sollevate in sede d\'appello non possono essere dedotte per la prima volta in cassazione e saranno dichiarate inammissibili
- Per ottenere risultati favorevoli in sede di legittimità è fondamentale che la difesa abbia tempestivamente e compiutamente prospettato in grado d\'appello tutti i profili di diritto e di fatto rilevanti, corredandoli di elementi tecnici e prove specifiche, perché la Cassazione valuta soprattutto la correttezza giuridica e la logicità della motivazione del merito
- Le consulenze tecniche e le testimonianze oculari, quando concordano e sono coerenti con la dinamica ricostruita, conferiscono solidità alla decisione di merito e rendono improbabile il successo di doglianze generiche in cassazione
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