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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8871/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro che aveva assolto l'imputato perché il fatto non sussisteva, ritenendo non provato il presupposto della recidiva nel biennio ai fini dell'integrazione del reato di guida senza patente (art. 116, commi 15 e 17, Codice della Strada). Il Procuratore Generale ha dedotto che era invece provata la definitività di una precedente violazione amministrativa contestata il 07/06/2017 (verbale n. 6361708226), i termini di impugnazione erano decorsi senza opposizione e dunque quella violazione doveva valere come precedente definitivo utile a integrare la recidiva biennale rispetto al fatto del 13/02/2019. Il ricorrente ha inoltre richiamato una successiva condanna del 11/01/2021 relativa a fatto del 20/07/2020, segnalando la necessità di valutare la rilevanza temporale dei precedenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che la recidiva nel biennio, elemento costitutivo dell'aggravante per guida senza patente, può essere integrata da una precedente violazione amministrativa purché definitivamente accertata. La Suprema Corte ha rilevato che l'accusa aveva fornito elementi (verbale di accertamento, nota delle forze di polizia, decorrenza dei termini per impugnare) idonei a dimostrare la definitività della violazione del 07/06/2017 e che la Corte di Appello non si era adeguatamente confrontata con tali risultanze. Ha quindi annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Catanzaro per una nuova decisione sul punto.

Norme richiamate

  • art. 116, commi 15 e 17, d.lgs. 30/04/1992 n.285 (Codice della Strada)

    La fattispecie di guida senza patente aggravata dalla recidiva nel biennio costituisce una figura autonoma di reato; la recidiva è elemento costitutivo che incide sulla rilevanza penale della condotta.

  • art. 1, d.lgs. 15/01/2016 n.8

    La depenalizzazione prevista dal decreto non si estende alle ipotesi aggravate punibili con pena detentiva; pertanto le aggravanti che comportano pena detentiva restano penalmente rilevanti.

  • art. 5, d.lgs. n.8/2016

    Per "recidiva" deve intendersi la reiterazione dell'illecito depenalizzato; la recidiva può formarsi anche sulla base di una precedente violazione amministrativa purché questa sia stata definitivamente accertata.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Consolidato orientamento secondo il quale la recidiva nel biennio richiede la definitività del precedente illecito amministrativo; la prova della definitività grava sull'accusa ma non richiede obbligatoriamente un'attestazione formale: è sufficiente un elemento probatorio concreto accompagnato dall'assenza, da parte del trasgressore, di deduzioni di aver proposto impugnazione o opposizione.

Massime di principio

  • Per integrare la recidiva nel biennio ai fini dell'aggravante per guida senza patente è necessario un precedente illecito definitivamente accertato; la mera contestazione non basta.
  • La prova della definitività del precedente amministrativo grava sull'accusa, ma non sempre è necessaria una 'certificazione' formale della definitività: elementi quali il verbale con indicazione, la nota delle forze di polizia e la prova della decorrenza dei termini di impugnazione possono essere sufficienti, salvo che il difensore non dimostri di aver proposto impugnazione/opposizione.
  • La data di definitività è rilevante temporalmente: un precedente definitivo vale solo se anteriore al fatto per cui si procede e, ai fini della recidiva biennale, occorre verificare il periodo di due anni rispetto al reato attuale.
  • Una condanna successiva (es. sentenza del 2021 relativa a fatto del 2020) non prova automaticamente la recidiva rispetto a fatti anteriori (es. 2019) se il precedente giudicato come base della condanna può essere avvenuto dopo il fatto contestato; la rilevanza temporale deve essere valutata caso per caso.
  • Per la difesa, strumenti efficaci per contrastare l'applicazione della recidiva sono la produzione di documentazione che attesti l'impugnazione/opposizione o lo stato di eventuale annullamento/pendente del precedente amministrativo; in mancanza di tali elementi, il giudice può ritenere provata la definitività in base agli elementi prodotti dall'accusa.
  • Se la corte di merito omette di confrontarsi con elementi istruttori decisivi sulla definitività del precedente amministrativo, la Cassazione può annullare e disporre il rinvio per una nuova valutazione.

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