Cassazione Penale, Sentenza n. 29426/2025 del 11/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la revoca delle condanne fondate sull'art. 75 D.Lgs. 159/2011 in ragione della declaratoria di incostituzionalità richiamata (Corte Cost. n.24/2019), sostenendo che tali condanne dovevano essere rimosse. Denuncia la violazione degli artt. 75 commi 1 e 2 D.Lgs.159/2011 e dell'art. 673 c.p.p. Il ricorrente censura il provvedimento del Tribunale di sorveglianza che, a suo avviso, ha valutato soltanto la sentenza per il reato di cui all'art. 495 c.p. e non le ulteriori condanne che erano l'oggetto della istanza di revoca.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità. La Corte ha ritenuto che la doglianza fosse del tutto generica e priva di specificità: il ricorrente ha indicato solo in termini generici le sentenze del casellario richiamate dalla pronuncia costituzionale ma non ha precisato gli estremi delle pronunce da revocare né come la loro rimozione inciderebbe sulla situazione oggetto del provvedimento impugnato. Il provvedimento impugnato aveva affermato che la condotta del ricorrente integrava il reato previsto dall'art. 495 c.p. e che le ulteriori condanne ai sensi dell'art. 75 D.Lgs.159/2011 non risultavano colpite dalla declaratoria di incostituzionalità; il ricorrente non ha confutato specificamente tali affermazioni. Per queste ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il Tribunale ha ritenuto che la condotta del ricorrente integrasse questo reato; la decisione impugnata ha fatto leva su questa qualificazione per rigettare la richiesta di revoca riferita alle condanne ritenute altrimenti.
Norma su cui il ricorrente basava la richiesta di revoca in relazione alla pronuncia di incostituzionalità; il giudice dell'esecuzione ha ritenuto che le specifiche condanne ai sensi di tale disposizione non fossero state travolte dalla dichiarazione di incostituzionalità.
art. 1 lett. a) D.Lgs. 159/2011
richiamata nella pronuncia di incostituzionalità n.24/2019
La Corte Costituzionale aveva investito e dichiarato l'incostituzionalità della disposizione indicata, ma la semplice richiamata della pronuncia costituzionale non è stata ritenuta sufficiente senza l'indicazione puntuale delle condanne da ritenere non più operative.
artt. 75 commi 1 e 2 D.Lgs. 159/2011
Specifici commi invocati dal ricorrente nella doglianza; la decisione sottolinea la necessitaà di collegare concretamente la declaratoria di incostituzionalità alle singole condanne ostative.
Norma procedurale invocata dal ricorrente per la revoca; la Corte ha applicato il principio secondo cui il ricorso deve essere autosufficiente e specifico ai fini dell'ammissibilità.
Corte Cost. n. 24/2019
Pronuncia di incostituzionalità richiamata dal ricorrente come base della revoca; la sentenza di legittimità osserva che il mero richiamo alla pronuncia costituzionale non sostituisce l'onere di indicare puntualmente le pronunce e l'effetto che la declaratoria deve avere sulle condanne.
Giurisprudenza citata (Sez.1, n.4521/2005)
Principio secondo cui l'impugnazione è inammissibile per genericità non solo quando i motivi sono aspecifici, ma anche quando manca correlazione tra le ragioni poste a fondamento dell'impugnazione e le ragioni della decisione impugnata.
Massime di principio
- Quando si chiede la revoca di condanne in ragione di una pronuncia di incostituzionalità, indicare sempre con precisione gli estremi delle sentenze o condanne che si ritengono travolte (giudice, data, numero) e motivare come la loro eliminazione incide sulla posizione complessiva.
- Non è sufficiente il mero richiamo ad una sentenza della Corte Costituzionale: bisogna dimostrare il nesso concreto tra la declaratoria di incostituzionalità e gli elementi costitutivi delle fattispecie applicate al caso concreto.
- Se il giudice dell'esecuzione qualifica la condotta come integrativa di un diverso reato (es. art.495 c.p.), il ricorrente deve confutare specificamente tale qualificazione o dimostrare che anche quella qualificazione è compromessa dalla declaratoria invocata.
- Il ricorso deve essere autosufficiente e puntuale: la genericità e la mancanza di correlazione tra motivi e decisione impugnata determinano l'inammissibilità.
- Se si invoca l'art. 673 c.p.p. o altre norme procedurali, spiegare chiaramente i profili di diritto e di fatto che giustificano la revoca, con riferimenti documentali e argomentazioni dirette alle affermazioni del provvedimento impugnato.
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