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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22534/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi vertevano su più profili. Doa contestava: mancato riconoscimento della scriminante della legittima difesa (e, in subordine, dell'eccesso colposo), errori nella valutazione delle dichiarazioni delle parti civili e nella ricostruzione fattuale, irragionevole valutazione del porto d'arma e vizi nella quantificazione degli aumenti per continuazione della pena. Sumas contestava: insufficiente motivazione circa la falsità delle sue dichiarazioni (art. 378 c.p.), l'inapplicabilità della punibilità per favoreggiamento personale alla luce dell'art. 384 c.p. (ovvero la causa di non punibilità per chi agisce per salvare un congiunto), e la mancata valorizzazione delle attenuanti generiche e del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte dei motivi. In particolare: ha rigettato le censure di Doa sulla legittima difesa e sulle attenuanti, ritenendo corretta la valutazione di merito che escludeva aggressione ingiusta, necessità ed inevitabilità della difesa (anche alla luce di colpi esplosi alle spalle delle vittime e del possesso volontario dell'arma). Ha altresì rigettato i ricorsi di Sumas, ritenendo fondata la valutazione dei giudici di merito circa la mendacità delle sue dichiarazioni e escludendo l'applicabilità dell'art. 384 c.p. in quanto le dichiarazioni false furono rese dopo un ripensamento e non in una condizione di necessità tale da rendere inesigibile una condotta diversa. Tuttavia la Cassazione ha accolto parzialmente il terzo motivo di Doa relativo alla carenza motivazionale della Corte di appello nella determinazione degli aumenti di pena per continuazione con riferimento ad un capo (in particolare l'aumento correlato al reato in materia di armi): per tale profilo ha annullato la sentenza impugnata e rinviato ad altra sezione della Corte d'Assise d'Appello di Cagliari per nuovo esame limitato a quella questione. Tutti gli altri capi di condanna (i reati indicati come sub 2) e sub 3) nella rubrica) sono stati dichiarati irrevocabili. Sono state confermate le condanne alle spese; Doa è stato altresì condannato a rifondere le spese delle parti civili per il presente grado.

Norme richiamate

  • art. 575 c.p. (omicidio)

    La norma è stata applicata per la qualificazione degli omicidi commessi da Doa; la Cassazione ha confermato la responsabilità per gli omicidi, richiamando i criteri per l'esclusione della legittima difesa.

  • artt. 4 e 7 legge 18 aprile 1975, n. 110 (norme su armi)

    I reati in materia di armi sono stati contestati a Doa (porto illegale e correlati); la Corte territoriale aveva valorizzato il porto volontario dell'arma come elemento sintomatico della prevedibilità del rischio; la Cassazione ha ritenuto però carente la motivazione sul quantum degli aumenti per continuazione relativi al reato in materia di armi.

  • art. 378 c.p. (false informazioni)

    Contestato a Sumas per le dichiarazioni mendaci rese alla polizia giudiziaria; la Corte di merito ha ritenuto fulfilling la configurazione del reato come reato di pericolo e la Cassazione ha confermato la valutazione di attendibilità/mendacio e l'insufficienza della dedotta inidoneità delle dichiarazioni a inquinare le indagini.

  • art. 384 c.p. (favoreggiamento personale - causa di non punibilità)

    La difesa di Sumas invocava l'art. 384 quale causa di non punibilità; la Cassazione ha richiamato i requisiti della causa (condizione soggettiva e inesigibilità della condotta), la giurisprudenza delle Sezioni Unite e ha escluso l'applicabilità nel caso concreto poiché le false dichiarazioni furono rese volontariamente e in un momento successivo, non in stato di necessità tale da rendere inesigibile un comportamento diverso.

  • art. 192 c.p.p. (attendibilità e riscontri delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti)

    Richiamato nelle censure relative alla valutazione delle dichiarazioni (in particolare per l'analisi dell'attendibilità di Ferrai, Caddori e Fara); la motivazione di merito è stata ritenuta adeguata dalla Cassazione nel rigetto delle censure sul punto.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p. (motivi di ricorso in Cassazione)

    Norma procedurale che delimita i vizi deducibili in cassazione (violazione di legge e carenza/contraddittorietà/manifesta illogicità della motivazione). La Corte ha utilizzato questi parametri per valutare l'ammissibilità e la fondatezza delle doglianze.

  • art. 62-bis c.p. (recidiva e precedenti) e art. 133 c.p. (circostanze attenuanti/aggravanti)

    Richiamati in relazione alla contestazione sulle attenuanti generiche e sulla commisurazione della pena. La Corte ha ritenuto che la valutazione del merito sui precedenti e sulle circostanze fosse congrua e insindacabile in cassazione.

  • art. 81 c.p. (continuazione)

    Invocato dal ricorrente per censurare l'aumento per continuazione; la Cassazione ha rilevato carenza motivazionale nella determinazione dell'aumento relativo ad uno specifico capo (reato in materia di armi) e ha annullato per quel profilo.

  • art. 199 c.p.p. (avviso della facoltà di astenersi)

    Rilevante nella valutazione della rilevanza dell'avviso di facoltà di astensione al testimone/parte informata; la Corte ha richiamato che l'avviso incide sulla possibile applicabilità dell'art. 384 e sulla rilevanza delle false dichiarazioni.

  • art. 54 c.p. (stato di necessità) e giurisprudenza connessa

    Richiamati a confronto con l'art. 384 (istituto affine): la Cassazione ha sottolineato i limiti dell'invocazione dello stato di necessità/causa soggettiva quando il pericolo sia stato volontariamente cagionato o quando non sussista l'inesigibilità della condotta alternativa.

Massime di principio

  • La scriminante della legittima difesa richiede aggressione ingiusta, necessità/inevitabilità della reazione e proporzione tra offesa e difesa; l'esistenza di colpi esplosi alle spalle e il porto volontario di un'arma sono elementi che indeboliscono fortemente la tesi difensiva della legittima difesa.
  • In sede di Cassazione non è consentita una nuova valutazione dei fatti o delle prove: sono ammissibili i censure che denuncino vizi di diritto o carenze/contraddittorietà manifeste della motivazione, non semplici richieste di rivalutazione probatoria.
  • La causa di non punibilità di cui all'art. 384 c.p. (favoreggiamento personale per motivi familiari) richiede che la condotta appaia all'agente come l'unica possibile per evitare un grave e inevitabile nocumento; se la falsa dichiarazione è resa volontariamente e in un momento successivo (dopo ripensamenti), l'esimente difficilmente opera.
  • Il reato di false informazioni o di favoreggiamento dichiarativo (art. 378 c.p.) va valutato come reato di pericolo: l'attitudine delle dichiarazioni a inquinare le indagini va valutata ex ante, non in base agli esiti successivi delle indagini.
  • La determinazione degli aumenti di pena per continuazione deve essere adeguatamente motivata; la mancata o insufficiente motivazione sul quantum può determinare l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio limitato al profilo sanzionatorio.
  • Le pronunce di merito che ricavano l'inattendibilità o la mendacità di dichiarazioni possono essere confermate in Cassazione quando la motivazione sia coerente e risponda ai criteri di logicità; invece le doglianze che chiedono una diversa lettura delle stesse dichiarazioni sono inammissibili in cassazione.

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