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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29977/2024 del 22/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello: Damato deduceva (1) che il furto aggravato fosse assorbito nella rapina aggravata, (2) vizio di motivazione e violazione di legge per l'omessa o insufficiente giustificazione degli aumenti di pena per continuazione, (3) diniego dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4 cod. pen. per la speciale tenuità del danno. Patruno e Balducci contestavano l'eccessività e la mancata motivazione degli aumenti per continuazione. Maino deduceva (1) che la sua condotta fosse mera connivenza non punibile e che la fattispecie dovesse essere ricondotta a una posizione non sanzionabile ex art. 73 comma 5 DPR 309/90, e (2) illogicità della motivazione sulla determinazione della pena nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Motivazioni principali: il primo motivo di Damato è indeducibile perché non sollevato in appello; le doglianze sulla dosimetria della pena e sulle attenuanti sono state ritenute generiche e manifestamente infondate, con richiamo al principio secondo cui la tenuità del danno nella rapina richiede valutazione anche della lesione alla persona; la Corte ha ritenuto corretta la motivazione sui singoli aumenti per continuazione, conformemente alla giurisprudenza delle Sezioni Unite; il ricorso di Maino è inammissibile per aspecificità e i giudici di merito hanno adeguatamente motivato la qualificazione della detenzione a fini di spaccio (confezionamento in dosi, presenza di più sostanze) e la congruità della pena entro la media edittale. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen., comma 3, n. 3-bis

    Aggravante collegata alla rapina in luogo non di privata dimora; il ricorso che mirava a derubricare il furto aggravato in semplice non ha sollevato in appello la questione dell'assorbimento tra furto e rapina, rendendola indeducibile in Cassazione.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante relativa al danno di speciale tenuità: la Corte ha precisato che, nel delitto di rapina, non è sufficiente il modesto valore del bene sottratto, dovendosi valutare anche gli effetti dannosi sulla persona offesa data la natura plurioffensiva del reato.

  • art. 73, comma 5, DPR 309/90

    Riferita alla detenzione di sostanze stupefacenti: i giudici di merito hanno qualificato la condotta di Maino come detenzione a fini di spaccio sulla base di elementi probatori (confezionamento in dosi, presenza di più sostanze), ritenendo infondata la tesi della mera connivenza.

  • art. 81 cod. pen.

    Principi sul cumulo e sul reato continuato: la Corte ha verificato che non sia stato operato un cumulo materiale e che sia rispettato il rapporto di proporzione tra le pene.

  • art. 132 cod. pen.

    Discrezionalità del giudice nella determinazione della pena: la Cassazione ha richiamato che se gli aumenti per continuazione sono di esigua entità non è necessario un'analisi motivazionale dettagliata.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia applicato correttamente i criteri (gravità, personalità del reo, modalità) nel giustificare la pena inflitta a Maino.

  • artt. 530 e 533 cod. proc. pen.

    Richiamati da Maino in relazione a presunte violazioni procedurali e alla qualificazione giuridica, ma la Cassazione ha ritenuto il motivo aspecifico e non confrontato con la motivazione di merito.

  • Giurisprudenza rilevante (massime citate)

    Sez. 2, n. 28269 del 31/05/2023; Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021; Sez. 6, n. 44428 del 05/10/2022; Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017; Sez. 3, n. 29968 del 22/02/2019

    La Corte ha applicato i principi di queste decisioni: criteri di valutazione della tenuità del danno nella rapina; obbligo di motivazione distinta per gli aumenti in caso di reato continuato salvo che gli aumenti siano di esigua entità; consolidati criteri di dosimetria e di congruità della pena.

Massime di principio

  • In Cassazione non possono essere dedotte questioni non sollevate nel giudizio di appello: i nuovi profili di difesa devono essere già proposti in appello per essere esaminati.
  • La specialità o tenuità del danno nell'ipotesi di rapina va valutata non solo sul valore materiale del bene sottratto ma anche sugli effetti lesivi della condotta sulla persona offesa.
  • In tema di reato continuato il giudice deve determinare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascun reato satellite, ma se gli aumenti sono di entità esigua la motivazione può essere più sintetica.
  • I motivi di ricorso generici o aspecifici sono inammissibili: la Cassazione richiede un confronto puntuale con la motivazione di merito.
  • La detenzione di sostanze confezionate in dosi e la presenza di più tipi di stupefacente sono elementi idonei a fondare la qualificazione come detenzione a fini di spaccio, non la mera connivenza.
  • La congruità della pena valutata ex art. 133 cod. pen. può essere confermata se la motivazione di merito espone i criteri adottati e la pena è entro la misura edittale o nella media edittale.

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