Cassazione Penale, Sentenza n. 30472/2025 del 09/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due censure principali: (1) vizio relativo alla condizione di procedibilità per il reato di cui all'art. 614 c.p., per aver ritenuto legittimata a presentare querela un singolo condomino; secondo il ricorrente la querela dovrebbe spettare solo alla totalità dei condomini o, in loro rappresentanza, all'amministratore. (2) vizio relativo al mancato riconoscimento delle pene sostitutive ex art.20‑bis c.p. e art.58 L. 689/1981: il rigetto dell'istanza sarebbe stato motivato in modo generico e non avendo indicato precedenti ostativi né elementi che giustificassero una prognosi negativa (anche tenendo conto della modesta offensività del fatto e della giovane età).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte ha confermato il principio secondo cui il singolo condomino è legittimato, almeno in via concorrente o surrogatoria rispetto all'amministratore, a proporre querela per reati che ledono le parti comuni; ha inoltre precisato la legittimazione anche dell'amministratore in ragione dei poteri‑doveri di conservazione delle parti comuni. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle pene sostitutive, poiché la valutazione discrezionale del giudice d'appello ha tenuto conto dei rilevanti precedenti penali e della recidiva dell'imputato: tale accertamento di fatto non è sindacabile in Cassazione se la motivazione non è manifestamente illogica. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma incriminatrice applicata al fatto (violazione di domicilio o introduzione abusiva in autorimessa); la Corte riconosce che il reato lede interessi riconducibili ai comproprietari delle parti comuni, rendendo i singoli condomini persone offese.
Richiamato come cumulo di partecipazione al reato (concorso di persone), inquadramento ricognitivo del fatto.
Riferimento alla disciplina civilistica del condominio che ha influito sull'interpretazione della legittimazione del singolo condomino ad agire in tutela delle parti comuni.
art. 1130 comma 1 n. 4 cod. civ.
Attribuisce all'amministratore i poteri-doveri di conservazione delle parti comuni; la Corte ne ricava la possibilità per l'amministratore di promuovere querela nell'esercizio di tali funzioni.
Prevede che, quando con la commissione del reato si offendano più persone, ciascuna è titolare di un autonomo potere di querela; la Corte lo usa per sostenere l'autonomia del diritto del singolo condomino a proporre querela.
Richiamato per definire la nozione di persona offesa (soggetto passivo del reato) e applicarla al condomino titolare di diritto reale su parti comuni.
Richiamato in riferimento ai vizi denunciati in motivi di ricorso (lett. b ed e): limiti di censura in Cassazione.
Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per addebitare le spese al ricorrente.
Richiamato come possibile disciplina delle misure alternative alla pena detentiva breve; il ricorrente ne invocava l'applicazione ma la Corte ha ritenuto legittimo il diniego basato sulla valutazione negativa della personalità e dei precedenti.
«Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del Codice penale, se non ordina la sospensione condizionale della pena, può applicare le pene sostitutive della pena detentiva quando risultano più idonee alla rieducazione del condannato e quando, anche attraverso opportune prescrizioni, assicurano la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati. La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato».
Stabilisce i criteri per l'applicazione delle pene sostitutive e il richiamo ai criteri dell'art. 133 c.p.; la Corte interpreta la norma come riconoscente un ampio margine discrezionale al giudice, purché la motivazione contemperi gli elementi disponibili (modalità del fatto, personalità, precedenti) e possa escludere la sostituzione in presenza di fondati motivi.
Fornisce i criteri (modalità del fatto, personalità del reo, precedenti ecc.) che il giudice deve considerare per la determinazione della pena e per valutare l'idoneità delle misure sostitutive; utilizzato dalla Corte per giustificare la valutazione discrezionale.
Massime di principio
- Il singolo condomino è titolare di un diritto soggettivo a proporre querela per reati che ledono le parti comuni e può agire almeno in via concorrente o surrogatoria rispetto all'amministratore.
- L'amministratore di condominio, per i poteri‑doveri di conservazione delle parti comuni, può promuovere querela nell'esercizio delle sue funzioni anche senza specifico mandato assembleare per le iniziative non meramente cautelari e indifferibili.
- Quando il reato offende più persone titolari dello stesso bene giuridico, ciascuno dei danneggiati ha autonomia di querela ai sensi dell'art.122 c.p.; ciò rimuove ostacoli procedurali all'azione penale pubblica.
- La decisione di applicare o meno pene sostitutive per pene detentive brevi è rimessa al giudice con un ampio margine discrezionale: deve essere adeguatamente motivata con riferimento ai criteri dell'art.133 c.p. e all'art.58 L.689/1981; la presenza di precedenti e di recidiva può giustificare il diniego.
- Gli accertamenti di fatto sullo stato personale del condannato (precedenti, recidiva, biografia criminale) compiuti dal giudice di merito sono sindacabili in Cassazione solo se la motivazione è manifestamente illogica o insufficiente.
- In situazioni simili è opportuno che la parte che chiede la sostituzione della pena documenti e argomenti puntuali su assenza di precedenti rilevanti, elementi di modesta offensività del fatto e proposte concrete di prescrizioni idonee, mentre chi nega la sostituzione deve motivare con chiari riferimenti ai criteri di cui all'art.133 c.p.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30436/2025 del 09/09/2025
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30437/2025 del 09/09/2025
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30438/2025 del 09/09/2025
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30440/2025 del 09/09/2025
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30441/2025 del 09/09/2025
- Sentenza penale · 9 set 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 30443/2025 del 09/09/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →